L’esecutivo Meloni ha agito a pià riprese per venire incontro a famiglie e imprese. Ma a sinistra non basta mai

“Bisogna trovare una soluzione e fare presto”. Lo aveva anticipato la premier Meloni già martedì mattina quando ha riunito da remoto i leader della sua maggioranza. Sul tavolo c’è il caro carburanti, il tema che in queste settimane rappresenta una vera spina nel fianco per gli italiani, colpiti nelle tasche, in vacanza come nella vita di tutti i giorni, dagli effetti del protrarsi della guerra tra Usa e Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz. Un’emergenza che la premier sa essere delicata anche sul piano politico, mentre le opposizioni incalzano. Bisognava fare presto e il consiglio dei ministri lampo convocato alle 18 e conclusosi in pochi minuti ha approvato il decreto legge con il quale viene prorogato fino al 5 settembre il taglio delle accise sul gasolio. Il costo della misura si aggirerebbe attorno ai 130 milioni di euro. La copertura viene garantita, secondo quanto si apprende, con un sistema di anticipi delle società energetiche. Lo sconto continuerà ad essere di 17 centesimi al litro.

Caro benzina, in Cdm sconto di 17 centesimi. In seguito aiuti mirati in base al reddito

Il governo ha agito a pià riprese per venire incontro a famiglie e imprese. Il 27 luglio c’è stato l’ok al decreto legge n. 133, che ha ridotto di 14 centesimi al litro l’accisa sul gasolio, con un effetto complessivo alla pompa di circa 17 centesimi, per il periodo dal 28 luglio al 6 agosto. L’operazione, come spiegato dal titolare del Mef, valeva complessivamente circa 125 milioni di euro. Pochi giorni dopo arrivò un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri. Si arriva al 4 agosto quando il governo approvò il dl n. 139, che prorogò la riduzione delle accise dal 7 al 24 agosto. Anche in questo caso l’aliquota sul gasolio venne fissata a 532,90 euro per mille litri, con un taglio di 14 centesimi sull’accisa, pari a circa 17 centesimi al litro considerando l’Iva. Il costo della misura è quantificato in 190,2 milioni di euro per il 2026. Al provvedimento si aggiunsero 42,1 milioni per la proroga ad agosto del credito d’imposta per l’autotrasporto.

Dal 28 luglio a oggi: tutti gli interventi contro il caro gasolio

Avviatasi a scadenza anche quella finestra, per evitare che lo sconto venga meno, il governo è ricorso a un ulteriore decreto interministeriale, firmato da Giorgetti e dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha attivato il meccanismo delle accise mobili e consentito di mantenere la riduzione fino al 26 agosto. Il provvedimento, per i due giorni del 25 e 26 agosto, ha utilizzato 20,8 milioni di euro di maggior gettito Iva realizzato nel mese di luglio. Ed è proprio qui che si è arrivati alla riunione di mercoledì. Il Cdm ha prorogato per alcuni giorni le misure già in vigore, così da consentire al governo di lavorare a un intervento più mirato. Quella in scadenza, viene precisato, non sarà dunque la soluzione definitiva, ma servirà a guadagnare il tempo necessario per mettere a punto l’intervento strutturale, destinato a supportare le fasce più deboli.

Extraprofitti, Osnato al Pd: «Partite almeno dai fatti»

L’obiettivo, spiegano fonti di Palazzo Chigi, “è predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo”.  Il governo Meloni sta preparando un pacchetto di interventi sulle spese energetiche, che verranno finanziati con i circa 14 miliardi di flessibilità concessi dall’Unione europea. Sullo sfondo rimane il confronto politico sulla tassazione degli extraprofitti delle comagnie petrolifere, tema sul quale il governo dovra trovare una quadra. L’Italia, insieme ad altri cinque Paesi, chiede una soluzione europea per tassare gli extraprofitti, con Bruxelles rinvia agli interventi dei singoli Stati. Da segnalare come dal Pd, “Schlein chieda al Governo di fare proprio ciò che il Governo stesso sta chiedendo all’Europa: di poter affrontare il tema con una risposta comune – fa notare Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera e responsabile economico di Fratelli d’Italia-. Mentre il Pd finge che quell’iniziativa non esista. È un modo piuttosto comodo di essere europeisti. Le opposizioni possono contestare le nostre scelte, ma dovrebbero almeno partire dai fatti”.

Le coperture

E’ un “acconto” sulle tasse dei dividendi per i grandi gruppi energetici italiani che copre lo sconto sulle accise. Lo prevede l’articolo due (Versamento anticipato di somme commisurate alle ritenute su utili deliberati da grandi gruppi energetici) del Dl carburanti approvato dal Consiglio dei ministri, secondo una bozza che Radiocor ha potuto visionare. La misura è rivolta a società che “sulla base del bilancio consolidato relativo all’esercizio antecedente a quello in corso al 31 dicembre 2026, abbiano conseguito ricavi consolidati complessivi superiori a euro 20 miliardi e svolgano, direttamente o per il tramite delle imprese comprese nel perimetro di consolidamento, attività di estrazione, produzione, importazione definitiva o introduzione nel territorio dello Stato da altri Stati dell’Unione europea, raffinazione, trasformazione, stoccaggio, trasporto, distribuzione, commercializzazione o vendita di petrolio greggio, di prodotti petroliferi, di gas naturale, anche liquefatto, o di altri prodotti energetici nonché di energia elettrica”. Il meccanismo prevede sostanzialmente che tali società versino in anticipo le ritenute sugli utili di quest’anno e in cambio abbiano un credito di imposta.

Sinistra scatenata: “Meloni non arriva a fine anno”

Dopo la scadenza dello sconto sulle accise sul gasolio, appena prorogato dal Cdm fino al 5 settembre, il governo conta di far scattare nuove modalità di sostegni contro il caro carburante, “selettivi sulla base del reddito”. Strategia confermata durante la riunione. Le forme di queste misure verranno valutate in questi giorni. Il governo interviene ancora una volta per tamponare il caro carburanti in vista del lungo controesodo estivo ma a sinistra ciò non va vene. Tutti scatenati contro il governo, come da copione. Da Casa Riformista i renziani Paita e Faraone parlano di “decretino” e “improvvisazione”.  Il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia afferma che il governo è nel caos e azzarda: “Meloni non arriva a fine anno”. La dem Serracchiani parla di “inerzia” e il vicepresidente del M5S, Stefano Patuanelli, dice che si tratta solo di annunci. In tarda serata interviene Schlein: “Meloni lascia i problemi sulle spalle degli italiani e pensa alla legge elettorale”. Può bastare.

 

 


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Angelica Orlandi

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