Aggiornamento ore 14.10 – Maggioranza compatta
Tutti compatti attorno al sindaco Bandecchi. Come da attese, i consiglieri della maggioranza – o meglio, di ciò che resta dopo l’uscita dei quattro ‘dissidenti’ – confermano la piena fiducia al primo cittadino. Poco dopo le 14 di lunedì, all’uscita da palazzo Bazzani dove si è tenuto l’incontro fra assessori e consiglieri di Alternativa Popolare che sostengono l’amministrazione, è stata rimarcata l’unione del gruppo. Ampio mandato al sindaco, come ha affermato Sara Francescangeli, presidente del consiglio comunale, nell’intervista rilasciata a Tele Radio Galileo. Bandecchi, come dichiarato sin dalla mattina, ha voluto radunare i suoi per capire che strada intraprendere, sondando pareri e opinioni e ricevendo in cambio la fiducia, in qualche modo scontata. A quanto pare si andrà avanti giorno per giorno, seduta per seduta, questione per questione, probabilmente verso quel duro banco di prova che sarà il bilancio. Salvo ulteriori colpi di scena.
Una maggioranza che, sulla carta, non è più tale. E un Comune in bilico fra il commissariamento – e il voto alla prima ‘finestra’ utile – e la prosecuzione di un’amministrazione ora chiamata a lavorare sul piano politico per scongiurare la conclusione anticipata del mandato del sindaco Stefano Bandecchi.
Quest’ultimo, lunedì mattina, ha parlato con la stampa spiegando il proprio punto di vista. A stretto giro, nella tarda mattinata di lunedì, incontrerà i consiglieri di maggioranza – ad oggi quindici contro i sedici necessari (diciassette per approvare il bilancio) – e poi deciderà il da farsi. Rifiuta l’idea di rimpasti di giunta ma si appella al buonsenso di tutti: «Non credo che con le tante cose in corso, sette/otto mesi di commissario possano fare il bene della città. Città che al momento è con me. Vediamo». Di seguito il video con le dichiarazioni del sindaco Bandecchi.
CRISI A PALAZZO SPADA: PARLA IL SINDACO BANDECCHI – VIDEO
Intanto proseguono le reazioni politiche alla situazione venutasi a creare in Comune a Terni.
Patto Avanti: «Senza maggioranza si va al voto»
In una nota, i partiti del Patto Avanti – alleanza di centrosinistra – affermano che «la crisi della maggioranza che sostiene Stefano Bandecchi certifica il fallimento di un progetto politico che mostrava da tempo tutte le sue fragilità. Bandecchi avrebbe dovuto prenderne atto prima, evitando di trascinare Terni in mesi di instabilità e scontri interni, tenendo in ostaggio la città. Il bilancio politico di questa esperienza – prosegue il Patto Avanti – è una città che ha perso tempo senza ottenere le risposte che meritava, andando dietro a slogan continui. Terni ha bisogno di un’amministrazione concentrata sui problemi dei cittadini e delle cittadine, non sulle proprie crisi o su interessi personali. Senza una maggioranza, il sindaco ne tragga le conseguenze e rassegni le dimissioni, dando la parola nuovamente agli elettori. La città non può più aspettare dopo il tempo che ha perso in questi anni».
Sinistra Italiana: «Fallimento del sindaco-padrone»
Emiliano Listanti, segretario provinciale di Sinistra Italiana Terni, ha diffuso un comunicato in cui si legge che «i quattro consiglieri usciti dalla maggioranza non hanno provocato la crisi, hanno semplicemente tolto il coperchio a una pentola che ribolliva da mesi. Denunciano promesse tradite, impegni finiti nel dimenticatoio e decisioni prese senza ascoltare nemmeno chi avrebbe dovuto sostenerle. Altro che ‘squadra compatta’: era una maggioranza tenuta insieme dal nome di un uomo. E adesso quel nome – osserva Listanti – non basta più. I numeri parlano chiaro: 15 consiglieri a sostegno dell’amministrazione, sindaco compreso, contro 18 all’opposizione. E il consiglio comunale, per la seconda settimana consecutiva, non viene convocato. In questo scenario Bandecchi dichiara che nel suo Dna non c’è ‘una grande volontà di inciucio’. Prendiamo nota. Però a Terni, con Bandecchi, abbiamo imparato che tra un annuncio solenne e la sua smentita, passa giusto il tempo di trovare i voti di qualche cambiacasacca. Il punto non è chi verrà chiamato a fare da stampella per trascinare la giunta ancora un po’. Anche se Bandecchi troverà nuovi appoggi, la sua esperienza politica è finita. Un soccorso in aula potrà rinviare il conto, non cancellarlo: rimpasti, rotture, promesse mancate, prove di forza e un grave conflitto d’interessi hanno già segnato il fallimento di questa amministrazione. È il fallimento del sindaco padrone: quello che pretendeva obbedienza ma non è riuscito a tenere insieme neppure la propria maggioranza. Quello che prometteva di cambiare Terni e ha finito per cambiare assessori, alleati e consiglieri. A forza di cacciare e farsi lasciare – conclude il segretario provinciale di Sinistra Italiana Terni – è rimasto senza maggioranza e con una dichiarazione sull’inciucio che rischia di diventare la battuta migliore della crisi».
Rifondazione Comunista: «Non basta cambiare chi governa. Devono cambiare le politiche»
Così la federazione provinciale di Terni di Rifondazione Comunista: «Terni non può restare ostaggio di rimpasti, trattative e giochi di palazzo, mentre sanità, lavoro, ambiente, servizi pubblici e futuro industriale continuano ad aspettare risposte. Ma attenzione: la crisi di Bandecchi non è automaticamente la soluzione dei problemi della città. Un eventuale ritorno alle urne – osserva Rifondazione – aprirebbe il confronto tra progetti politici diversi, compresi quelli del centrodestra e dell’area di Vannacci, a cui fa riferimento Orlando Masselli. La questione è chiara: non basta cambiare chi governa, se non cambiano le politiche che incidono sulla vita delle persone. Per questo vogliamo rafforzare e rilanciare il confronto già avviato tra le forze della sinistra e democratiche, aprendolo anche al mondo del lavoro, alle associazioni e ai cittadini».
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