#Finsubito news – Crisi commercio, Lega e Patto per il Nord: «639 attività commerciali chiuse nel Comune di Carrara tra il 2019 e il 2025»


“A Carrara il commercio era già in difficoltà e i cantieri delle ultime settimane hanno aggravato ulteriormente la situazione. Chi lavora in centro si è trovato a fare i conti con disagi, modifiche alla circolazione e difficoltà per i clienti nel raggiungere le attività“. Andrea Tosi, consigliere comunale della Lega, interviene sul futuro del commercio cittadino dopo il confronto in commissione con Confesercenti, durante il quale è stato ricordato un dato significativo: 639 attività commerciali chiuse nel Comune di Carrara tra il 2019 e il 2025. “Sappiamo bene che la crisi del commercio riguarda tante città e non nasce soltanto a Carrara. Ma questo non significa che l’amministrazione comunale non possa fare la propria parte. I lavori pubblici possono essere necessari, ma le conseguenze su chi ha un’attività devono essere considerate. Non possiamo ignorare le difficoltà di chi deve continuare a pagare affitti, bollette e dipendenti mentre affronta gravi ulteriori disagi“. Tosi ricorda le proposte presentate negli anni dalla Lega per sostenere il commercio cittadino. “Abbiamo insistito sulla necessità di prevedere sgravi e agevolazioni, soprattutto per le attività che attraversano maggiori difficoltà ma anche valutarne per eventuali nuove aperture”. Un altro tema sul quale il consigliere torna a insistere è quello delle botteghe storiche. “Una targa può riconoscere il valore di un’attività, ma da sola non basta a garantirne il futuro. Se consideriamo queste botteghe un patrimonio da tutelare, dobbiamo affiancare al riconoscimento anche incentivi economici e agevolazioni che aiutino concretamente i titolari a proseguire il proprio lavoro“. Sul tema, Tosi ricorda anche il confronto avviato durante il mandato del precedente assessore al Commercio Lara Benfatto. “Si era iniziato a ragionare sulla possibilità di accompagnare il riconoscimento delle botteghe storiche con misure economiche e risorse dedicate. È un’impostazione che continuo a ritenere valida. In altre realtà, come Massa, sono stati previsti anche contributi a fondo perduto: esperienze che meritano di essere prese in considerazione anche per Carrara“. Per Tosi, è importante ragionare anche sulla qualità dell’offerta commerciale nei centri storici. “Credo sia arrivato il momento di valutare anche la possibilità di introdurre regole per alcune tipologie di attività commerciali nelle aree di maggior pregio storico. Altre città hanno già affrontato questo tema: tutelare un centro storico significa anche preservarne l’identità e favorire un’offerta commerciale coerente con le sue caratteristiche. È una riflessione che andrebbe aperta anche per Carrara, nel rispetto delle norme“. C’è poi il legame tra commercio e sicurezza. “I negozi di vicinato sono storia, tradizione e cultura, ma anche un presidio sociale importante. Una strada con attività aperte è una strada frequentata, dove le persone si incontrano e dove c’è una presenza costante. Quando le serrande si abbassano e le vie si svuotano, aumenta il rischio che prendano spazio degrado e insicurezza. Quando parliamo di sicurezza non possiamo limitarci a parlare di controlli e repressione. La sicurezza si costruisce anche mantenendo vivi i quartieri, favorendo la presenza delle persone e sostenendo chi ogni giorno contribuisce alla vita della comunità. I commercianti svolgono un ruolo importante anche sotto questo profilo“. Tosi conclude: “Le difficoltà del commercio hanno cause diverse e non esistono soluzioni semplici. Ma sostenere le attività in difficoltà, tutelare le botteghe storiche e ragionare sul futuro dei nostri centri sono questioni che riguardano direttamente la vivibilità della città. Sono temi sui quali ci siamo impegnati in questi anni e che considero fondamentali per il futuro di Carrara”.

