La nuova circolare introduce due nuovi indicatori: il coefficiente di liquidità (LCR) e il coefficiente di capitale stabile netto (NSFR), con una specifica tabella di marcia per l’attuazione. A suo parere, qual è il significato di questa normativa per la capacità di gestione della liquidità e il livello di sicurezza del sistema bancario?
| Sig. Do Thanh Tung – Responsabile senior, Centro di analisi, VDSC |
La Circolare n. 50 segna un cambiamento significativo nel modo in cui la Banca di Stato del Vietnam (SBV) misura e monitora la liquidità. Mentre i coefficienti di liquidità corrente si basano principalmente sulle scadenze contrattuali, il LCR e l’NSFR, secondo gli standard di Basilea III, mirano a valutare la capacità di una banca di mantenere la liquidità durante i periodi di stress.
Il punto cruciale è che le banche devono passare dal semplice rispetto dei coefficienti normativi a una gestione della liquidità più proattiva. Di conseguenza, le banche devono valutare la stabilità di ciascuna fonte di finanziamento, la probabilità di prelievi da parte dei clienti in condizioni sfavorevoli, nonché la qualità e la convertibilità in contanti delle proprie attività.
Nello specifico, il NSFR richiede alle banche di bilanciare fonti di finanziamento stabili in base alle caratteristiche e alle scadenze dei loro attivi. Le banche con un’elevata percentuale di prestiti a medio e lungo termine dovranno valutare attentamente la propria struttura di finanziamento e il costo del capitale. Ciò rende la gestione della liquidità più strettamente legata alla strategia aziendale e alla crescita del credito.
Da una prospettiva sistemica, l’LCR aiuta le banche a costruire un cuscinetto di attività liquide di alta qualità per far fronte ai deflussi netti di cassa durante un periodo di stress di 30 giorni. Allo stesso tempo, l’NSFR contribuisce a mitigare il rischio di disallineamento delle scadenze tra passività e attività.
L’implementazione di questi due indicatori richiede inoltre alle banche di aggiornare i propri sistemi di dati, i modelli previsionali e i meccanismi di gestione del rischio. Nel lungo termine, questi sono fattori cruciali per rafforzare la loro resilienza alle fluttuazioni del mercato.
La circolare stabilisce un rapporto massimo prestiti/depositi (LDR) del 95%, modificando al contempo il metodo di determinazione delle fonti di finanziamento e dei prestiti in essere. A suo parere, in che modo questa normativa influirà sull’equilibrio tra mobilitazione di capitali e crescita del credito?
Innanzitutto, occorre chiarire che il LDR massimo del 95% previsto dalla Circolare n. 50 non significa innalzare il limite massimo dall’85% al 95%, poiché i due tassi sono determinati utilizzando metodi di calcolo differenti e pertanto non possono essere confrontati direttamente.
Le nuove normative incoraggeranno le banche a concentrarsi maggiormente sulla qualità e sulla struttura delle proprie fonti di capitale, piuttosto che sulla sola entità dei depositi. Il calcolo del rapporto prestiti/depositi (LDR) con il nuovo metodo potrebbe spingere le banche a rafforzare il proprio capitale azionario, ad adeguare la struttura di emissione obbligazionaria e a rivedere i portafogli di investimento e i prestiti interbancari.
In particolare, la crescita del credito dovrà essere più strettamente legata alla capacità di mobilitare capitali da individui e organizzazioni economiche . Le banche non solo dovranno garantire un capitale sufficiente a soddisfare le esigenze di prestito, ma dovranno anche considerare la stabilità e il costo di tale capitale.
Riteniamo che il costo del capitale del settore bancario possa subire pressioni al rialzo durante il periodo di transizione 2027-2028, in quanto gli istituti di credito adegueranno le proprie strutture di finanziamento per soddisfare i nuovi requisiti. Tuttavia, nel lungo termine, ciò contribuirà a migliorare la qualità dei bilanci, a ridurre la dipendenza da fonti di finanziamento a breve termine e ad aumentare la sostenibilità delle attività di erogazione del credito.
| Design: Hong Son |
Un aspetto rilevante della Circolare n. 50 è la possibilità di includere alcune obbligazioni societarie che soddisfano i requisiti di rating creditizio nel gruppo degli attivi altamente liquidi. Come valuta l’impatto di questa normativa sull’emissione e sulla liquidità del mercato obbligazionario societario?
