Badolato – Immaginate un borgo antico arroccato sulle colline calabresi, dove il silenzio dei vicoli storici viene improvvisamente riempito dal respiro della danza, dalle voci degli attori in prova e dal battito invisibile di una comunità che riscopre se stessa attraverso l’arte. Esiste una connessione profonda, viscerale e purissima che lega la rigenerazione dei nostri territori interni alla libertà espressiva dei giovani talenti, un cammino che rifiuta la logica del consumo culturale rapido per abbracciare il tempo lento della ricerca, dello studio e della creazione teatrale sul campo. Quando le periferie geografiche del Mezzogiorno smettono di essere considerate terre di abbandono e si trasformano in veri e propri laboratori d’avanguardia a cielo aperto, assistiamo alla nascita di una nuova e splendida stagione di riscatto civile e umano.
Per dare corpo a questa straordinaria e ambiziosa visione artistica, il suggestivo scenario di Badolato, in provincia di Catanzaro, ha ospitato un appuntamento di portata storica per l’intero panorama culturale del Mezzogiorno. Si sono conclusi con un successo straordinario i lavori promossi da C.Re.A – Centro di Residenza Artistica della Calabria, l’innovativo progetto ideato e sviluppato con tenacia dalle storiche compagnie Teatro del Carro e Dracma. Le quattro intense giornate di incontri, andate in scena dall’1 al 4 ottobre 2026, hanno saputo unire in un unico cortocircuito virtuoso l’edizione zero di VE.DE.RE. – Vetrina Delle Residenze e il secondo meeting nazionale intitolato Residenze al Sud.
Quattro opere d’avanguardia per illuminare lo storico Palazzo Gallelli
La manifestazione ha prodotto due esiti straordinari e strettamente connessi tra loro, capaci di dimostrare il valore sacro del teatro di comunità. Da un lato, il Teatro Comunale e il monumentale Palazzo Gallelli sono diventati i custodi della restituzione pubblica di quattro opere originali sviluppate all’interno dei percorsi di accoglienza finanziati dal centro. Il pubblico e gli operatori hanno potuto applaudire “BOW”, il potente progetto performativo firmato da Gaetano Palermo e Michele Petrosino, interpretato dallo stesso Petrosino insieme a Nicolò Russo, e l’intensa coreografia di Maya Oliva intitolata “In perpetual blooming, despite the gods”, impreziosita dalla colonna sonora eseguita dal vivo dal musicista Atte Elias Kantonen.
La rassegna d’oro si è completata con la messa in scena di “In via del tutto eccezionale” di Claudio Fidia, nato dalla penna e dal testo drammaturgico di Alessandro Paschitto, e con l’ironico e profondo “Quattro pezzi facili meno una” del Kollettivo Kontrora, con testo di Giovan Battista Picerno, regia di Francesco Aiello e la vibrante interpretazione sul palco dell’attore calabrese Francesco Gallelli. VE.DE.RE. si è configurata così come una vera e propria palestra di verifica dei processi di ricerca artistica, offrendo alle compagnie l’opportunità di confrontarsi direttamente con la base sociale del territorio e con oltre trenta esperti del settore, dimostrando l’impatto reale della cultura sulla vita della gente comune.
Nasce la grande rete del Mezzogiorno contro l’isolamento dei borghi
Parallelamente alle esibizioni serali, dal 2 al 4 ottobre i riflettori si sono spostati sulle tavole rotonde del secondo incontro di Residenze al Sud, promosso in sinergia da IAC – Centro Arti Integrate, Teatro del Carro e Dracma, in collaborazione strategica con la piattaforma Theatron 2.0. Questo meeting di altissimo profilo istituzionale ha dato continuità al percorso avviato a Matera nel dicembre 2024, riunendo a Badolato circa 30 curatori e direttori artistici provenienti da tutte le regioni del meridione d’Italia. Al centro del dibattito sono state poste le condizioni lavorative in cui operano le strutture, i rapporti con le amministrazioni comunali, la sostenibilità finanziaria della ricerca e la necessità di garantire contratti regolari ai lavoratori dello spettacolo.
Dall’intenso e serrato confronto è emersa la ferma e unanime volontà di unire le forze per fare massa critica di fronte alle istituzioni centrali, salvaguardando al contempo l’autonomia e le specificità dei singoli soggetti. A Badolato sono state gettate le fondamenta per la nascita di una grande rete informale tra le realtà del Sud, che nelle prossime settimane porterà alla stesura e alla firma di un accordo programmatico comune. I punti cardine del protocollo riguarderanno la tutela della dignità del lavoro culturale, la continuità dei percorsi di studio e la costruzione di un dialogo duraturo con i piccoli borghi interni a rischio di spopolamento, per trasformare l’arte nella più potente infrastruttura sociale del territorio.
Un modello vincente sostenuto dal Ministero della Cultura
La riuscita di questo doppio binario, che ha unito la purezza della creazione performativa alla concretezza della discussione sindacale e organizzativa, corona il lavoro di C.Re.A. come modello di eccellenza nazionale. Il progetto del Centro di Residenza Artistica della Calabria gode infatti del sostegno strutturale e del finanziamento del MiC – Ministero della Cultura attraverso il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (Fnsv) e della Regione Calabria – UOA Cultura tramite i fondi del Piano di Azione e Coesione (Pac 14/20), confermando la bontà di un investimento pubblico che produce ricchezza sociale ed economica.
Il successo travolgente delle giornate di Badolato è stato amplificato dallo straordinario gioco di squadra che ha coinvolto le realtà associative e commerciali del territorio, tra cui la ProLoco locale, il team di artisti SpopArt e numerosi albergatori e ristoratori del borgo, uniti per coccolare gli artisti e i delegati in arrivo da tutta Italia. Badolato dimostra così che quando la cultura mette radici profonde nelle comunità, è in grado di generare una bellissima epopea di riscatto, offrendo alle nuove generazioni di artisti un porto sicuro in cui sognare, progettare e costruire il futuro della scena teatrale italiana, dimostrando che l’ingegno e la bellezza non conoscono confini geografici.
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