Sulla crisi del commercio che riguarda la nostra città (i dati di Confesercenti riportati dalla stampa locale, tra il 2019 e il 2025 nel Comune di Carrara hanno chiuso 639 attività commerciali) chiediamo una riflessione seria sulle difficoltà che il commercio cittadino sta attraversando, sottolineando il contesto già fragile e aggravato dai disagi legati ai cantieri e alle modifiche della viabilità. La chiusura della Libreria Bajni, le preoccupazioni della pasticceria Caflisch e le difficoltà denunciate dai commercianti di via VII Luglio sono segnali che non possono essere ignorati. Dietro ogni attività che chiude non c’è soltanto una vetrina vuota, ma una famiglia, un investimento e un pezzo di città che scompare. Carrara ha bisogno di opere pubbliche, ma ha anche bisogno di un commercio vivo, di professionisti che possano lavorare e di strade frequentate da cittadini e visitatori. L’amministrazione deve ascoltare gli esercenti e intervenire prima che sia troppo tardi, perché la riqualificazione urbana non può dirsi un successo se il prezzo da pagare è l’indebolimento del tessuto economico e sociale della città. Anche via Verdi è stata interessata da cantieri per lavori pubblici, interventi certamente necessari, ma che si sono protratti ben oltre i tempi che i cittadini potevano ragionevolmente sostenere. Quando si programmano lavori pubblici, è fondamentale tenere conto non solo delle esigenze tecniche dell’intervento, ma anche delle conseguenze che cantieri prolungati possono avere sulle attività economiche della zona. Tempi di esecuzione, viabilità, accessibilità e modalità di organizzazione dei cantieri devono essere pianificati con attenzione, per ridurre al minimo i disagi e tutelare il più possibile commercianti e attività che ogni giorno contribuiscono alla vita della città. I lavori pubblici sono necessari, ma devono essere programmati e gestiti anche pensando alle persone e alle attività che ne subiscono direttamente le conseguenze. Le testimonianze evidenziano come il problema non riguardi esclusivamente una singola strada o un unico cantiere. Le modifiche alla viabilità e i disagi conseguenti hanno interessato diverse zone di Carrara, contribuendo a rendere più difficile raggiungere la città e scoraggiando molte persone dal recarvisi appositamente per fare acquisti, indipendentemente dalla posizione del negozio. È quindi necessario guardare al problema nella sua complessità. La chiusura delle attività commerciali non è un fenomeno nato in un solo mese, né può essere ricondotta a un’unica causa. Tuttavia, in una situazione già difficile, il protrarsi dei cantieri e le difficoltà di accesso possono aggravare ulteriormente le condizioni di chi lavora e investe sul territorio. Si può parlare di rilancio della città se le attività commerciali chiudono? Una strada rinnovata serve a poco se, al termine dei lavori, le serrande restano abbassate. I ristori non possono sostituire la prevenzione. In questo caso occorreva porsi domande concrete prima dell’avvio dei lavori, valutando gli effetti dei cantieri nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Oggi ci viene detto che a breve saranno pubblicati il regolamento e il bando per i ristori destinati alle attività commerciali coinvolte. Nel frattempo, però, ci sono esercizi che stanno già subendo le conseguenze dei cantieri e che, in alcuni casi, arrivano a chiudere. E gli studi professionali di Carrara? Per sapere se saranno esclusi dai ristori, dobbiamo aspettare la pubblicazione del regolamento. Anche questo è un aspetto che merita chiarezza: le difficoltà economiche possono riguardare non soltanto i negozi, ma anche gli studi professionali e altre attività che dipendono dall’accessibilità della città e dalla possibilità di ricevere regolarmente clienti. E non è tutto: ad oggi, per quanto risulta, il regolamento riguarda soltanto il cantiere del Canal del Rio. Il cantiere di via Verdi è previsto fino alla primavera del 2027. Quali saranno le conseguenze sulle attività che vi operano? Quali misure sono state previste per evitare che le perdite economiche diventino insostenibili? I disagi prevedibili vanno affrontati e, per quanto possibile, risolti a priori, predisponendo misure di mitigazione e sostegno già nella fase di programmazione. Una volta iniziati i lavori, occorre inoltre verificare costantemente che il loro andamento rispetti il programma previsto, intervenendo tempestivamente quando emergono criticità. I ristori sono necessari, ma non possono diventare la risposta a problemi che avrebbero dovuto essere affrontati prima dell’apertura dei cantieri. Per sostenere commercianti e professionisti: punti navetta in zone strategiche, per offrire un servizio di collegamento tra Carrara e le zone limitrofe, limitando il problema dei parcheggi e facilitando l’accesso alla città; ristori estesi a tutte le attività realmente danneggiate, compresi gli studi professionali, previa dimostrazione della perdita di fatturato e/o della riduzione dell’attività rispetto, per esempio, ai cinque anni precedenti; riduzione o esenzione temporanea dai tributi comunali per le attività direttamente interessate dai cantieri, per tutta la durata dei lavori o per il periodo di maggiore impatto; programmazione dei lavori per fasi, in modo da evitare, ove possibile, che nella stessa area si concentrino contemporaneamente problemi di accessibilità, parcheggi e viabilità; istituzione di un tavolo di confronto permanente con i rappresentanti di commercianti, professionisti e residenti, dove poter segnalare tempestivamente criticità e disagi e individuare soluzioni condivise. Credo che, soprattutto su temi come questo, si debba partire dall’interesse della cittadinanza, evitando contrapposizioni e schieramenti a priori. Quando si parla di opere e interventi concreti sulla città, è possibile e doveroso trovare punti di convergenza, perché al di là delle appartenenze politiche ci accomuna un obiettivo fondamentale:migliorare la città in cui viviamo e renderla più vivibile per tutti.


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