#Finsubito news – Caro carburante, ebitda a rischio per le imprese. Secondo Morningstar Dbrs in arrivo possibili downgrade


L’aumento dei costi dei carburanti continua a rappresentare un rischio selettivo, piuttosto che sistemico, per il portafoglio private credit europei di Morningstar Dbrs. Sulla base dell’analisi dei debitori europei appartenenti al segmento delle imprese di medie dimensioni che ricorrono al credito privato, circa due terzi risultano relativamente ben posizionati per assorbire gli effetti di tale aumento, mentre un terzo presenta un’esposizione da moderata a elevata, concentrata nei settori della logistica, dei trasporti e in alcune attività manifatturiere, dove i costi del carburante, del trasporto merci e dell’energia incidono in misura più significativa.

Carburanti sempre più cari

I costi dei carburanti in Europa sono aumentati parecchio dall’inizio delle ostilità tra Stati Uniti e Iran a febbraio di quest’anno. A metà ottobre il prezzo del diesel viaggiava al di sopra di 2 euro al litro, rispetto alla media settimanale di 1,52 euro registrata nel 2025. «Le tensioni geopolitiche hanno inasprito le condizioni dei mercati globali del diesel, sostenendo livelli elevati dei prezzi del gasolio e dei margini di raffinazione (crack spread), rafforzando così la pressione al rialzo sui costi dei carburanti in tutta Europa», sottolineano Elena Pérez Assistant, vice president private corporate credit, e Juan Vidal de la Peña, senior analyst private corporate credit di Morningstar Dbrs.

In questo contesto, il prezzo del petrolio Brent ha rispecchiato gli sviluppi più ampi dei mercati petroliferi globali, mentre i prezzi del diesel e del gasolio hanno subito ulteriori pressioni a causa della riduzione dei flussi di prodotti petroliferi provenienti dal Golfo Persico e dalla Russia, dei livelli bassi delle scorte e dei vincoli alla capacità di raffinazione. Di conseguenza, il sovrapprezzo del diesel al dettaglio è aumentato del 30% rispetto alla media del 2025.

Margini imprese europee a rischio

I due esperti di Morningstar Dbrs si aspettano che l’incremento dei prezzi dei carburanti si traduca in una pressione al ribasso sui margini per la maggior parte dei debitori, mentre le ripercussioni sul merito creditizio dovrebbero rimanere significative soltanto per un ristretto gruppo di emittenti.

In particolare, le implicazioni sul merito creditizio varieranno da debitore a debitore, in funzione del modello operativo, della capacità di trasferire gli aumenti dei costi sui clienti e della flessibilità finanziaria. Pertanto Pérez e Vidal de la Peña hanno focalizzato la loro analisi sui settori e sugli emittenti per i quali un incremento persistente dei costi dei carburanti potrebbe avere le conseguenze più rilevanti sotto il profilo creditizio.

I settori più esposti

«Nel nostro precedente approfondimento avevamo concluso che le perturbazioni dei mercati energetici avrebbero probabilmente rappresentato un rischio selettivo, anziché sistemico, per il credito alle imprese europee del segmento middle market, individuando nel manifatturiero industriale e nella logistica alcuni dei principali settori esposti», ricordano a Morningstar Dbrs.

Secondo i dati più recenti, su 148 debitori europei del segmento middle market che ricorrono al credito privato, con un ebitda medio di 56 milioni di euro, il 36% può essere considerato molto esposto. Il recente aumento dei prezzi dei carburanti accentua alcune vulnerabilità specifiche dei singoli settori, principalmente attraverso l’incremento dei costi di trasporto, distribuzione e gestione operativa.

I criteri utilizzati per individuare tali debitori variano a seconda del settore e comprendono l’intensità energetica delle attività operative, il peso dei costi dei carburanti e dell’energia sul totale dei costi di produzione, la dipendenza dai servizi di trasporto e di movimentazione delle merci, nonché l’esposizione all’aumento dei costi lungo la catena di approvvigionamento.

Ebbene i settori maggiormente esposti all’impatto dell’aumento dei costi continuano a essere quello industriale, quello delle scienze della vita e della produzione di dispositivi medico-tecnologici (Life Sciences e Med-Tech Manufacturing), nonché quello della logistica e dei trasporti, compresi i fornitori di servizi specializzati.

Per i produttori industriali e di dispositivi medico-tecnologici, prezzi elevati dei carburanti e dell’energia possono determinare un aumento diretto dei costi di produzione, attraverso processi manifatturieri ad alta intensità energetica, e un aumento indiretto dei costi di trasporto in entrata delle materie prime, dei componenti e delle apparecchiature specialistiche.

