Oggi le comunicazioni alle Camere della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre. Verso le 13 e 30 la premier sarà al Quirinale per riferire. Competitività dell’Unione europea, caro energia e l’accordo sul gas Trump-Putin tra i punti principali del discorso della premier che ha minacciato di non firmare il bilancio Ue: “L’Italia non può versare di più e ricevere meno”. Come anticipato, le opposizioni presenteranno risoluzioni diverse sull’Ucraina ma anche dalla maggioranza arrivano due risoluzioni: oltre a quella sui temi principali che saranno discussi al Consiglio Ue, c’è un altro documento specifico sull’Ucraina.
Punti chiave
Ironia Meloni sulle opposizioni, ditemi le soluzioni per Ilva anziché insultare
“Sono certa che abbiate delle soluzioni migliori anche sull’Ilva, mi chiedo perché non le abbiate messe in campo quando eravate al governo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula al Senato, in sede di replica dopo la discussione sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo, rivolta a chi dalle opposizioni contestava le sue parole sul futuro dell’ex Ilva. “Sono certa – ha ironizzato – che le elencherete quando prenderete la parola, anziché spendere i vostri 10 minuti per insultare alla cieca il governo perché ritenete sia più sensato”.
Al Senato depositate 7 risoluzioni, 5 sono delle opposizioni
Sette le risoluzioni presentate in Senato in occasione delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. Due i documenti unitari depositati dalla maggioranza, uno dei quali, specifico sull’Ucraina è stato presentato a integrazione del documento principale.
“Putin cerca nuovo nemico che potrebbe essere l’Europa”
Rischio di un attacco russo? “Vedo il moltiplicarsi delle provocazioni di Mosca, ma restano provocazioni per avere una reazione. Putin deve distogliere l’attenzione sull’andamento del conflitto, cerca un nuovo nemico che potrebbe essere l’Europa. Io non sono per dare a Putin vantaggi, dobbiamo dimostrare sangue freddo”. Lo dice la premier Giorgia Meloni in sede di replica dopo il dibattito al Senato sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue.
Da maggioranza due risoluzioni, una su Ucraina per sostenere diplomazia per tregua
Sono due le risoluzioni presentate dalle forze di maggioranza al Senato sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio Ue. Oltre a quella sui temi principali che saranno discussi al Consiglio Ue, spunta una nuova risoluzione del centrodestra incentrata sull’Ucraina.
Nel testo si “impegna il governo a continuare a sostenere ogni sforzo – in tutte le sedi europee e internazionali – affinché l’Unione europea promuova e sostenga attivamente ogni iniziativa diplomatica concreta finalizzata al raggiungimento di una tregua immediata sugli attacchi alle infrastrutture energetiche tra Russia e Ucraina, al fine di intervenire in soccorso della popolazione civile già duramente provata da quasi cinque anni di guerra”.
Difesa: Meloni a M5S, io ci metto la faccia su quanto fatto, non mi vergogno
“Collega Castellone, i vostri conti sulla difesa sono, tanto per cambiare, totalmente sballati. Del resto stiamo ancora pagando per i conti che abbiamo sbagliato in passato. Le segnalo che i fondi che il Movimento 5 Stelle, quando era al governo, ha investito sulla difesa non erano 2 miliardi in più all’anno. Tra il 2019 e il 2022 sono stati approvati 22 schemi di decreto ministeriale per un valore complessivo che va da 9 a 10 miliardi di euro. Poi è stato istituito un fondo da 12,5 miliardi di euro per ammodernare la difesa, che poi è arrivato a 25 miliardi di euro. Ma non è questo che mi interessa dire. La domanda che io voglio fare è: perché non avete il coraggio di rivendicarlo? Perché non avete il coraggio di mettere la faccia su quello che avete fatto? Perché io questo faccio, noi questo facciamo. E sapete perché noi mettiamo la faccia su quello che abbiamo fatto? Perché non ce ne vergogniamo. Perché quando ci vergogniamo di qualcosa non la facciamo. Per cui se c’è qualcuno che ha fatto delle cose oggi e non le rivendica, vuol dire che se ne vergogna. Ma se se ne vergogna non doveva farle. Credo che questo sia il modo di operare per una politica seria”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle repliche alla discussione generale sulle comunicazioni rese nell’Aula del Senato in vista del prossimo Consiglio europeo.
