Lamezia Terme – Dopo una lunga discussione, il Consiglio comunale di Lamezia Terme ha approvato il Bilancio consolidato dell’esercizio 2025. Primo punto all’ordine del giorno di una seduta importante dal punto di vista della continuità amministrativa dell’Ente di via Perugini, in particolare in relazione al Piano di riequilibrio.
Consolidato approvato con 13 voti (maggioranza), 2 contrari (Cristiano e Vilella gruppo Futuro nazionale) e 6 astenuti (minoranza di centrosinistra e gruppo Bevilacqua). Spazio poi al punto cruciale, l’approvazione del Piano di riequilibrio con i voti della maggioranza: 14 voti a favore e 10 contrari (minoranza di centrosinistra; Nicotera Udc, gruppo Bevilacqua e gruppo Futuro nazionale).
In apertura la relazione dell’assessore al Bilancio, Maria Nardo e poi il resoconto di quanto discusso in Commissione da parte del consigliere, Manuel Raso. In seguito, l’intervento della consigliera, Doris Lo Moro che ha espresso perplessità sul dato complessivo dei bilanci delle Partecipate in particolare della LameziaEuropa. Massimo Cristiano ha stigmatizzato la il buco della LameziaEuropa di 300mila euro invitando il Comune a rivedere la sua posizione. Fabrizio Muraca capogruppo del Pd, annunciando il voto di astensione, ha lamentato il fatto che fin dall’inizio dell’amministrazione non c’è stata la possibilità di ascoltare in Aula i presidenti delle Partecipate. Punto successivo, alcune variazioni di bilancio per il triennio 2026/2028, incluse le relative ratifiche delle delibere di Giunta approvato con 15 voti a favore e 7 astenuti.
Ulteriore punto, il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per l’anno 2027. L’assessora Nardo ha spiegato la strutturazione del Piano che è suddiviso in tre macro aree con alienazioni nei diversi anni fino al 2033. Sul punto, Doris Lo Moro ha manifestato forti criticità in merito alla convinzioni da parte dell’Amministrazione che ci possano essere “entrare certe”, così “come sui criteri della scelta degli immobili, come il compendio di Sant’Eufemia Vetere dove c’è gente che ci abita”. Perplessità espresse anche dalla consigliera di Azione, Annita Vitale in merito alla programmazione del Piano di alienazione e sui tempi. Strumento, quello della vendita degli immobili comunali, “contestato” anche dal consigliere vannacciano, Cristiano parlando di “follia” da parte dell’Amministrazione, “invece di valorizzare questi immobili si vendono”. Di parere opposto i consiglieri Davide Mastroianni e Carolina Caruso di Forza Italia che hanno al contrario evidenziato l’utilità della manovra. Il punto è stato approvato con 11 voti a favore e 9 contrari. Non hanno votato il punto due consiglieri Fratelli d’Italia, Manuel Raso e Alessandro Saullo, uscendo dall’Aula.
Quindi, il punto cruciale della seduta, la discussione e il voto sul Piano di riequilibrio pluriennale. Sempre Manuele Raso, presidente della Commissione Bilancio ha evidenziato “il passaggio delicato di un’approvazione destinata ad accompagnare il Comune nei prossimi anni”, anche in virtù delle indicazioni della Corte dei conti.
“Il risanamento non deve però significare immobilismo ma prevenire gli errori e fare tesoro dei suggerimenti dei Revisori. Dobbiamo impedire che si ripetano le stesse condizioni per tutelare queste e le prossime generazioni, con controlli rigorosi”.
Subito dopo, il sindaco ha proposto un emendamento presentato di “condivisione” del Piano di riequilibrio da parte della Giunta. Sono mancate le contestazioni dei consiglieri Cristiano e Lidia Vescio che hanno manifestato contrarietà sul metodo, perché “monca del proponente”. Mozione approvata con 13 voti a favore, 4 contrari e 5 astenuti. Dal sindaco, Mario Murone, la replica di “assoluta legittimità” del metodo “attraverso un verbale di Giunta”. La proposta del Piano di riequilibrio, nello specifico, è stata illustrata dall’assessora Nardo ribadendo quella che è la situazione economica del Comune di Lamezia, per rispondere “ai due rilievi della Corte dei conti la n. 54 e la n.70, con gli uffici che hanno lavorato nei 90 giorni per presentarlo in Aula”. Un Piano che evidenzia come “questa Amministrazione intende agire”. “Oggi – ha chiosato l’assessora – presentiamo un Piano che deve essere approvato, pena il dissesto”.
