Gli italiani hanno perso 22 miliardi di euro. L’esecutivo sta intensificando le azioni di contrasto alla dipendenza
L’AGCOM ha pubblicato la Delibera n. 200/26/CONS, che introduce l’“Atto integrativo delle Linee guida per le campagne di comunicazione contro i disturbi da gioco d’azzardo”. Una vera e propria svolta che introduce limiti essenziali nelle campagne pubblicitarie per le piattaforme di scommesse e di giochi a rischio dipendenza.
L’Agcom ha vietato “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e i canali informatici, digitali e telematici, compresi i social media“.
La delibera
Questo provvedimento stabilisce confini netti per impedire che le campagne informative sul “gioco responsabile” vengano usate dai concessionari come escamotage per fare pubblicità indiretta. L’intervento si è reso necessario poiché il Decreto Legislativo n. 41/2024 obbliga gli operatori a investire in campagne di prevenzione, creando una forte tensione strutturale con il divieto totale di pubblicità imposto dal Decreto Dignità. La delibera impone restrizioni severe sulle dimensioni e sulla visibilità dei loghi aziendali e dei QR code all’interno dei messaggi preventivi.
Niente messaggi promozionali
Viene vietato l’inserimento di elementi grafici, slogan o link che possano indurre, anche indirettamente, al gioco o che enfatizzino la facilità di vincita. Le comunicazioni devono basarsi su messaggi sobri, focalizzati sull’educazione al rischio, prevedendo tutele rafforzate per le fasce più giovani e vulnerabili.
No a personaggi famosi negli spot pubblicitari
Nella delibera si fa esplicito riferimento al divieto di utilizzare negli spot personaggi famosi, da attori a sportivi a influencer. La presenza di volti noti potrebbe attirare l’attenzione del pubblico sul brand del concessionario anziché sul messaggio sociale. E si evita che i concessionari usino i propri “brand ambassador” commerciali camuffandoli da testimonial di campagne di sensibilizzazione. Possono comparire esclusivamente medici, psicologi, accademici o personale sanitario specializzato nel contrasto alle dipendenze e rappresentanti del terzo settore.
Il plauso della Consulta nazionale antiusura
“Accogliamo con favore la pubblicazione delle nuove linee guida dell’Agcom sulle campagne di informazione sul gioco responsabile. Il divieto di utilizzare testimonial e influencer, unito ai forti limiti posti all’inserimento di loghi, Qr code, quote e bonus promozionali negli spot, rappresenta un argine necessario e importante contro l’esposizione continua dei cittadini, in particolare dei più giovani, alle lusinghe dell’azzardo“. È quanto sostiene, in una nota, Luciano Gualzetti, residente della Consulta nazionale antiusura San Giovanni Paolo II che così commenta l’intervento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sugli spot relativi a lotterie istantanee e gioco d’azzardo. Nei giorni scorsi la Consulta aveva sollecitato un intervento delle autorità competenti chiedendo che il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo fosse applicato integralmente “senza eccezioni e senza aggiramenti attraverso forme indirette, sponsorizzazioni mascherate o testimonial che rendono attrattivo il gioco”. “Tracciare un confine netto e rigoroso tra la reale prevenzione e la pubblicità commerciale mascherata era un atto doveroso per tutelare le famiglie e prevenire le derive del sovra indebitamento e dell’usura – prosegue Gualzetti – il disturbo da gioco d’azzardo è una ferita sociale che colpisce intere famiglie, genera indebitamento, sofferenza e, troppo spesso, apre la strada all’usura”. “La Consulta continuerà a lavorare perché ogni comunicazione sul gioco sia sobria, chiara, non ambigua, – prosegue – le linee guida Agcom sono un passo avanti“. “Ora serve coraggio politico per completare il percorso: meno pubblicità, più prevenzione, più sostegno alle persone e alle comunità che ogni giorno affrontano le conseguenze dell’azzardo”, conclude Gualzetti.
I numeri della ludopatia
In Italia il disturbo da gioco d’azzardo (DGA), comunemente chiamato ludopatia, ha assunto proporzioni di piena emergenza sociale, trainato da una crescita esponenziale del mercato sia fisico che online. Lo scorso anno è stato raggiunto il record storico di 165,34 miliardi di euro di giocate, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente. Gli italiani hanno perso effettivamente quasi 22 miliardi di euro in dodici mesi.
L’impegno del governo Meloni
Si stima che in Italia ci siano circa 1,5 milioni di persone con dipendenza o comportamento patologico da gioco. Tuttavia, solo una minima parte di questi (meno di 20.000) è attivamente in cura presso i SerD (Servizi per le Dipendenze) delle ASL. Il governo Meloni sta affrontando l’emergenza della ludopatia attraverso una profonda riforma del settore dei giochi, avviata con la legge delega sul fisco e attuata tramite decreti legislativi specifici. L’esecutivo sta completando il riordino del gioco sul territorio (slot machine, sale scommesse e bingo) per superare la frammentazione delle regole locali. Il piano prevede una riduzione strutturale dei punti di gioco fisici sul territorio, concentrando l’offerta in sale certificate e protette. Il governo punta a definire d’intesa con le Regioni regole uniche per la distanza delle sale dai luoghi sensibili (scuole, chiese, ospedali), eliminando i conflitti normativi che hanno finora frammentato il nostro Paese. Viene progressivamente introdotto l’obbligo di utilizzo di strumenti di pagamento elettronici e tracciabili anche per i giochi fisici, per limitare le giocate compulsive con denaro contante.
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Giulia Gianni
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