È uscito “Mi chiamo Farrokh” di Vincenzo Furfaro


Prima di Freddie Mercury c’era Farrokh: il ragazzo, il sogno, l’identità. Un
romanzo che restituisce un uomo alla leggenda
È arrivato in libreria il 6 agosto “Mi chiamo Farrokh”, il nuovo libro di Vincenzo Furfaro
pubblicato da Città del Sole Edizioni di Reggio Calabria. Un’opera che sceglie una strada precisa e
non scontata: attraversare il mito di Freddie Mercury per tornare all’uomo che esisteva prima del
mito.
Su Freddie Mercury è stato scritto, raccontato e mostrato moltissimo. Biografie,
documentari, interviste, film e una sterminata produzione editoriale hanno consegnato alla memoria
collettiva l’immagine di una delle più grandi icone della musica del Novecento.
Eppure, come spesso accade alle figure diventate leggenda, proprio la sovraesposizione
rischia di nascondere l’uomo.
È da questa consapevolezza che nasce “Mi chiamo Farrokh” di Vincenzo Furfaro, un
romanzo che non pretende di riscrivere la storia di Freddie Mercury, ma di cercare, attraverso la
letteratura, ciò che sta prima e oltre l’icona: Farrokh Bulsara, il ragazzo, la sua formazione, le sue
inquietudini, i suoi desideri, la sua identità e quel lungo percorso umano che precede la nascita di
Freddie Mercury.
Nella prefazione si legge infatti di questa prospettiva che poi è la cifra distintiva dell’opera:
«Vincenzo non racconta semplicemente Freddie Mercury. Racconta Farrokh». Una scelta narrativa
che consente a Furfaro di muoversi in quello spazio delicato nel quale la realtà documentata
incontra l’immaginazione, senza rinunciare alla verità emotiva del protagonista.
Non il mito, ma l’uomo.
Il cuore del libro sta probabilmente proprio qui: nella volontà di sottrarre per un momento
Freddie Mercury alla sua dimensione monumentale.
Prima della voce, dei concerti, dei Queen e della fama planetaria c’è stato un ragazzo.
Ed è quel ragazzo che Furfaro sceglie di ascoltare.
Ne nasce una scrittura che, come sottolinea la prefazione di Giusy Staropoli Calafati,
attraversa realtà e immaginazione per restituire alla vicenda una dimensione profondamente umana.
Non una biografia tradizionale, dunque, ma una narrazione capace di interrogare il confine tra ciò
che conosciamo di una persona e ciò che, di quella persona, possiamo soltanto immaginare.
È una sfida letteraria non semplice: raccontare un personaggio sul quale sembra essere già
stato detto tutto significa, paradossalmente, avere il coraggio di cercare quello che ancora non è
stato raccontato abbastanza.
Vincenzo Furfaro: dalla parola alla cultura come luogo vivo.
Con Mi chiamo Farrokh, Vincenzo Furfaro aggiunge un nuovo tassello a un percorso
artistico e culturale già ampio.
Nato a Foligno e cresciuto a Melicucco, nella Piana di Gioia Tauro, Furfaro ha una
formazione lontana dall’idea dell’autore chiuso esclusivamente nella propria dimensione letteraria.
Laureato in Marketing a Parma, ha lavorato in realtà aziendali italiane e internazionali, continuando
parallelamente a coltivare la scrittura, la poesia e l’organizzazione culturale. È autore di diverse
opere narrative e poetiche e vincitore di numerosi premi letterari nazionali e internazionali.
La sua produzione è caratterizzata da una scrittura che la casa editrice definisce capace di
fondere ironia e disincanto, realismo e visionarietà, con una particolare attenzione alle fragilità
umane e ai margini. Un percorso che lo ha portato anche alla direzione artistica di festival e reading,
alla scrittura teatrale e alla progettazione di format radiofonici. Nel 2024 Furfaro è stato Segretario e
Coordinatore di Taurianova Capitale Italiana del Libro.
Ed è forse proprio questa esperienza trasversale a spiegare la natura di Mi chiamo Farrokh:
un libro che non nasce soltanto dalla conoscenza della letteratura, ma dalla convinzione che la
cultura sia un luogo vivo, nel quale le persone, le storie e le idee possono ancora incontrarsi.
Un libro anche visivo: la copertina di Massimo Sirelli.
A completare il progetto editoriale è la copertina firmata da Massimo Sirelli, artista e autore
di un linguaggio visivo immediatamente riconoscibile.
La scelta di affidare l’immagine del libro a Sirelli aggiunge un ulteriore livello al progetto:
parola e immagine si incontrano per raccontare una figura che, nel corso della sua vita, ha
trasformato la propria identità in una delle immagini più potenti e riconoscibili della cultura
popolare contemporanea.
Non si tratta di una semplice copertina, dunque, ma una parte integrante dell’identità del
volume.
Città del Sole: una nuova storia affidata alla parola.
La pubblicazione è firmata da Città del Sole Edizioni, realtà editoriale con sede a Reggio
Calabria che da anni dedica una parte significativa della propria attività alla valorizzazione della
cultura e degli autori del territorio e non solo. La casa editrice, il cui catalogo attraversa narrativa,
storia, poesia, antropologia e altre forme della ricerca culturale, colloca Mi chiamo Farrokh nella
collana “La vita narrata”.
Un progetto editoriale che porta dunque con sé una precisa idea di cultura: raccontare le vite
per comprendere le persone, e raccontare le persone per comprendere il proprio tempo.
“Mi chiamo Farrokh”: quando la leggenda torna a essere una persona.
Il titolo stesso contiene una dichiarazione d’intenti.
“Mi chiamo Farrokh”. Non Freddie. Non Mercury. Non l’icona. Farrokh.
Un nome che precede la leggenda e che il romanzo di Vincenzo Furfaro prova a riportare al
centro. Perché dietro ogni mito esiste una persona.
Dietro ogni personaggio pubblico esiste una storia privata.
E prima di ogni leggenda esiste sempre un ragazzo che ancora non sa quale forma prenderà il
proprio destino.
È in questo spazio – tra storia e immaginazione, biografia e romanzo, individuo e mito – che
si colloca il nuovo lavoro di Vincenzo Furfaro.
“Mi chiamo Farrokh” è disponibile dal 6 agosto per Città del Sole Edizioni, 160 pagine,
ISBN 978-88-8238-561-3.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione Pianainforma.it

Source link