La sintesi del provvedimento
Un Piano (ne abbiamo dato conto ampiamente nei giorni scorsi) che parte da un disavanzo d’amministrazione pari a 50.077.450,19 euro. Una massa passiva che si compone per circa 26milioni di euro dal disavanzo residuo del riaccertamento straordinario e per oltre 24 milioni dal disavanzo da riequilibrio vero e proprio, a cui si aggiungono 2,18 milioni di incremento della massa passiva guidati da adeguamenti ai fondi svalutazione crediti e rischi contenzioso.
Un rapporto tra massa passiva e spese correnti pari al 51,86% che giustifica e “impone l’adozione di un piano di rientro distribuito sul periodo massimo di 10 anni” fino al 2035.
Il dibattito
Dopo la relazione della Nardo, si è aperta la discussione. A partire Antonio Lorena che ha sostenuto le ragioni della scelta operata dall’Amministrazione, parlando “di giorno decisivo per la città”. Strali da Massimo Cristiano, che ha accusato l’Amministrazione di presentare di fatto un Piano che significa “predissesto del Comune”. Il capogruppo di Futuro nazionale ha rimarcato che si tratta del “fallimento del progetto politico iniziale di questa Amministrazione”. Cristiano ha pertanto sottolineato che la misura è frutto di “confusione perché per molte voci di pagamento il Comune è rispettoso, e quindi non c’è la necessità di adottare un Piano che comprime la funzionalità dell’Ente, riduce la spesa pubblica e taglia i servizi”.
Contrarietà espressa anche da Lidia Vescio del Pd che ha rilevato, “fin dalla precedente consiliatura, la mancanza di comunicazione sui conti del Comune, invece della polemica a mezzo stampa tra l’ex sindaco e quello attuale. Come si conciliano le valutazioni e le scelte dei consiglieri della precedente consiliatura con quelle di oggi?”. Per Annita Vitale “bisognava prima percorrere tutte le strade ordinarie senza arrivare a questa scelta. Per quanto mi rigurda sento distante da me questo metodo adottato”.
Gennarino Masi del Pd ha evidenziato che si tratta di “un atto drammatico. Un Piano costruito su una architettura puramente formale. Una manovra che pretende di ipotecare il futuro della città”. Di fatto per Masi, questo provvedimento terrà la città di Lamezia in un “perenne stato di predissesto che permane dal 2014 e che andrà avanti fino al 2035”. Un nodo diventato “strutturale” e noi non saremo complici. Questa delibera non significa salvare il Comune”. Maria Lucia Raso del gruppo Bevilacqua ha descritto la situazione economica “complessa”, segnalando una scarsa capacità di riscossione. Avremmo voluto vedere una strategia alternativa, non possiamo chiedere ai cittadini di sostenere questa scelta. Non vi sono alcune garanzie; il risanamento deve poggiare su risultati verificabili”. Per Matteo Folino di Noi Moderati, nel Piano di riequilibrio “sono previsti una serie di correttivi che necessitano Davide Mastroianni di Forza Italia, rispetto ai colleghi della maggioranza, ha perplessità espresso su una “scelta così impegnativa per il futuro dell’Ente”. Tuttavia, ha poi reso noto di votare a favore.
Doris Lo Moro ha parlato di “una seduta difficile”. Non avrei mai pensato che questa consiliatura potesse trovarsi di fronte alla scelta di percorrere la strada di un Piano di riequilibrio. Vorrei capire quanti sono convinta di questa scelta”. La Lo Moro ha fatto riferimento all’anno e mezzo trascorso e all’allarme lanciato dalla minoranza. “Non si è mai pensato di trovare soluzioni quando ci sono stati i rilievi della Corte dei conti ed ora ci troviamo qui in un imbuto”. “A lei – rivolgendosi all’assessora Nardo – non è stato dato l’incarico di trovare una soluzione, ma di far fronte ad una situazione che si trascina da anni e che poteva essere comunque ridiscussa. Oggi ci troviamo a questo punto e senza una prospettiva. Le responsabilità di questa situazione vengono da lontano e questa Amministrazione in questo anno e mezzo non ha affrontato. Da 20 anni questa città non è capace di riscuotere crediti, di far pagare i tributi”.