Ue, Meloni: Non ho conti da saldare, dico solo quello che penso
“Mi considero che sono una persona libera, sono una persona che non ha conti da saldare, che non ha niente di cui dover ringraziare qualcuno. Questo mi porta a dire banalmente quello che penso. Perché l’Europa è più facilmente oggetto del mio intervento? Perché noi in Europa stiamo e l’Europa è dove noi possiamo incidere molto di più. Chiaramente abbiamo anche i nostri rapporti di alleanza con gli Stati Uniti, il G7, il Patto Atlantico, tutti lo sappiamo, ma il nostro ambito è l’Europa ed è normale, come ho detto anche nella mia relazione, che una nazione che ha fondato l’Europa e una delle nazioni più diciamo forti in Europa dica la propria per migliorare quello che in un che in Europa non funziona, perché io credo che questo sia il modo di dare una mano”. Così la premier, Giorgia Meloni, in replica dopo il dibattito sulle comunicazioni in Senato vista del prossimo Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.
Il dem Alfieri: “Sostegno a Kiev fino al cessate il fuoco”
La risposta del Pd a Giuseppe Conte sull’invio di armi a Kiev arriva per bocca del senatore Alessandro Alfieri, responsabile Riforme nella segreteria Schlein: “Fino al cessate il fuoco continueremo a sostenere il popolo ucraino, non possiamo permettere che i missili cadano sulla testa di civili inermi, non possiamo voltare lo sguardo all’altra parte”, dice durante il suo intervento nell’aula di Palazzo Madama. (di Giovanna Vitale)
Boccia: “In assemblea nazionale Pd novità importanti”
In Senato, fra un intervento e l’altro, c’è gran fermento fra i parlamentari del Pd in vista dell’assemblea nazionale che domenica voterà per prorogare il mandato della segretaria Elly Schlein (in scadenza a marzo) e consentirle di correre alle primarie come candidata unica del partito. Francesco Boccia, attraversando il Salone Garibaldi, è sibillino: “Vedrete, ci saranno novità importanti”. (di Giovanna Vitale)
Monti a Meloni, non rincorrete Vannacci, combattetelo
“La volta scorsa in questa occasione credo che lei sia apparsa a tutti molto preoccupata dell’onorevole Vannacci e ha dedicato buona parte del suo intervento a questo, con una sorta di assillo esistenziale e politico. Secondo me non deve: io ho avuto occasione di avere uno scambio di opinioni con l’onorevole Vannacci e non c’è proprio necessità di temerlo: se le opinioni che noi riscontriamo in lei, sempre più mature, sul tema europeo sono sincere e lei è pronta a battersi per quelle, non tema Vannacci. Faccia fare a qualcuno dei suoi la fatica di leggere questo ponderoso programma e si sgretola da sé. Quindi, non rincorretelo, combattetelo”. Così il senatore a vita Mario Monti si è rivolto alla premier Giorgia Meloni, parlando in Aula durante il dibattito successivo alle comunicazioni in vista del Consiglio europeo.
Futuro nazionale: “Colpiti molto negativamente da scelta Meloni contro accordo con Putin”
“Siamo molto colpiti in negativo” sulla scelta della premier Giorgia Meloni contro l’accordo degli Stati Uniti con Putin sul gasolio perchè “continua a sostenere la linea di dare soldi e arimi a Kiev. Serve un accordo con la Russia sui carburanti”. Lo ha detto il capogruppo di Futuro Nazionale, Edoardo Ziello, in un flash mob davanti a Montecitorio davanti a uno striscione con queste parole: “Gasolio, dall’accordo Usa-Russia un’unica lezione – Ora tocca all’Italia”. “Giorgia Meloni va nella direzione opposta e questo è sicuramente un problema per noi. Muoveremo in Aula la nostra contrarietà”, ha aggiunto Laura Ravetto.
Vannacci: “Gas russo? L’Europa è masochista”
“Sulle questioni di geopolitica e di geoeconomia non possiamo fare catechismo. Non possiamo dare delle valutazioni morali, dobbiamo essere pragmatici. Trump sta facendo gli interessi degli Stati Uniti e ci sta riuscendo molto bene. Lui ha la necessità di far scendere il prezzo del gallone della benzina e del gasolio negli Stati Uniti da qui alle elezioni di midterm, e quindi comprando gasolio dalla Russia e soprattutto congelando tutti i tipi di sanzioni alla Federazione russa per sei mesi, consente di incrementare la quantità di prodotto raffinato che viene messo nel mercato e molto probabilmente di farne scendere il prezzo”. Lo ha detto il presidente di Futuro Nazionale Roberto Vannacci a “Ping Pong” su Rai Radio1, in merito alla scelta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul gasolio russo.
