#Finsubito news – uno stallo lungo un anno


Il nuovo contratto di servizio di Rap. Se fosse un libro, sarebbe una sorta di giallo. A fare la parte del morto è proprio il documento programmatico dell’azienda di piazzetta Cairoli. L’arma del delitto: la burocrazia. L’atto, va detto, non era nato sotto la migliore stella. Le modifiche apportate al piano di risanamento a cui è soggetta la società aveva generato nel Consiglio Comunale più di qualche dubbio. Perplessità manifestata nella questione pregiudiziale posta illo tempore da Giuseppe Milazzo (FdI) e Ugo Forello (Oso-Controcorrente).

Quesiti ai quali sarebbero dovute arrivare le dovute risposte a stretto giro di posta. Invece, i giorni si sono trasformati prima in settimane. Poi in mesi. E oggi quasi in un anno di attesa. A riaccendere i riflettori sulla questione è stato, il 5 ottobre 2026, il presidente della SRR Palermo 1 Natale Tubiolo. Quest’ultimo ha denunciato l’inerzia che regna ad un atto fondamentale per il futuro dell’azienda di piazzetta Cairoli. “Ad oggi – scriveva  lo stesso Tubiolo nella lettera – risulta sospeso sine die, tra l’altro senza un’adeguata motivazione, la procedura di adeguamento del contratto di servizio, con le conseguenti responsabilità che ne potranno derivare“.

Fatto per il quale, due giorni dopo, il presidente del Consiglio Comunale Giulio Tantillo ha scritto a tutti gli uffici coinvolti. L’obiettivo era quello di capire se i dubbi posti dall’atto consiliare firmato fossero stati fugati. Secondo i tecnici di Palazzo delle Aquile e di Palazzo Cairoli, la risposta è si.

Contratto di servizio Rap, un mistero lungo un anno

Come tutte le grandi storie, il nostro racconto inizia con il classico “c’era una volta“. Era il lontano 27 novembre 2025. Luogo, Palazzo Comitini. Sede pro tempore del Consiglio Comunale. Al centro del dibattito c’era la bozza di contratto di servizio di Rap. In realtà, l’azienda aveva (ed ha tuttora) un documento in essere valido. Tuttavia, quest’ultimo doveva essere adeguato alle direttive ARERA. L’agenzia ministeriale che si occupa di definire le regole su cui si basa il servizio di raccolta rifiuti sul territorio nazionale. C’era un problema. Il Consiglio Comunale non aveva trovato l’accordo su come procedere.

A dimostrarlo meglio di ogni parola è l’enorme mole di emendamenti che erano stati presentati all’atto. Peraltro, si trattava di proposte molto particolareggiate. In alcuni casi, di battaglie praticamente personali. Andare avanti era impossibile. Anche perchè sull’atto pendevano alcuni punti di domanda irrisolti. A cominciare dalle due modifiche realizzate in corso sul piano di risanamento di Rap. Fatto che ha cambiato le carte in tavola. Da qui la pregiudiziale presentata allora da Giuseppe Milazzo (FdI) ed Ugo Forello (Oso-Controcorrente). L’obiettivo era quello di chiarire i dubbi al più presto. Nella migliore delle ipotesi, entro una decina di giorni. Trattasi però di un rinvio in tribuna. Anzi, sul tetto della stessa. Le domande poste dall’aula erano complesse. E in alcuni casi hanno richiesto approfondimenti da parte di Rap.

La SRR Palermo 1 prova a dare una scossa

I mesi passano. E come successo per il regolamento rifiuti, il contratto di servizio di Rap è rimasto in soffitta. Fino al 5 ottobre, quando il presidente della SRR 1 Natale Tubiolo ha provato a dare la scossa al Consiglio Comunale. “Ad oggi – scriveva Tubiolo nella lettera – risulta sospeso sine die, tra l’altro senza un’adeguata motivazione, la procedura di adeguamento del contratto di servizio, con le conseguenti responsabilità che ne potranno derivare“.

Una serie di problemi su cui, secondo Tubiolo, bisogna fare di più. “La stesura del nuovo contratto di servizio – ha aggiunto -, con la contestuale approvazione del regolamento comunale, dovrà consentire nell’immediato l’intensificarsi delle attività di controllo del servizio, anche in termini di controllo analogo, da parte del Comune di Palermo“. La situazione però è abbastanza complessa. Rap, ora come ora, non ha un CdA in carica. E per il nuovo esecutivo bisognerà aspettare che la maggioranza del sindaco Roberto Lagalla trovi una quadra sul rinnovo delle governance delle società Partecipate. Per il momento si è deciso di prorogare gli esecutivi uscenti ma solo fino a fine novembre (rimane da sciogliere il nodo Amat) Ma le trattative vanno avanti da mesi e l’accordo non c’è ancora. Non del tutto almeno.

Tantillo chiama, gli uffici rispondono: “Adempimenti già fatti”

In attesa che il centrodestra esca dall’impasse in cui si è messo, il presidente del Consiglio Comunale Giulio Tantillo ha provato a verificare lo stato dell’arte. Con una nota del 7 ottobre 2026, il presidente di Sala Martorana ha chiesto agli uffici “di conoscere se sia stato dato riscontro a tutte le criticità rilevate dalla SRR e alla Pregiudiziale ex art. 43 del Regolamento Comunale presentato in Aula durante la seduta di Consiglio Comunale del 27/11/2025“.

Domande poste praticamente un anno fa e alle quali gli uffici hanno dichiarato di aver dato seguito. Lo ha fatto per esempio il direttore generale di Rap Massimo Collesano. In una nota del 12 ottobre 2026, il dirigente di Palazzo Cairoli ha chiarito infatti che “questa Società ha fornito puntuale riscontro a tutte le criticità rilevate dalla SRR e dalla Pregiudiziale ex art. 43 del Regolamento Comunale presentata in Aula durante la seduta di Consiglio Comunale del 27/11/2025. Si rimanda, in merito, alla copiosa precedente corrispondenza agli atti societari e, da ultimo, alle proprie note prott. n. 7695 del 28/04/2026 e n. 15954 del 23/09/2026, quest’ultima diretta all’Area Politiche ambientali del Comune di Palermo ed alla SRR Area Metropolitana di Palermo“.

Di pari tenore è la risposta della dirigente dell’assessorato all’Ambiente Giuseppina Liuzzo. “A riscontro si rappresenta che lo scrivente ufficio ha ottemperato con le note prot. N. prot. AREG/847624/2026 del 30/06/2026 e N. prot. AREG/932854/2026 del 31/07/2026 che ad ogni buon fine si trasmettono nuovamente“. Nota, quest’ultima, nella quale il tecnico di Palazzo delle Aquile ha fatto il punto su un altro documento programmatico chiave per il futuro di Rap, ovvero il piano industriale 2026-28. E allora perchè l’atto non viene prelevato e di conseguenza votato? Un mistero che potrà chiarire soltanto il Consiglio Comunale.


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