Giancarlo Nicotera dell’Udc nel suo intervento ha rimarcato l’assenza di un “confronto con l’assessora Nardo”; le “anomalie sul fondo contenzioso e sulla tassa di soggiorno”, solo per fare qualche esempio. Annunciando il voto contrario.
“Avrei voluto poter votare no”, ha detto Salvatore Vescio di Lamezia Domani. Ma vista la situazione “perché questa Amministrazione deve pagare il conto per gli anni passati” e quindi “purtroppo devo votare si perché votando farei un danno maggiore alla città”. Nella replica prima del voto, l’assessora Nardo ha rassicurato che “i servizi non subiranno alcun taglio”; “nessun incremento di tariffe”. “Non dobbiamo allarmare i cittadini – ha detto – perché non è un Piano di riequilibrio di lacrime e sangue”.
Dal sindaco Murone, l’intervento finale sul punto. “Voglio ribadire la mancanza di sacrifici concreti per i cittadini. La situazione finanziaria aveva bisogno di un intervento e abbiamo operato per risolvere la situazione. Non comprendo come si parla di temi che poi vengono smentiti dagli atti. Ci sono le prove che abbiamo fatto tutto il possibile parlando con la Corte dei conti. Non ci siamo piegati, abbiamo interloquito con la Corte dei conti. Non siamo stati passivi, è una narrazione che non va bene. Noi ci assumiamo la responsabilità della scelta perché noi cerchiamo la strada che non è quella del dissesto come dice il consigliere Masi”.
Al termine del dibattito, dunque, via libera al provvedimento con i voti della maggioranza. Ora la palla passa alla Corte dei conti per il parere definitivo. Subito dopo approvata, con identica votazione, anche una variazione di bilancio, collegata al Piano.
Debiti fuori bilancio e mozioni
All’ordine del giorno, successivamente, l’approvazione di 10 punti inerenti debiti fuori bilancio su sentenze esecutive, e quattro mozioni. La prima presentata da Lidia Vescio su “interventi di manutenzione ordinaria e messa in sicurezza delle infrastrutture e degli spazi pubblici comunali”.
Mozione alla quale ha risposto il sindaco, Murone che ha reso noto alcune criticità in atto che si spera possano essere risolte, come quella sulla passerella del ponte per S. Antonio.
Altra mozione, sempre presentata dalla Vescio a nome del gruppo Pd. “Richiesta urgente orientata a ottenere un piano di interventi strutturali e finanziamenti mirati per fronteggiare la crisi dell’acqua in città”. Anche in questo caso, la risposta è arrivata dal primo cittadino che ha detto di aver avviato una serie di interlocuzioni con Arrical. Entrambe le mozioni sono state approvare all’unanimità.
Quindi, la mozione del consigliere, Giancarlo Nicotera sulla “soppressione dello staff del sindaco e sulla riallocazione delle risorse economiche a salvaguardia degli equilibri finanziari e dei servizi essenziali per i cittadini”. A rispondere a Nicotera, ancora una volta il sindaco Murone che ha ribadito che “lo staff è una nomina di fiducia” e che la stessa Corte dei conti ha “ha escluso la tali figure possano decadere con il Piano di riequilibrio. Si tratta di una richiesta strumentale”. Nicotera ha respinto tale considerazione, ribandendo le sue ragioni. Mozione respinta con 11 contrari e 5 favorevoli.
Ultima mozione, “condanna contro gli episodi di violenza e i blocchi illegali avvenuti durante le recenti manifestazioni, accompagnata da messaggi di solidarietà alle Forze dell’ordine e da proposte a tutela della legalità e della sicurezza urbana di Fdi”, presentata da Antonio Lorena che ha fatto riferimento anche alle “presunte infiltrazioni della criminalità durante le manifestazioni degli agricoltori”.
Mozione criticata dalla consigliera Lidia Vescio che ha parlato di strumentalizzazioni in merito alle “ipotetiche infiltrazioni criminali sulle manifestazioni degli agricoltori”. Ferma condanna anche di Massimo Cristiano sulle manifestazioni di violenza contro le vetrine e per tenere separate le situazioni. Mozione approvata.
A.C.
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