Senza un conto corrente oggi non si incassa uno stipendio, non si riceve una pensione, non si domicilia una bolletta. Eppure capita che una banca rifiuti l’apertura, o che chiuda un rapporto lasciando la persona fuori dal sistema dei pagamenti. Esiste uno strumento pensato esattamente per questo, il conto di base, e in alcune situazioni è anche gratuito. Il problema è che quasi nessuno sa di averne diritto e quasi nessuno lo chiede.
Ogni consumatore può chiedere un conto di base, che comprende i servizi essenziali. Con un indicatore della situazione economica inferiore a 11.600 euro è senza spese e senza imposta di bollo; con una pensione lorda annua fino a 18.000 euro si paga la sola imposta di bollo. Il rifiuto è ammesso solo in tre casi e va motivato per iscritto entro dieci giorni lavorativi.
Che cos’è e che cosa comprende
È un conto pensato per le esigenze essenziali di pagamento, non per gestire investimenti. Comprende l’accredito dello stipendio o della pensione, i bonifici, la carta di debito e un numero prestabilito di operazioni incluse nel canone; le operazioni ulteriori hanno un costo.
Non è un prodotto di nicchia riservato a chi è in difficoltà: può chiederlo qualunque consumatore. Per molte persone che usano il conto solo per incassare e pagare, è semplicemente il prodotto più adatto e il meno caro.
Quando è gratuito
Due situazioni. Se il tuo indicatore della situazione economica equivalente è inferiore a 11.600 euro, il conto di base è aperto senza alcuna spesa, nemmeno l’imposta di bollo. Se percepisci una pensione con importo lordo annuo fino a 18.000 euro, non paghi il canone ma resta a tuo carico l’imposta di bollo, pari a 34,20 euro l’anno.
In entrambi i casi la gratuità riguarda il canone e le operazioni comprese: quelle eccedenti il numero previsto hanno comunque un costo. E se la tua situazione cambia, in meglio o in peggio, va comunicato alla banca, che verifica i requisiti.
Il punto pratico è questo: se rientri in una delle due condizioni e stai pagando un canone, stai pagando qualcosa che potresti non dover pagare. La verifica richiede dieci minuti e il documento che serve è l’attestazione dell’indicatore economico o il cedolino della pensione.
Quando la banca può dire di no
I casi sono soltanto tre: se hai già un conto corrente o un altro conto di pagamento in Italia, se intendi usarlo per un’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, e se non soggiorni legalmente in Italia.
Fuori da queste ipotesi il rifiuto non è legittimo. Né lo sono i motivi che vengono opposti più spesso nella pratica, come la presenza di segnalazioni creditizie, di protesti o di debiti pregressi: sono circostanze che possono rilevare per concedere un fido o un prestito, non per aprire un conto di base, che non comporta affidamento.
La banca deve comunicarti il rifiuto per iscritto, gratuitamente, al più tardi entro dieci giorni lavorativi, spiegandone le ragioni. Se ti viene opposto un no a voce, chiedi che venga messo per iscritto: è il primo passo, e spesso è anche l’ultimo che serve.
Come si fa valere
Per prima cosa, presenta la richiesta per iscritto e fatti rilasciare una ricevuta: senza una domanda documentata non c’è un rifiuto documentabile.
Se arriva il rifiuto, o se non arriva risposta nei dieci giorni lavorativi, scrivi un reclamo all’ufficio reclami della banca, indicando che si tratta di una richiesta di conto di base e che non ricorre nessuna delle tre cause di esclusione.
Se la risposta non arriva o non ti soddisfa, puoi rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario, con un contributo di venti euro rimborsato in caso di esito favorevole. In parallelo puoi presentare un esposto alla Banca d’Italia, che vigila sul rispetto di questi obblighi: non risolve il tuo caso, ma su questa materia è una leva efficace, perché il diniego ingiustificato del conto di base è esattamente il tipo di comportamento che l’autorità monitora.
