| Dopo Milano, la rivolta nel Sud |
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Non si è ancora spenta l’eco dei disordini del 17 e 18 ottobre a Milano, che un nuovo fronte di disagio sembra ingigantirsi, questa volta al Centro e al Sud. La protesta degli autotrasportatori era cominciata in sordina, probabilmente sottovalutata, anche perché sembrava confinata al Meridione. Ma ora sta crescendo, provocando effetti a catena molto gravi per la filiera agricola, con frutta e verdura che marciscono nei magazzini e scaffali vuoti nei negozi e nei supermercati. Il governo è sembrato colto di sorpresa. Ora, visto l’aggravarsi della situazione, prova a tamponare la protesta e corre ai ripari con un Consiglio dei ministri straordinario previsto per oggi. Giorni agitati, dunque, per Palazzo Chigi. Considerando anche che sabato, dopo il varo delle nuove misure legislative, si temono nuovi disordini a Milano. Un Paese percorso in tutta la sua estensione da venti di insofferenza, disagio, rabbia. Che la politica, evidentemente – sia quella che fa capo alla maggioranza di governo sia quella all’opposizione – non è riuscita a intercettare. Ora dovrà provare a rimediare, considerando anche che le elezioni si avvicinano e che i cittadini potrebbero rispondere alla distanza dai partiti con l’astensionismo, da tempo in costante crescita. Benvenuti a Prima Ora: oggi è giovedì 22 ottobre e una delle poche buone notizie sembra essere il referto istologico di papa Leone XIV. I medici ritengono che il Pontefice non abbia più bisogno di altre terapie. L’Italia, invece, sicuramente sì. Vediamo. Lo sciopero degli autotrasportatori
Steve Witkoff ha incontrato a San Pietroburgo Vladimir Putin, in un colloquio di quasi tre ore. L’unico risultato concreto – scrive Marta Serafini – è il rilascio dell’insegnante americano di 74 anni condannato nell’ottobre 2024 per «mercenariato». Ma c’è un passaggio che ha creato sconcerto. Witkoff si è spinto a dire a Putin: «Lei ha uno spirito umanitario, la ammiro, signore». Considerato che è un complimento a un capo di Stato colpito da mandato di arresto della Corte penale internazionale, non si sa bene come prenderla, se come una lode fantozziana o un segnale preoccupante. Del resto, come segnala Marco Imarisio, «Donald Trump ha sospeso alcune sanzioni, compra diesel russo, addirittura suggerisce agli europei di tornare al gas di Mosca, e continua ad accusare Volodymyr Zelensky di non volere la pace. In Europa, AfD e Marine Le Pen chiedono di chiudere la stagione delle sanzioni. Quel che non riesce ai suoi carri armati — territori, smilitarizzazione dell’Ucraina, nessuna Nato a Kiev — Putin prova a ottenerlo facendo leva sulla Casa Bianca». Macron contro Trump: «Parole stupide» Le tensioni in diversi Paesi europei, e gli scontri in Francia e in Italia, sono diventati un’occasione di propaganda da parte di autocrati e aspiranti autocrati, tra i quali Donald Trump, per attaccare l’Europa e la sua storia di democrazia. Emmanuel Macron non cita esplicitamente i leader critici, ma – scrive Stefano Montefiori – «ce l’ha con Donald Trump, Benjamin Netanyahu e con il polacco Donald Tusk» quando dice: «Non c’è stata un’ingerenza straniera visibile» nell’organizzazione dei disordini, ma una successiva manipolazione straniera dell’informazione che ha dato luogo a commenti tanto inaccettabili quanto stupidi da parte di molti, compresi alcuni dirigenti stranieri. Ci sono persone che fanno campagna elettorale sulle spalle della Francia». Sfogo comprensibile e condivisibile. Ma, intanto, arrivano pessime notizie per il suo fronte dai sondaggi: a sei mesi dall’elezione per l’Eliseo, il primo sondaggio Ifop dopo i cortei conferma la polarizzazione: crescono Marine Le Pen, che promette il ritorno all’ordine, e in misura minore Jean-Luc Mélenchon, vicino ai manifestanti. Al secondo turno, se si votasse oggi, la leader del RN travolgerebbe Mélenchon, 68% a 32%. E batterebbe qualsiasi altro contendente. Lega, Garavaglia sfida Salvini A sfidare Matteo Salvini sabato e domenica al congresso straordinario della Lega a Milano sarà Massimo Garavaglia. Si voterà a scrutinio segreto, con il segretario uscente in netto vantaggio. Ma, scrive Cesare Zapperi, «sarà interessante contare i voti per Garavaglia e le schede bianche». E sarà interessante vedere le mozioni. Il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari ne ha preparata una, sottoscritta da tutti i governatori del Nord, che rilancia la questione settentrionale e chiede al segretario che verrà eletto di lavorare per una riforma dello Stato in senso federale. Primarie, ci sarà anche Mastella (e non solo) Non sarà solo una sfida a due, quella delle primarie del centrosinistra. Ci saranno naturalmente per il Pd Elly Schlein e per il Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, ma altri sono pronti a scendere in campo. Come l’inossidabile e sempre giovane (79 anni) Clemente Mastella, che lo annuncia a Tommaso Labate, e che aveva già corso nel 2005, portando a casa 200 mila voti, terzo dietro Prodi e Bertinotti. È possibile che siano della partita Franco Gabrielli (per Più Uno) e uno di Avs (Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, dice Labate, potrebbero optare per un terzo nome). Poi potrebbe esserci Alessandro Onorato, di Progetto civico Italia. Ma sarà decisivo capire le regole: se ci sarà il doppio turno, si moltiplicheranno le candidature, altrimenti no. Ponte sullo Stretto, l’inchiesta si allarga A quattro mesi dalle perquisizioni che portarono alla luce un «gruppo di pressione» per il Ponte sullo Stretto, i carabinieri del Ros acquisiscono la documentazione relativa al progetto. L’inchiesta, che ipotizza la corruzione, conta tre iscritti: l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, Tommaso Miele, l’avvocato Francesco Saccomanno, già commissario della Lega in Calabria, l’imprenditore Vincenzo Virgiglio. Ma vi sono tre nuove posizioni al vaglio. Si punta ad accertare se, nella scelta dei costruttori, siano state violate regole europee e leggi relative al codice degli appalti, sospetto emerso con le prime verifiche. Il 55enne Domenico Bruno, autista dell’Ufficio dei Giudici delle indagini preliminari del Tribunale di Milano, è finito ai domiciliari – nell’inchiesta sulla «banca occulta» delle mafie – accusato degli «accessi abusivi» al sistema informatico giudiziario e delle «rivelazioni di segreto» richiestigli da presunti referenti di cosche della ’ndrangheta crotonese. Fotografava i nomi degli indagati per conto del clan, secondo l’accusa. Nell’inchiesta sono state emesse trenta misure cautelari. Musk, si studia la fusione tra Tesla e SpaceX Si lavora a un progetto di fusione fra Tesla e SpaceX, discussa da mesi a Wall Street. Lo ha annunciato Elon Musk, che però ha detto di non essere sicuro che si raggiungerà un accordo. Insieme le società valgono circa 3.500 miliardi di dollari: sarebbe la più grande fusione mai realizzata.
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