Si tratta di un segnale politico positivo, che contribuisce a incoraggiare le imprese a erogare credito con maggiore qualità e trasparenza.
Secondo la normativa, le obbligazioni societarie che soddisfano i requisiti e hanno un rating creditizio pari o superiore ad AA- possono essere incluse nel gruppo 2A di attività liquide di alta qualità con un fattore di ponderazione dell’85%. Le obbligazioni con un rating pari o superiore a BBB-, invece, possono essere incluse nel gruppo 2B con un fattore di ponderazione del 50%.
In particolare, la Circolare richiede l’utilizzo dei risultati di rating di agenzie di rating del credito indipendenti, contribuendo così a rafforzare il ruolo delle attività di rating del credito nel mercato.
Tuttavia, l’impatto effettivo nel breve termine potrebbe non essere significativo. Questo perché le obbligazioni societarie devono soddisfare simultaneamente numerose condizioni relative alla quotazione, all’emittente, al rating creditizio e alla storia di negoziazione. Inoltre, anche la percentuale di attività di Tier 2 nel portafoglio di attività liquide di alta qualità è limitata.
Un altro fattore da considerare è che le nuove normative sul calcolo del LDR incidono anche sulle partecipazioni obbligazionarie societarie detenute dalle banche. Pertanto, i vantaggi derivanti dal riconoscimento come attività liquida di alta qualità devono essere valutati unitamente agli altri requisiti di sicurezza.
Questa normativa fornirà un incentivo più chiaro alle imprese con solide basi finanziarie, elevati volumi di emissione e la capacità di ottenere rating creditizi elevati. Nel lungo termine, i rating creditizi potrebbero diventare sempre più un fattore cruciale per attrarre investitori istituzionali.
Tuttavia, per migliorare la liquidità del mercato obbligazionario societario, oltre a migliorare la qualità degli emittenti, occorre più tempo per consolidare lo storico delle negoziazioni ed espandere la partecipazione di investitori istituzionali come fondi di investimento e compagnie assicurative.
Oltre ai coefficienti di sicurezza, la Circolare n. 50 stabilisce requisiti specifici per la gestione della liquidità intraday. Con il crescente sviluppo del digital banking e delle transazioni di pagamento istantanee, come valuta l’importanza di questa normativa?
Si tratta di una questione molto pratica, eppure spesso riceve poca attenzione. Lo sviluppo del digital banking, dei pagamenti istantanei e dei servizi di trasferimento di denaro 24 ore su 24, 7 giorni su 7, fa sì che il denaro possa circolare tra le banche molto più velocemente di prima. Ciò richiede che la gestione della liquidità monitori attentamente l’attività transazionale, anziché basarsi esclusivamente sui dati di fine giornata.
La Circolare n. 50 impone alle banche di monitorare e prevedere i flussi di cassa in entrata e in uscita giornalieri, individuare potenziali carenze di liquidità e prepararsi proattivamente a compensarle. Allo stesso tempo, le banche devono dare priorità agli obblighi di pagamento, istituire sistemi di allerta e sviluppare piani di emergenza per situazioni anomale.
Inoltre, i test di stress sulla liquidità, eseguiti regolarmente, aiutano le banche a valutare la propria capacità di reagire a scenari avversi, consentendo loro di sviluppare piani di emergenza più adeguati.
In sostanza, i nuovi requisiti stanno spingendo verso un passaggio da una gestione della liquidità basata su report periodici a un monitoraggio e controllo continui. Ciò è particolarmente importante, dato il ritmo sempre più rapido delle transazioni e la crescente dipendenza delle operazioni bancarie dalle piattaforme tecnologiche.
Per soddisfare questi requisiti, le banche dovranno continuare a investire in infrastrutture dati, sistemi di allerta e tecnologie di gestione del rischio. Le organizzazioni con solide basi tecnologiche e capacità di analisi dei dati saranno in una posizione migliore per implementare i nuovi requisiti.
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