Delrio cita Simone Veil, Moro e Carney
Ricco di citazioni l’intervento del senatore Pd Graziano Delrio, tra Simone Veil che ammoniva “la tentazione dell’eccesso è irresistibile“, Aldo Moro, e il premier canadese Mark Carney: “O si sta a tavola o si sta nel menù“. Lo ha detto sottolineando la consapevolezza che Meloni ha assunto nella necessità di una posizione europeista. “Noi siamo con l‘Ucraina perché significa difendere i un quadro di valori”. (di Concetto Vecchio)
M5S: su Ucraina fallimento, serve svolta diplomatica
Il Movimento 5 stelle con la risoluzione presentata al Senato alle comunicazioni del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni sul Consiglio europeo di domani e dopodomani, impegna il governo “a promuovere – preso atto del perdurante conflitto russo-ucraino e dell’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa, che attraverso il continuo invio di armamenti contribuiscono ad allontanare qualsiasi prospettiva di pace – un radicale mutamento del protagonismo politico e diplomatico dell’Unione europea, imprimendo, anche mediante l’individuazione di un mediatore europeo, una concreta svolta negoziale, che tuteli le ragioni del Paese aggredito, attraverso una conferenza internazionale ispirata allo ‘spirito di Helsinki’, per definire percorsi di sicurezza e di pace fondati sulla cooperazione e su piani condivisi di disarmo, secondo un approccio multipolare e una visione multilaterale”.
Aula Senato in piedi per il Papa: “Da qui la nostra vicinanza e i nostri auguri”
L’aula del Senato ha rivolto un applauso di vicinanza al pontefice dopo l’intervento subito ieri al policlinico Gemelli. A sollecitarlo è stato il presidente Ignazio La Russa, dicendo: “Vorrei far arrivare a Papa Leone i più affettuosi auguri e la nostra più stretta vicinanza”. Tutti i parlamentari allora si sono alzati e hanno applaudito per qualche secondo.
Ue: risoluzione Pd, sostegno a Kiev anche su piano diplomatico
“L’Italia e l’Europa devono continuare a sostenere l’Ucraina, non solo sul piano umanitario, economico e militare come hanno fatto finora, ma anche sul piano politico e diplomatico, reiterando la richiesta di veri colloqui di pace”. E’ quanto si legge nella risoluzione presentata al Senato dal Pd alle comunicazioni del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni sul Consiglio europeo di domani e dopodomani. I dem impegnano quindi il governo “a ribadire la ferma condanna della grave, inammissibile e ingiustificata aggressione russa dell’Ucraina e a continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie al rispetto del diritto di autodifesa”, anche “attraverso un utilizzo legalmente fondato dei beni russi congelati, affiancando questo impegno all’urgenza di un’iniziativa diplomatica e politica che garantisca un ruolo dell’Unione europea, anche con l’indicazione di un inviato unico, nei tavoli negoziali per il perseguimento di una pace giusta e sicura che preservi i diritti del popolo ucraino”.
Meloni lascia il Senato, La Russa: “Premier coraggiosa”
Giorgia Meloni ha lasciato il Senato accompagnata dal presidente Ignazio La Russa. La seconda carica dello Stato si è soffermato a parlare con i cronisti: “Il discorso della premier mi è piaciuto molto. Molto chiaro e non dico coraggioso perché è sempre stata coraggiosa. Ma dico molto deciso per non lasciare nessun equivoco interpretativo. E mi ha fatto piacere vedere componenti delle opposizioni applaudire alcuni passaggi come quelli sull’Ucraina”. (di Gabriella Cerami)
“Europa deve proteggere gli italiani, non ostacolarli”
“Andrò con orgoglio e determinazione a Bruxells, agli italiani dobbiamo un’Europa che li protegga invece di ostacolarli”. Così Meloni.
“Ceuta, non accettiamo stop Schengen sia diritto per altri e colpa per Italia”
In seguito agli eventi di Ceuta “l’Italia ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna, sulla base di una valutazione di sicurezza. E mi permetterete di dire che considero abbastanza surreali le polemiche che ne sono seguite, soprattutto da parte di alcuni partiti di opposizione, evidentemente più attenti a difendere il governo spagnolo che la sicurezza e i confini italiani”. Lo ha detto la presidente del Consiglio. La premier ha ricordato che “il codice Schengen prevede espressamente la possibilità di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza” e che “si tratta di uno strumento utilizzato regolarmente: dal 2006 a oggi, gli stati membri vi hanno fatto ricorso quasi cinquecento volte, e in oltre trenta casi i controlli hanno riguardato direttamente l’Italia. La Francia, ad esempio, mantiene i controlli alla frontiera con noi da oltre dieci anni. E’ quindi difficile sostenere – ha aggiunto Meloni – che l’Italia non abbia il diritto di utilizzare uno strumento che nei suoi confronti è stato utilizzato decine di volte. Ricordo ai colleghi che l’Italia ha gli stessi doveri degli altri Stati membri, ma ha anche gli stessi diritti. Non accettiamo che difendere i confini sia un diritto per gli altri e una colpa quando riguarda l’Italia”.
“Bilancio Ue senza nuove tasse, più tempo per i rimborsi Pnrr”
“Sulle nuove risorse proprie proposte dalla Commissione abbiamo diverse riserve, ma siamo disposti a lavorare con un criterio chiaro: alleggerire per quanto possibile il peso sui bilanci nazionali, senza nuove tasse”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo. “Riteniamo che si possa e si debba ragionare anche su un rimborso più graduale del debito” del “Next Generation EU, perché i rimborsi non comprimano le altre politiche” Ue proprio quando “serve investire di più. E in generale credo che” per le priorità strategiche “nessuno strumento” vada “escluso a priori”.
“Firmeremo l’accordo sul bilancio Ue solo quando sarà giusto per l’Italia”
“La presidenza irlandese e le istituzioni europee hanno indicato l’obiettivo di arrivare a un accordo entro la fine dell’anno. Noi non siamo contrari per principio” ma “non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una data. Noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l’Italia”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, ribadendo “in maniera molto chiara” che “l’Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica agricola comune, la Pesca e la Coesione”, componente “essenziale dell’autonomia strategica europea”.
Risoluzioni separate per le cinque forze di opposizione. I passaggi di M5S e Pd sulle armi a Kiev
Risoluzioni separate per le cinque forze di opposizione. Nella mozione del M5s, di cui Repubblica ha preso visione, la formulazione sulle armi a Kiev è leggermente diversa rispetto al passato. Ancora a giugno, per il precedente Consiglio Ue, i Cinquestelle chiedevano esplicitamente al governo di «interrompere gli aiuti militari alle autorità governative ucraine». Il documento di oggi punta sull’iniziativa diplomatica e le armi diventano un inciso che riproduce, alla lettera, l’esito di Nova, il percorso di partecipazione che il M5s ha fatto con la base: «Preso atto (…) dell’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa, che attraverso il continuo invio di armamenti contribuiscono ad allontanare qualsiasi prospettiva di pace…». Parole in ogni caso distanti dalla mozione del Pd che impegna l’esecutivo a «garantire sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie al rispetto del diritto di autodifesa sancito dall’articolo 51». Compreso quindi il «sostegno militare», menzionato esplicitamente nelle premesse. (di Serena Riformato)
“Europa non vada in ordine sparso su Ucraina, basta regali a Mosca”
“Mi interessa che l’Europa non vada in ordine sparso, non offra il fianco a chi ha interesse ad alimentare le divisioni e parli con una voce sola. Perché un’Europa che si divide sui formati offre un’immagine di sé infantile, ed è l’unico vero regalo che possiamo fare a Mosca. E di regali a Mosca, di questi tempi, ne sono già stati fatti abbastanza”. Così la presidente del Consiglio. “Se ad esempio Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, e finora è questa la scelta che hanno fatto – ha aggiunto Meloni – allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti. Perché sarò onesta: considero secondario il tema di chi siede a quale tavolo. Mi interessa a nome di chi si siede al tavolo, e per dire cosa”.
“Fondi per la difesa non sottratti agli ospedali, non siamo guerrafondai”
Abbiamo scelto di non usare tutto il margine di risorse aggiuntive” per le spese per la difesa ma “non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola, se non li spendessimo per la difesa non potremmo spenderli in altro, chi racconta che più sicurezza vuol dire meno ospedali e risorse sottratte” al welfare “da un governo di guerrafondai mente sapendo di farlo”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Applausi solo da quattro senatori dem per passaggi su Ucraina
I senatori del Pd Filippo Sensi, Walter Verini, Sandra Zampa e Pierferdinando Casini hanno applaudito (unici del loro gruppo) i passaggi dedicati da Meloni alla necessità di aiutare l’Ucraina a difendersi dal l’aggressione russa. (di Francesco Bei)
Al Senato applausi da maggioranza, in piedi, su parole Meloni sulla Russia
I senatori della maggioranza si sono alzati in piedi e hanno applaudito nell’aula del Senato quando la premier ha detto di non rimpiangere i carri armati russi a Praga durante le sue comunicazioni in vista del prossimo Consiglio Ue. Un applauso è scattato anche al passaggio sul sostegno all’Ucraina ribadito da Meloni.
Meloni, da Russia nuova campagna d’autunno, punta a piegare Ucraina con terrore
Il Consiglio Europeo vedrà in apertura, il confronto con il Presidente Zelensky. Intanto, la Russia ha avviato la sua nuova campagna d’autunno contro l’Ucraina. Incapace di avanzare sul fronte, Mosca ha iniziato a colpire sempre più duramente la popolazione civile: centrali elettriche, condomini, ospedali, persino gli autobus che portano le persone al lavoro, come nell’orrenda strage di Kramatorsk. È una strategia con la quale la Russia punta a piegare il popolo ucraino con il terrore, il freddo e il buio, semplicemente perché non è riuscita a piegarlo sul campo di battaglia. I fatti, del resto, smentiscono la propaganda del Cremlino e di chi quella propaganda la porta anche qui in Italia. Dall’inizio dell’anno Mosca ha guadagnato pochissimo terreno, e nel solo mese di settembre ha perso buona parte di quanto aveva conquistato negli ultimi mesi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Meloni: “Non rimpiango il muro di Berlino o i carri armati russi”
“Se l’Ucraina smettesse domani di difendersi, come in molti auspicano o propongono, noi non avremmo la pace. Noi discuteremmo dell’occupazione di una nazione europea, e del ritorno dell’imperialismo di stampo sovietico che l’Europa ha conosciuto per mezzo secolo. Personalmente non rimpiango quegli anni, non rimpiango i carri armati russi che repressero le rivolte di Praga e Budapest, non rimpiango il Muro di Berlino”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.
Meloni: “Intesa di Trump sul gasolio russo è rischiosa, legittima Mosca”
“L’intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, spiegando che “l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina.
Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative”.
Centrosinistra diviso su risoluzioni per comunicazioni Meloni
Come anticipato, opposizioni divise in occasione delle comunicazioni della premier in Parlamento in vista del Consiglio europeo. I partiti del campo progressista presentano ognuno una risoluzione diversa e resta nel centrosinistra il nodo Ucraina.
Meloni, ogni costo in più che l’Ue impone a sé stessa è un vantaggio ai concorrenti
“Accanto alla risposta internazionale serve anche il coraggio di guardare a ciò che possiamo fare noi, in Europa. A partire dalla cosa più scontata: evitare che regole pensate in un contesto completamente diverso da quello che viviamo finiscano oggi per aggravare gli effetti delle crisi che stiamo attraversando”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.
“Perché le nostre imprese affrontano oggi una concorrenza globale sempre più aggressiva, e ogni costo in più che l’Europa impone a sé stessa è un vantaggio che regala ai suoi concorrenti – ha aggiunto -. E il tempo per correggere la rotta non è infinito. È su questo che l’Italia ha concentrato il proprio lavoro”.
Meloni: “Energia il peso maggiore, serve risposta coordinata e rapida”
“La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia e sulla competitività delle imprese è il costo dell’energia” e “nessuno può rispondere efficacemente da solo” per questo serve “una risposta coordinata e rapida”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, sottolineando che le regole “non possono aggravare la crisi”.
Iniziate le comunicazioni di Meloni
Nell’Aula del Senato sono iniziate le comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani. Al termine, intorno alle ore 10, la premier andrà come da prassi alla Camera per consegnare il testo del suo discorso per poi tornare a Palazzo Madama per assistere alla discussione generale (al momento sono 18 i senatori iscritti a parlare) e per la sua replica agli interventi. Dopo le dichiarazioni di voto e il voto sulle risoluzioni che i gruppi presenteranno, Meloni si sposterà nuovamente a Montecitorio alle ore 15,15.
Meloni arrivata al Senato, accolta da La Russa
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta al Senato per rendere comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre che discuterà di competitività, Ucraina, prossimo Quadro finanziario pluriennale, Medio Oriente, difesa e sicurezza europee, migrazione, allargamento UE e riforme. La premier al suo arrivo è stata accolta dal presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa.
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