L’Agenzia Spaziale Europea ha annunciato la firma di contratti con tre aziende europee specializzate in lanci spaziali, selezionate nell’ambito dell’European Launcher Challenge: si tratta di Isar Aerospace, PLD Space e Rocket Factory Augsburg.
Sono stati firmati i primi contratti per il programma European Launcher Challenge. L’iniziativa promossa dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) amplia l’offerta di servizi di lancio e garantisce maggiore solidità all’accesso dell’Europa allo spazio.
A seguito di una valutazione completa di ciascuna proposta, i contratti danno il via all’implementazione dell’European Launcher Challenge, offrendo alle aziende l’accesso al supporto dell’ESA per lo sviluppo e il miglioramento di nuovi servizi di lancio. Tre le aziende selezionate e contrattualizzate. Si tratta della tedesca Rocket Factory Augsburg (RFA), della spagnola PLD Space e l’altra tedesca Isar Aerospace.
I contratti consentono ai partecipanti di ottenere e sbloccare fondi al raggiungimento di determinati obiettivi. Ogni proposta è stata esaminata da una commissione di valutazione dell’Agenzia Spaziale Europea, che ha analizzato le proposte finanziarie e tecniche delle aziende e i progressi compiuti.
Tutto nasce tre anni fa
Tutto risale a quasi tre anni fa, al famoso vertice di Siviglia che riunì gli Stati membri dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Riconoscendo il fallimento della transizione tra Ariane 5 e Ariane 6, durante la quale l’Europa fu privata dell’accesso allo spazio e dovette impiegare i suoi satelliti strategici a bordo dei razzi Falcon 9 di SpaceX, venne introdotta la “European Space Challenge” (ELC). Il suo obiettivo era quello di dare impulso alle aziende europee del settore New Space che sviluppano mini e micro-lanciatori, il tutto all’interno di un cambio di paradigma in cui l’ESA non sarebbe più stata l’appaltatore principale per lo sviluppo del prossimo lanciatore pesante europeo, ma piuttosto l’organo giudicante del processo di selezione tra le proposte del settore. Oggi, la sfida è davvero cominciata.
I contendenti
La Rocket Factory Augsburg (RFA), con sede in Germania, sta sviluppando il suo veicolo orbitale RFA One a tre stadi, il cui lancio è previsto dalla piattaforma di lancio SaxaVord nel Regno Unito. Con un’altezza di circa 30 metri e un diametro di 2,15 metri, il razzo RFA One, nella sua configurazione attuale, è progettato per una capacità di dispiegamento fino a 500 kg in un’orbita eliosincrona a 500 km di altitudine. Il contratto con RFA ammonta a 186,9 milioni di euro ed è finanziato principalmente dalla Germania con un contributo del Regno Unito.
PLD Space
L’azienda spagnola PLD Space ha lanciato il suo razzo dimostratore Miura 1 dalla Spagna nel 2023, utilizzandolo come base per lo sviluppo del lanciatore Miura 5 e delle relative infrastrutture. Miura 5 verrà lanciato dallo spazioporto europeo nella Guyana francese ed è progettato per trasportare carichi utili fino a 540 kg in un’orbita eliosincrona. PLD Space prevede di sviluppare funzionalità potenziate per il razzo Miura 5 al fine di supportare missioni istituzionali e commerciali che richiedono una maggiore capacità di carico utile e una maggiore portata orbitale. Il contratto con PLD Space ammonta a 158,9 milioni di euro ed è finanziato principalmente dalla Spagna, con un contributo della Germania.
Isar Aerospace
Isar Aerospace, con sede in Germania, sta sviluppando il suo lanciatore Spectrum, che ha effettuato il suo primo volo di 30 secondi nel 2025 dalla sua piattaforma di lancio dedicata presso il cosmodromo di Andøya, in Norvegia. Il vettore a due stadi Spectrum è alto 28 metri, ha un diametro di 2 metri e, con dieci motori nella sua configurazione attuale, è progettato per lanciare carichi utili fino a 1000 kg in orbita terrestre bassa. Il secondo vettore Spectrum è in fase di preparazione per il lancio dal cosmodromo di Andøya, con i carichi utili che si prevede di immettere in orbita durante il volo di qualificazione. Il contratto con Isar Aerospace ammonta a 197,8 milioni di euro ed è finanziato principalmente dalla Germania, con contributi di Austria e Norvegia.
Infine, la procedura di aggiudicazione del contratto con la francese MaiaSpace è in fase di completamento e dovrebbe riprendere nelle prossime settimane. L’ESA fornirà ulteriori aggiornamenti una volta concluso il contratto.
Verso l’orbita
I contratti concludono la seconda fase della Challenge, durante la quale le aziende preselezionate potevano presentare le proprie proposte entro aprile 2026. Le proposte sono state valutate da una commissione di valutazione dell’ESA.
La European Launcher Challenge richiede innanzitutto ai fornitori di servizi di lancio di realizzare un lancio orbitale entro il 2028 per dimostrare la propria capacità di consegna.
“Questo traguardo dà il via alla European Launcher Challenge, incoraggiando la concorrenza tra i fornitori di servizi di lancio europei”, dice Géraldine Naja, Direttrice del Trasporto Spaziale dell’ESA. “Attraverso questi finanziamenti, l’ESA sostiene lo sviluppo delle capacità di lancio europee, contribuendo a rafforzare la competitività dell’Europa e ad ampliare la gamma di servizi di lancio disponibili per clienti istituzionali e commerciali.”
“Con questi contratti, l’ESA trasforma l’ambizione in azione. L’ESA ha lanciato la sfida e creato le condizioni affinché i nuovi fornitori europei di servizi di lancio possano accelerare la loro crescita e svilupparsi”, aggiunge Lucia Linares, responsabile della strategia e dei lanci per il trasporto spaziale dell’ESA. “Ora spetta ai nuovi operatori dimostrare di poter fornire servizi di lancio affidabili per l’Europa e competere: raggiungere lo spazio non è facile e non è mai scontato”.
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Paolo Anastasio
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