#Finsubito news – Fabi verso il Congresso 2027 | Catalano (Reggio Calabria): «Intelligenza artificiale, le banche investano sulle competenze»


Un confronto permanente con le banche sull’introduzione dell’intelligenza artificiale, per anticiparne gli effetti sull’organizzazione del lavoro e garantire percorsi di formazione adeguati alle nuove competenze richieste. È una delle priorità indicate dalla Fabi di Reggio Calabria, guidata dal coordinatore Santo Catalano, che richiama l’attenzione sulla necessità di accompagnare l’innovazione tecnologica con la tutela delle professionalità. Sul territorio, intanto, le riorganizzazioni bancarie e la riduzione degli organici pongono nuove questioni legate ai carichi di lavoro e alla presenza dei servizi nelle aree interne. In questo contesto, la Fabi ha rafforzato la propria rappresentatività nelle aziende bancarie della provincia, puntando sulla vicinanza ai lavoratori e sul confronto con le realtà locali.

Domanda. Quali sono oggi le principali priorità della Fabi di Reggio Calabria?

Risposta. La priorità è tutelare le persone e accompagnare l’evoluzione del lavoro bancario. Proponiamo un confronto permanente con le direzioni territoriali delle banche e con i referenti locali delle relazioni industriali sull’introduzione dell’intelligenza artificiale e sulle sue conseguenze per l’organizzazione del lavoro. A questo deve affiancarsi una formazione mirata per i lavoratori le cui mansioni sono maggiormente interessate dalle nuove tecnologie. Le competenze devono evolvere insieme agli strumenti, senza che l’innovazione diventi motivo di incertezza per il futuro professionale.

D. Come descriverebbe oggi la presenza delle banche sul territorio reggino e quali conseguenze hanno avuto le riorganizzazioni?

R. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una progressiva riduzione degli sportelli e degli organici, con conseguenze sia per i lavoratori sia per le comunità locali. Le riorganizzazioni hanno modificato la distribuzione delle attività e, in alcuni casi, aumentato i carichi di lavoro nelle strutture rimaste. La provincia comprende realtà molto diverse, dalla città alla costa ionica, dall’Aspromonte alla Piana, e la presenza bancaria continua ad avere un ruolo importante, soprattutto nei centri più piccoli. Per questo è necessario valutare con attenzione gli effetti delle scelte aziendali sull’occupazione, sull’organizzazione del lavoro e sull’accesso ai servizi per famiglie e imprese.

D. Nonostante la riduzione degli organici, la rappresentatività della Fabi è cresciuta. Come spiega questo risultato?

R. La nostra rappresentatività è cresciuta in tutte le aziende bancarie del territorio. È un risultato che attribuiamo al lavoro quotidiano dei nostri rappresentanti e alla capacità di dare risposte concrete. Le riorganizzazioni e l’automazione rendono ancora più importante avere un riferimento sindacale stabile. Il nostro compito è essere presenti, ascoltare i colleghi e seguirli nei passaggi che interessano la loro vita professionale. La fiducia si costruisce attraverso questo lavoro costante.

D. Che cosa significa, concretamente, mantenere un rapporto diretto con i lavoratori?

R. Significa conoscere le persone, le filiali e le difficoltà specifiche di ogni realtà. Non possiamo intervenire soltanto quando un problema è già emerso in tutta la sua gravità. Dobbiamo mantenere un contatto continuo, ascoltare e cercare di prevenire le criticità. Gli strumenti digitali ci permettono di comunicare più rapidamente e raggiungere un numero maggiore di colleghi, ma la presenza fisica nei luoghi di lavoro resta essenziale, soprattutto nelle filiali più isolate e nelle aree interne.

D. Quali sono le esigenze dei bancari più giovani e come cercate di coinvolgerli nell’attività sindacale?

R. I giovani chiedono risposte concrete ai problemi che incontrano ogni giorno. Un turno organizzato male, una sostituzione che manca dopo un congedo di maternità o un carico di lavoro eccessivo sono situazioni sulle quali il sindacato deve essere in grado di intervenire. È importante anche accompagnarli nella crescita professionale, aiutandoli a conoscere i propri diritti e le opportunità di formazione. Le informazioni diffuse online sono utili, ma il rapporto di fiducia nasce soprattutto dal confronto diretto e dalla capacità di risolvere i problemi.

D. L’intelligenza artificiale è destinata a incidere sempre di più sulle attività bancarie. Quali garanzie ritenete necessarie per i lavoratori?

R. L’introduzione delle nuove tecnologie deve essere accompagnata da percorsi di formazione adeguati e da un confronto preventivo con le rappresentanze sindacali. Non possiamo limitarci a prendere atto delle decisioni aziendali quando sono già state adottate. Occorre conoscere in anticipo quali attività saranno interessate, come cambieranno le mansioni e quali competenze saranno necessarie. L’intelligenza artificiale deve rappresentare uno strumento di supporto al lavoro, non un fattore di esclusione o di impoverimento delle professionalità.

D. Ritenete importante rafforzare anche il confronto con le istituzioni e le associazioni locali?

R. Certamente. Le decisioni delle banche non riguardano soltanto i dipendenti, ma hanno conseguenze sull’intera comunità. Il confronto con amministrazioni comunali, camere di commercio e associazioni di categoria può aiutare a comprendere meglio le esigenze del territorio e a individuare possibili risposte. La Fabi può contribuire attraverso la conoscenza del settore bancario e delle sue dinamiche. È importante che il tema del credito e della presenza dei servizi bancari rimanga al centro dell’attenzione anche a livello locale.

D. Quali obiettivi vi ponete per i prossimi anni?

R. Vogliamo consolidare il rapporto con i lavoratori e rafforzare ulteriormente la nostra presenza sul territorio. Continueremo a seguire con attenzione l’occupazione, l’organizzazione del lavoro e l’evoluzione delle professionalità, portando nei confronti con le aziende proposte concrete. La crescita della nostra rappresentatività ci assegna una responsabilità maggiore. Il nostro obiettivo resta quello di essere un punto di riferimento affidabile per i colleghi, attraverso un’attività sindacale quotidiana, fatta di ascolto, competenza e presenza nei luoghi di lavoro. (riproduzione riservata)


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