Se la banca ti chiude il conto
Il recesso della banca è possibile, con il preavviso previsto, ma non ti lascia senza alternative: il diritto al conto di base vale anche in quel momento, e puoi chiederlo a un altro istituto. La cosa importante è non aspettare la chiusura effettiva per muoversi, perché restare anche solo poche settimane senza un conto operativo significa stipendi non accreditati, domiciliazioni respinte e insoluti che poi finiscono nelle banche dati creditizie.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo verifica se rientri nelle condizioni di gratuità e ti aiuta a presentare la richiesta nella forma corretta, con la ricevuta che serve a documentarla. Se la banca rifiuta, prepara il reclamo contestando l’assenza delle cause di esclusione previste, e ti assiste nel ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario e nell’esposto all’autorità di vigilanza. Se stai già pagando un canone pur avendo i requisiti, prepara la richiesta di passaggio al conto di base e di rimborso di quanto versato. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
Un documento di identità e il codice fiscale, l’attestazione dell’indicatore della situazione economica equivalente in corso di validità oppure la documentazione della pensione, la richiesta di apertura con la ricevuta, l’eventuale comunicazione di rifiuto e, se stai chiedendo il passaggio, il contratto del conto attuale con il documento di sintesi.
Tempi realistici e possibili esiti
La banca deve rispondere alla richiesta entro dieci giorni lavorativi, e il rifiuto va motivato per iscritto. Il reclamo riceve risposta nel termine ordinario. I ricorsi all’Arbitro su questa materia si definiscono in alcuni mesi e, quando non ricorre nessuna delle tre cause di esclusione, l’esito è di regola favorevole al cliente. Lo Sportello verifica i requisiti e prepara gli atti, senza garantire l’esito.
Per approfondire: Banca d’Italia
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Chi può chiedere il conto di base?
Qualunque consumatore. Non è riservato a chi si trova in difficoltà: è semplicemente un conto che copre i servizi essenziali, accredito di stipendio o pensione, bonifici e carta di debito, con un numero di operazioni incluse. Per chi usa il conto solo per incassare e pagare è spesso la soluzione più conveniente.
Quando non si paga nulla?
Con un indicatore della situazione economica equivalente inferiore a 11.600 euro il conto è senza spese, nemmeno l’imposta di bollo. Con una pensione lorda annua fino a 18.000 euro il canone non si paga ma resta dovuta l’imposta di bollo, pari a 34,20 euro l’anno. In entrambi i casi le operazioni oltre il numero incluso hanno un costo.
La banca può rifiutarmi il conto per via dei debiti?
No. Il rifiuto è ammesso solo in tre casi: se hai già un conto di pagamento in Italia, se lo vuoi per un’attività professionale o d’impresa, o se non soggiorni legalmente in Italia. Segnalazioni creditizie, protesti e debiti pregressi non rientrano fra queste cause, perché il conto di base non comporta affidamento.
Mi hanno detto di no allo sportello, senza nulla di scritto.
Chiedi che il rifiuto ti venga comunicato per iscritto: la banca è tenuta a farlo gratuitamente, al più tardi entro dieci giorni lavorativi, indicando le ragioni. Spesso è sufficiente questa richiesta per sbloccare la situazione. Se il rifiuto scritto arriva, è il documento su cui si costruisce il reclamo.
Ho i requisiti ma pago il canone da anni.
Chiedi per iscritto il passaggio al conto di base allegando l’attestazione dei requisiti, e nella stessa richiesta chiedi il rimborso di quanto versato indebitamente, indicando il periodo. La banca risponderà nel termine previsto per i reclami; se rifiuta, resta la strada dell’Arbitro Bancario Finanziario.
La banca mi ha chiuso il conto: resto senza?
No, il diritto al conto di base si può far valere presso un altro istituto. Muoviti però prima che la chiusura diventi effettiva: restare anche poche settimane senza un conto operativo significa stipendi non accreditati e domiciliazioni respinte, con insoluti che poi finiscono nelle banche dati creditizie.
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