#Finsubito news – Borsa della Ricerca, come trasformare la ricerca in innovazione


Oltre 500 partecipanti, 38 startup e spin-off ai pitch, più di 1.500 incontri one-to-one tra ricercatori e imprese. Tra i protagonisti Medithera, spin-off Unict che sviluppa molecole bioattive di origine vegetale

Dalle tecnologie per monitorare la salute delle piante ai nuovi materiali a base di carbonio, fino alle biotecnologie applicate alla produzione di molecole di interesse per la salute. La ricerca universitaria si confronta con le esigenze delle imprese e apre nuove prospettive di sviluppo industriale. 

È il filo conduttore della XVII edizione della Borsa della Ricerca, che ha trasformato Catania in un punto d’incontro nazionale tra università, centri di ricerca, startup, spin-off, investitori e sistema produttivo.

L’edizione 2026 – una tre giorni intensa all’interno del Monastero dei Benedettini trasformato per l’occasione in un “laboratorio di innovazione aperta” e aperto con il Forum della Borsa della Ricerca – ha coinvolto oltre 500 partecipanti, generando più di 1.500 incontri one-to-one e offrendo a ricercatori e giovani realtà imprenditoriali occasioni concrete per presentare tecnologie, brevetti e progetti innovativi. 

Al centro della giornata conclusiva, i pitch di 38 startup e spin-off provenienti da tutta Italia, chiamati a illustrare le proprie soluzioni davanti a imprese e operatori dell’ecosistema dell’innovazione.

Un format che ancora una volta si è rivelato vincente nel favorire il trasferimento tecnologico e creare nuove opportunità di collaborazione tra mondo accademico e sistema produttivo, accompagnando i risultati della ricerca verso possibili applicazioni industriali e commerciali.

L’ingresso del Monastero dei Benedettini

Medithera, dalla ricerca universitaria alle applicazioni industriali

Tra le realtà protagoniste dei pitch anche Medithera, spin-off dell’Università di Catania nato dall’incontro tra le competenze scientifiche dei ricercatori del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente e il know-how industriale di Giuliani S.p.A. 

La presentazione alla Borsa della Ricerca si è rivelata un’importante occasione per illustrare il progetto a imprese, investitori e stakeholder interessati alle potenzialità delle biotecnologie vegetali.

La giovane realtà imprenditoriale – ideata da Francesco Scollo, Lara Poles, Alessandra Gentile, Stefano La Malfa e Aldo Todaro, con il supporto di Giuliani S.p.A. – sviluppa una piattaforma biotecnologica dedicata alla ricerca, alla produzione e alla caratterizzazione di molecole biologicamente attive di origine vegetale, attraverso l’impiego di colture cellulari e tissutali in vitro. 

L’obiettivo è trasformare il potenziale della biodiversità vegetale in applicazioni concrete per i settori farmaceutico, nutraceutico, agroalimentare, cosmetico e medico, superando alcuni dei limiti legati all’estrazione tradizionale di composti naturali. 

«Attraverso la coltivazione in vitro di cellule e tessuti vegetali sarà possibile produrre biomassa in ambienti completamente controllati», ha spiegato la professoressa Alessandra Gentile, ordinario dell’Università di Catania e responsabile scientifica dello spin-off. «L’approccio sviluppato da Medithera consentirà di garantire continuità produttiva, qualità standardizzata ed elevata purezza dei composti, riducendo la dipendenza dalle variabili ambientali e climatiche».

Un momento del pitch di Medithera

Un momento del pitch di Medithera

La piattaforma accompagna l’intero processo di valorizzazione delle molecole bioattive: dalla selezione delle specie vegetali e delle sostanze d’interesse alla produzione della biomassa, fino all’estrazione, alla purificazione, alla caratterizzazione e alla validazione scientifica dei composti. 

Un percorso che mira a superare alcuni limiti dei metodi tradizionali di estrazione, spesso condizionati dalla stagionalità, dalla disponibilità delle materie prime e dai fattori ambientali.

Un ulteriore elemento distintivo riguarda la sostenibilità e la tutela della biodiversità. Le colture in vitro possono, infatti, consentire di valorizzare anche specie rare, protette o a rischio di estinzione, limitando il prelievo di materiale vegetale in natura e garantendo condizioni di produzione controllate e riproducibili.

«La partnership con Medithera rafforza l’impegno di Giuliani verso un modello di Open Innovation che valorizza le eccellenze scientifiche del territorio e le trasforma in opportunità concrete per la salute delle persone», sottolinea Daniela Pinto, Group Research and Development Director di Giuliani S.p.A. «L’obiettivo è costruire un percorso che vada dalla scoperta di nuove molecole bioattive alla loro validazione scientifica e valorizzazione applicativa».

Il progetto Medithera si inserisce nel percorso di valorizzazione imprenditoriale della ricerca dell’Ateneo e ha recentemente conquistato il primo posto alla Start Cup Catania 2026, la competizione organizzata dall’Università di Catania per sostenere le idee imprenditoriali innovative e accompagnarle verso il mercato. Un risultato che conferma le prospettive di sviluppo dello spin-off e il potenziale applicativo delle sue attività di ricerca.

Lab

Una immagine delle attività di laboratorio di Medithera

I BdR Awards premiano i progetti più promettenti

La giornata conclusiva della Borsa della Ricerca ha ospitato anche i BdR Awards 2026, i riconoscimenti assegnati da importanti aziende partecipanti alle realtà considerate più promettenti per capacità innovativa e prospettive di trasferimento tecnologico.

Barilla ha premiato PlantZCare, spin-off del Politecnico di Torino che sviluppa sensori indossabili per monitorare in tempo reale lo stato di salute delle colture. NTET Group ha assegnato il proprio riconoscimento a Biogear, progetto della Fondazione MOST, mentre StarTime ha selezionato Ichnovia, dell’Università Sapienza di Roma. 

EssilorLuxottica ha premiato Carbonhub, iniziativa dell’Università di Parma dedicata alla ricerca e alle applicazioni avanzate dei nanomateriali a base di carbonio.

A Ichnovia è andato anche il riconoscimento di Fondazione Emblema nell’ambito del programma di accelerazione StarTime, dedicato a sostenere il potenziale di sviluppo e la valorizzazione industriale dei progetti innovativi.

I premi hanno concluso una tre giorni che ha messo in relazione competenze scientifiche, capacità imprenditoriali e bisogni del sistema produttivo, confermando la Borsa della Ricerca come uno spazio di confronto e incontro per chi lavora alla trasformazione della conoscenza in innovazione.

I premiati

In foto i team dei progetti che hanno conquistato i BdR Awards


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