Varia di Palmi, salta anche quest’anno. Il sindaco: «È programmazione». Cardone: «La stanno politicizzando»


PALMI Salta anche quest’anno la Varia di Palmi. L’edizione 2026 della tanto attesa manifestazione patrimonio dell’Unesco è stata rinviata al 2027, come ufficializzato dal sindaco Giovanni Calabria. Una scelta di responsabilità, afferma il primo cittadino, che ha già fissato al 29 agosto 2027 la prossima data della manifestazione, non senza suscitare polemiche. «La data – spiega legata alla naturale cadenza dell’evento nell’ultima domenica di agosto, l’ho individuata insieme all’Amministrazione comunale al termine di una verifica complessiva sullo stato organizzativo, amministrativo ed economico della Festa, avviata subito dopo il nostro insediamento, a seguito delle elezioni amministrative di maggio».

Salta l’edizione 2026

«Desidero chiarire – scrive il sindaco – che questa decisione non rappresenta un rinvio dell’edizione 2026, ma l’avvio di un percorso più strutturato, necessario per assicurare alla Varia il livello organizzativo, culturale e promozionale che merita. È in quest’ottica che intendo intraprendere sin da subito un percorso condiviso per dare finalmente alla Festa una calendarizzazione stabile, capace di sottrarla alle dinamiche dell’opportunità e di inserirla in un contesto di programmazione serio e duraturo. La Varia, patrimonio immateriale riconosciuto dall’UNESCO e inserita nella Rete delle Grandi Macchine a Spalla, è molto più di una semplice manifestazione: è memoria, fede e identità collettiva. Per questo ritengo che la preparazione della prossima edizione richieda tempo, responsabilità e una visione di ampio respiro».

La riorganizzazione della Fondazione

Il sindaco Calabria annuncia che con Decreto sindacale ha disposto la riorganizzazione istituzionale della Fondazione, con la revoca dei componenti del Cda. «È un atto che accompagna il naturale avvicendamento amministrativo e che consente di ricostruire un assetto di governance coerente con la nuova visione programmatica: una visione che mette al centro stabilità, pianificazione e responsabilità. Parallelamente, abbiamo già avviato le prime interlocuzioni con le comunità festive, le associazioni, gli ‘mbuttaturi ed i referenti del riconoscimento UNESCO. Nella prossima settimana coinvolgeremo tutte le categorie cittadine, chiamandole a collaborare con l’Ente nella ricerca delle soluzioni più adeguate in vista dell’edizione 2027. Il tempo a disposizione sarà utilizzato per mobilitare tutte le energie della città, rafforzare la collaborazione con la Fondazione Varia di Palmi, programmare gli interventi necessari, intercettare risorse adeguate e costruire una promozione all’altezza della Festa. Uno degli obiettivi principali è consentire anche agli operatori economici, turistici e commerciali di organizzarsi con largo anticipo».

«Una Varia non improvvisata»

«Sono pienamente consapevole dell’attesa che si era creata intorno alla possibile edizione 2026 e del sentimento dei cittadini, così come delle aspettative delle attività economiche. Proprio verso di loro abbiamo un dovere ancora maggiore: non possiamo limitarci ad annunciare un evento, ma dobbiamo creare le condizioni affinché la Varia rappresenti davvero una grande occasione per Palmi. La prospettiva politica e amministrativa che intendo perseguire è chiara: la calendarizzazione dell’evento e l’individuazione di una sua cadenza programmata sono una promessa alla città. La promessa di una Varia che non sarà figlia dell’improvvisazione, ma della programmazione; non delle contingenze, ma della visione; non delle scelte del momento, ma della cura che Palmi merita. Il mio obiettivo è riaffermare i principi fondanti della Festa, quali il valore religioso e il senso comunitario, riprendendo il dialogo con la Chiesa e con tutta la popolazione. Partirà da subito una macchina organizzativa che richiederà coesione, cura attenta dei dettagli, coinvolgimento popolare e, più di tutto, una visione capace di guardare non solo al giorno della “scasata”, ma anche all’immagine che Palmi intende trasmettere al mondo attraverso la Varia.


L’attacco delle opposizioni

Una scelta che però ha provocato la replica delle opposizioni. Il candidato sindaco Francesco Cardone ha accusato Calabria di “politicizzare” la Varia: «La Varia non va politicizzata. Almeno questo era quanto l’attuale amministrazione affermava in campagna elettorale. Poi arriva un decreto del Sindaco che revoca l’intero Consiglio di Amministrazione della Fondazione Varia, motivando la decisione con il venir meno del rapporto fiduciario conseguente al cambio di Amministrazione. Una scelta che, oltre a sollevare interrogativi – considerato che lo Statuto della Fondazione non prevederebbe espressamente la possibilità di revoca anticipata dei componenti del CdA ad opera dell’amministrazione comunale – smentisce anche una narrazione che abbiamo sentito ripetere più volte: quella di una Varia estranea alla politica. È difficile continuare a sostenere che la Varia sia estranea alla politica quando, al cambio della maggioranza, vengono revocati i vertici nominati dalla precedente Amministrazione per sostituirli con persone ritenute evidentemente più in sintonia con il nuovo indirizzo.

«Appartiene ai cittadini»

Per anni abbiamo sentito dire che la Varia apparteneva esclusivamente alla città, alle associazioni, agli mbuttaturi, ai volontari, alla tradizione. Oggi, invece, si afferma apertamente che il rapporto fiduciario con l’Amministrazione è l’elemento determinante. C’è poi un altro aspetto che lascia perplessi. A circa un mese dalla data in cui avrebbe dovuto svolgersi la festa, si annuncia che la Varia non si farà. Si annulla arbitrariamente la festa già indetta da tempo. Una decisione che inevitabilmente pesa sull’organizzazione, sulle attività economiche, sulle strutture ricettive, sui volontari, sulle associazioni e su tutti coloro che, con passione, custodiscono una tradizione comune della nostra città e non solo. Perché la Varia non è semplicemente una festa: è la principale espressione dell’identità di Palmi. È storia, cultura, appartenenza, volontariato e promozione del territorio. Una scelta di questa portata meritava programmazione, condivisione e trasparenza, non di essere affrontata a ridosso dell’evento. Perché le tradizioni appartengono ai cittadini, non alle maggioranze del momento».

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 Redazione Corriere

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