E’ crisi politica in Comune a Terni. I quattro consiglieri ex Alternativa popolare e ora ‘Con Bandecchi per Terni’, che lo stesso sindaco aveva “ripudiato” giorni fa, annunciano ufficialmente il passaggio all’opposizione: «Revochiamo la fiducia al sindaco e alla giunta. La nostra è una scelta politica», scrivono in una nota Marina Severoni, Andrea Sterlini, Andrea Colasanti e Federica Mengaroni. «La maggioranza non esiste più e Bandecchi potrebbe essere anche libero di tornare a fare l’imprenditore – dichiara il sindaco contattato da Umbria24 -. Devo riflettere. Valuto la possibilità di fare la clinica, lo stadio e tenere la Ternana e chiudere con tutto il resto».
L’aria era tesa da giorni, ma venerdì mattina i consiglieri comunali “interrogati” dalla stampa avevano “tamponato” la situazione, poi sabato pomeriggio lo strappo definitivo comunicato con una nota stampa. Ora, numeri alla mano, almeno sulla carta, la maggioranza Bandecchi traballa. Al momento, col passaggio dei quattro consiglieri all’opposizione, la maggioranza è composta da 15 consiglieri (compreso il sindaco con potere di voto). Dunque, l’amministrazione rischia di non avere più i numeri per governare la città. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se è possibile superare la crisi politica, in qualche modo, o si andrà al voto pre-termine. Tecnicamente, saranno i voti espressi in aula a determinare la tenuta o meno dell’amministrazione. Qui, il nodo più grande.
«Nessuno può decidere al posto dei consiglieri comunali se e come esercitare il proprio mandato. Il sindaco non ha il potere di “cacciare” i consiglieri dalla maggioranza, né può censurare l’utilizzo del proprio nome, precedentemente autorizzato in occasione del deposito delle liste elettorali. Prendiamo atto delle sue dichiarazioni e delle sue richieste e, per nostra scelta e con piena consapevolezza politica, decidiamo di collocarci formalmente all’opposizione, revocando la fiducia al sindaco e alla giunta», queste le parole di Severoni, Sterlini, Colasanti e Mengaroni.
«Una decisione – spiegano i consiglieri – che non nasce da ragioni personali, ma da una valutazione politica precisa: il mancato rispetto di una parte sostanziale del patto con gli elettori e degli impegni assunti nei confronti del gruppo consiliare Con Bandecchi per Terni, da noi costituito nell’agosto 2026».
Il sindaco Bandecchi, poche ore dopo la decisione dei quattro consiglieri, contattato telefonicamente da Umbria24 ha dichiarato: «Ci sono molte preoccupazioni in giro, forse il meno preoccupato sono io. Adesso faccio il mio lavoro». Incalzato rispetto alle sue intenzioni, ha risposto: «Devo riflettere. Potrei trovare maggioranze alternative, non sono appassionato di politichese per distruggere Terni come era distrutta quando sono arrivato. Rifletterò con calma. Evidentemente bisogna prendere atto che in questo momento ci sono delle persone fortemente confuse che nell’arco di un mese hanno fatto capovolte. Ancora ieri sentivo dire che facevano parte della maggioranza, a me gente così mi sembra confusa». Sulla possibilità delle elezioni anticipate ha riferito: «La valuto. Valuto proprio la possibilità di fare la clinica, lo stadio e tenere la Ternana e chiudere con tutto il resto».
Tornando ai consiglieri “dissidenti” e alla loro scelta, secondo loro, il programma politico non è stato rispettato, e si spiegano punto per punto: «Temi rilevanti per la città quali: il principio di contrarietà alle privatizzazioni, l’atteggiamento e le scelte in materia di idroelettrico, le decisioni relative alla Ztl, le politiche ambientali non coerenti con gli indirizzi che avevamo, progetti che fino a otto mesi fa erano pronti per decollare e che sono rimasti senza seguito: basti ricordare, tra gli altri, l’appalto per la pubblica illuminazione, la cittadella dell’amicizia oppure il fallimento sul Pnrr per quanto riguarda l’ascensore di Cesi ovvero la mancata apertura degli asili nel mese di settembre ovvero il progetto dell’hotel all’ex Viscosa o dell’albergo diffuso nei borghi. Ed infine la scelta, in netto contrasto al programma elettorale, di tagliare i dipendenti senza una analisi dettagliata e comparativa con altre realtà. D’altronde avevamo creduto nelle parole del sindaco con il progetto Cantiere Comune per quanto attiene l’asfalto delle strade che doveva avvenire in house: anche in questo caso il progetto è stato svuotato senza una motivazione e i macchinari sono, allo stato, inutilizzati se non per quanto attiene la tappa buchi. Non è poi da dimenticare il problema “sicurezza” ove nel programma elettorale assumemmo impegni con la città e, nonostante l’assunzione di circa 40 vigili urbani, in luogo dei 60 annunciati dal sindaco, la situazione è peggiorata: il progetto “vigile di quartiere” o quello dei “droni” che fine hanno fatto?».
Inoltre i consiglieri sostengono di aver avanzato diverse richieste quando è stato costituito il gruppo Con Bandecchi per Terni «su cui il sindaco si era impegnato e che non sono state rispettate». «Non abbiamo mai chiesto privilegi – spiegano ancora i quattro consiglieri -, ma semplicemente di poter svolgere pienamente il nostro ruolo di consiglieri, partecipando alle scelte amministrative e disponendo degli elementi necessari per assumere decisioni consapevoli. Pertanto, avendo sempre rispettato le scelte del Sindaco, ed avendo concesso tutte le chances possibili per la continuazione del nostro percorso in maggioranza, nonostante la “non condivisione” della scelta di cambio della giunta a febbraio, ove lo stesso sindaco ammise che alcuni nuovi assessori erano inadeguati, aspetto quest’ultimo oramai evidente al pari del distacco tra la nuova Giunta e la città oltre che con noi consiglieri comunali, le ultime scelte sulle partecipate che si sono rivelate errate per stessa ammissione del sindaco».
«Per tutti questi motivi – chiosano – riteniamo di revocare la fiducia a sindaco e alla Giunta con convinzione politica e per le motivazioni sopra espresse collocandoci formalmente e definitivamente all’opposizione. La nostra decisione deriva dal rispetto verso l’elettorato e continueremo a svolgere il nostro mandato, come abbiamo sempre fatto, in modo professionale e nell’esclusivo interesse della città».
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