Al contempo, i costi della catena di approvvigionamento possono aumentare ulteriormente, poiché anche i fornitori sono esposti a pressioni analoghe, soprattutto nel caso di componenti acquistati sui mercati internazionali e di pezzi di ricambio essenziali. Nel settore della logistica e dei trasporti, il carburante rappresenta, invece, una voce di costo operativo più diretta, con ripercussioni sui costi delle flotte aziendali, sulle tariffe di trasporto merci, sulle attività di magazzinaggio e sui servizi di consegna dell’ultimo miglio.

Per il 25% dei debitori possibili downgrade

«Il forte aumento dei prezzi dei carburanti potrebbe diventare un elemento rilevante nella valutazione dei profili di credito degli emittenti europei», avvertono Pérez e Vidal de la Peña. Nonostante i recenti interventi europei volti a rafforzare la resilienza alle interruzioni delle forniture, tra cui l’introduzione di requisiti relativi alle riserve strategiche di petrolio, l’espansione della capacità di importazione di gas naturale liquefatto e gli sforzi per diversificare la catena di approvvigionamento energetico, tali misure non hanno eliminato l’impatto dell’aumento dei prezzi dei carburanti sui costi operativi.

Considerato il carattere relativamente recente dell’aumento dei prezzi dei carburanti e le informazioni storiche disponibili sulla base delle nostre più recenti valutazioni del credito, i due esperti di Morningstar Dbrs non dispongono ancora di elementi sufficienti per trarre conclusioni definitive sulle ripercussioni sulla qualità creditizia degli emittenti. Comunque, non si attendono effetti significativi sulla performance dei debitori nel corso di quest’anno, poiché l’aumento dei prezzi dei carburanti è un fenomeno che si è manifestato prevalentemente nella seconda metà del 2026. Di conseguenza, nel breve termine, i maggiori costi dei carburanti non hanno avuto un impatto significativo sulle loro stime nello scenario di base.

Tuttavia, avvertono, «gli effetti potrebbero diventare più evidenti nel 2027, quando i contratti energetici e gli accordi di fornitura verranno rinnovati a prezzi più elevati, soprattutto nei casi in cui gli emittenti non siano in grado di trasferire l’inflazione dei costi sui propri clienti. In tali circostanze, ci aspettiamo una pressione maggiore sui margini, sulla capacità di generare flussi di cassa e, in ultima analisi, sugli indicatori di merito creditizio».

Per valutare la potenziale sensibilità degli emittenti a un aumento persistente dei costi dei carburanti e dell’energia, Pérez e Vidal de la Peña hanno elaborato diversi scenari di stress sull’ebitda, ipotizzando riduzioni del 2%, 5% e 10% per gli emittenti individuati come potenzialmente esposti. Sebbene l’impatto rimanga contenuto negli scenari di stress più moderati, una riduzione dell’ebitda del 10% determinerebbe un peggioramento della valutazione del rischio finanziario complessivo (comprehensive financial risk assessment) per il 25% del gruppo degli emittenti esposti.

Il comprehensive financial risk assessment costituisce uno degli elementi fondamentali della metodologia di attribuzione dei rating creditizi di Morningstar Dbrs, in quanto misura la solidità finanziaria di un emittente attraverso indicatori di leva finanziaria, copertura degli oneri finanziari e flussi di cassa. Rappresenta, inoltre, uno dei principali fattori determinanti della valutazione intrinseca (intrinsic assessment) e, in ultima analisi, del rating creditizio.

«Questi risultati indicano pertanto che, sebbene il portafoglio appaia complessivamente resiliente, un gruppo circoscritto di emittenti potrebbe essere soggetto a una pressione maggiore al ribasso sulla propria qualità creditizia qualora i costi elevati dei carburanti e dell’energia dovessero persistere e comprimere significativamente i margini», aggiungono Pérez e Vidal de la Peña.

Se i prezzi dei carburanti dovessero mantenersi su livelli elevati, continuano, potrebbero assumere un peso crescente nella valutazione dei profili di credito degli emittenti europei. L’aumento dei costi dei carburanti potrebbe mettere alla prova la capacità delle imprese di determinare i prezzi di vendita (pricing power), l’efficienza operativa e il posizionamento competitivo, soprattutto nei settori in cui il carburante rappresenta una componente significativa dei costi di produzione.

Non solo. Una pressione persistente sui costi potrebbe indebolire la redditività e la capacità di generare cassa, determinando un deterioramento dei principali indicatori creditizi, tra cui la leva finanziaria, il rapporto di copertura degli interessi e il rapporto tra flussi di cassa e debito. Di conseguenza, concludono Pérez e Vidal de la Peña, «la nostra analisi del rischio di credito continua a concentrarsi sulla capacità degli emittenti di trasferire sui clienti gli aumenti dei costi, preservare i margini e mantenere un livello di liquidità adeguato». (riproduzione riservata)


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม