I capelli sono vivi, si rigenerano in continuazione. Se ci pensate, non hanno un grande scopo funzionale, potremmo vivere benissimo anche senza, ma quello che li rende “importanti” è il loro aspetto simbolico.
Pensate al mito di Sansone che ci rimanda al tema dei capelli come simbolo di forza e di virilità. Sansone era così forte da uccidere un leone a mani nude o mille filistei con una mascella di asino. La sua chioma lo aveva reso invincibile. Il tema dei capelli come simbolo di forza e di potere è presente in molte culture di tutte le epoche: i re francesi del medio evo; le lunghe capigliature dei guru indiani; i guerrieri celtici e loro acconciature da combattimento. L’acconciatura alta ha sempre significato nobili origini: pensate alle sovrane nello stile di Nefertiti o Maria Antonietta. Per le donne la capigliatura è anche un’importante arma di seduzione. Per gli uomini è assoluto e totale simbolo di virilità. Perderli, soprattutto per l’uomo, è molto destabilizzante e a volte addirittura fonte di complessi e fobie.
Ma se dal punto di vista evolutivo e sociale il capello è un simbolo, da quello biologico è un vero e proprio specchio della nostra salute interna e della nostra genetica. Quella forza che un tempo si attribuiva al mito di Sansone oggi sappiamo che risiede del nostro DNA e nel modo in cui lo nutriremos.
Molte volte nei miei articoli ho sottolineato quanto l’interazione tra geni e nutrienti influenza la nostra salute, oggi voglio approfondire quanto questa importante e delicata interazione può influenzare la salute della nostra chioma. Infatti, sebbene ad esempio la calvizie o il diradamento abbiano una base genetica, l’espressione di questi geni non è un destino immutabile, in quanto l’alimentazione e lo stile di vita agiscono come “interruttori epigenetici” in grado di silenziare o attivare determinati segnali di invecchiamento del capello. Questo è un punto di svolta straordinario e rappresenta il vero cuore della visione olistica e scientifica della Nutrigenomica.
Nella percezione comune infatti il capello viene ancora considerato come un elemento esterno, quasi un accessorio estetico a sé stante da curare esclusivamente con lozioni, shampoo miracolosi o trattamenti superficiali. La realtà biologica è ben diversa: il capello è una struttura a rapidissima proliferazione cellulare e ad altissimo impatto metabolico. Questo significa in parole semplici che i follicoli piliferi sono tra le cellule più attive e “affamate” del nostro corpo. Se l’interno non funziona il corpo, che applica sempre una logica di sopravvivenza, taglia i rifornimenti energetici nutrizionali alle strutture non vitali, come i capelli, per preservare gli organi nobili.
Quando parliamo di salute dei capelli non possiamo non parlare di apparato gastrointestinale. L’intestino non è un semplice tubo digerente, ma una sofisticatissima barriera selettiva, un ecosistema immunologico e metabolico governato dal microbiota. La grande rivoluzione della Nutrigenomica applicata alla tricologia sta nel comprendere che non siamo ciò che mangiamo, ma ciò che assorbiamo e metabolizziamo. Possiamo assumere la dieta migliore del mondo o l’integratore più costoso sul mercato, ma se la barriera intestinale è alterata quel nutrimento non raggiungerà mai il follicolo pilifero.
Più volte ho sottolineato quanto un microbiota in equilibrio (eubiosi) produce metaboliti fondamentali come gli acidi grassi a catena corta, tra cui il butirrato, che mantengono l’integrità della barriera intestinale. Al contrario, quando si instaura uno stato di disbiosi, vale a dire squilibrio tra batteri simbionti e patogeni, la barriera si indebolisce portando alla Leaky Gut Syndrome, la cosiddetta sindrome della permeabilità intestinale. Questo passaggio nel circolo sanguigno di frammenti batterici, come i lipopolisaccaridi o LPS, innesca una infiammazione sistemica di basso grado. A livello dei follicoli piliferi questa infiammazione costante agisce come un freno a mano in quanto altera le fasi del ciclo del capello, abbreviando la fase di crescita e anticipando la fase di caduta. Inoltre, danneggia le cellule staminali del bulbo compromettendo la qualità del fusto che nascerà, rendendolo più sottile, fragile e privo di vitalità.
Ma i problemi non finiscono qui perché una digestione compromessa e un transito intestinale alterato compromettono la scomposizione dei macronutrienti e l’assimilazione dei micronutrienti essenziali. I capelli hanno bisogno di una costante fabbrica di mattoni per sintetizzare la cheratina, la loro proteina principale. Se la digestione delle proteine è inefficiente, mancheranno gli aminoacidi solforati. Inoltre, il malassorbimento colpisce direttamente i catalizzatori della crescita del capello: primo fra tutti il ferro, la cui carenza è una delle primissime cause di caduta copiosa. Quando l’intestino è in disbiosi fa fatica ad assorbire zinco e selenio, fondamentali per la sintesi proteica e la protezione antiossidante del bulbo. La disbiosi compromette anche l’assorbimento e la sintesi della biotina che è parzialmente sintetizzata proprio dai nostri batteri intestinali sani. Una disbiosi profonda riduce drasticamente questa autoproduzione biologica privando il capello del suo principale alleato di forza e lucentezza.
Capite perché molte volte l’integrazione standard fallisce? Perché non si tiene in considerazione né l’aspetto genetico che influenza il modo in cui assorbiamo e convertiamo i nutrienti, né la salute del nostro microbiota. Per questo motivo sono una grande sostenitrice dell’approccio “un integratore per tutti non funziona”. La Nutrigenomica ci insegna che l’intervento deve essere mirato e personalizzato: prima si risana l’ambiente intestinale, il terreno in cui cresce la pianta, poi si introduce un protocollo nutrizionale e di integrazione con i nutrienti chiave per l’espressione genica del capello, come ad esempio:
Vitamina C, E e i polifenoli: fondamentali per contrastare lo stress ossidativo a livello del bulbo pilifero, proteggendo il ciclo di vita del capello.
Zinco e selenio: importanti perché sono cofattori enzimatici che regolano la sintesi della cheratina e la divisione cellulare nel follicolo.
Vitamine del gruppo B (in particolare biotina e folati): essenziali per la replicazione cellulare e per l’apporto di ossigeno al cuoio capelluto.
Acidi grassi Omega 3: regolatori dell’infiammazione silente che spesso accelera la caduta dei capelli.
Il problema è che le persone tendono a preoccuparsi del loro intestino solo in presenza di sintomatologia: dolori, gonfiori, meteorismo o patologie più serie. Non collegano la perdita di lucentezza, il diradamento o la fragilità dei capelli a una digestione pigra o un microbiota alterato. Invece, la bellezza del capello non è un fattore effimero, ma è la manifestazione visibile di un perfetto equilibrio biochimico interno. Chi impara a leggere la salute dei propri capelli come il termometro del proprio benessere intestinale e metabolico ottiene un duplice straordinario vantaggio: da una parte risolve il problema estetico alla radice, ottenendo risultati duraturi che nessuna lozione topica potrà mai dare; dall’altra previene disfunzioni sistemiche ben più profonde, poiché un intestino che lavora in eubiosi protegge l’intero organismo da infiammazioni, deplezioni immunitarie e invecchiamento precoce.
Il capello non è un’isola. È l’estremità visibile di un filo biologico che parte direttamente dal nostro intestino. Curare il capello senza curare il microbiota è come pretendere di far fiorire una pianta annaffiandone solo le foglie e ignorando la salute delle sue radici e del terreno in cui affondano.
Comprendere la profonda connessione tra intestino, genetica e salute dei capelli è il primo passo. Non existe una formula magica universale: ciò che rigenera la chioma di una persona potrebbe essere del tutto inefficace per un’altra. Nel mio lavoro quotidiano in studio, come specialista, il mio compito è proprio questo: colmare il divario tra la complessità della scienza nutrigenomica e la realtà biologica della persona che ho di fronte. È fondamentale studiare un percorso personalizzato e non limitarsi a spegnere il sintomo visibile. Bisogna investigare l’origine profonda del problema per riportare l’intero organismo in uno stato di reale salute. Il risultato di questo percorso non sarà solo riconquistare i capelli forti e lucidi, ma riscoprire un benessere interiore profondo che si riflette inevitabilmente anche all’esterno.
Avrete capito che per la Nutrigenomica curare il capello dall’interno è il pilastro fondamentale, ma anche i nostri gesti quotidiani e ciò che applichiamo sulla chioma giocano un ruolo cruciale. Spesso, senza saperlo, aggrediamo i capelli con prodotti non idonei o con abitudini sbagliate come ad esempio lavaggi troppo frequenti che impoveriscono il film idrolipidico naturale del cuoio capelluto. Dobbiamo prestare molta attenzione ai nemici invisibili molte volte presenti nei cosmetici, utilizzati a uso topico. Non basta sapere cosa applicare, bisogna anche essere consapevoli di cosa evitare. Moltissimi prodotti commerciali che usiamo ogni giorno contengono additivi, sostanze chimiche aggressive che a lungo andare danneggiano la struttura del capello, intossicando il cuoio capelluto. Attenzione quindi ai solfati, ai cessori di formaldeide, ai siliconi pesanti e ai parabeni.
Imparate a leggere correttamente l’INCI dei prodotti che acquistate. Non fatevi attirare dalle promozioni, dallo sponsor famoso o dall’etichetta invitante. Il cuoio capelluto è una spugna altamente permeabile. Ogni volta che applicate uno shampoo, una maschera o un trattamento non state agendo solo sulla superficie del capello, ma la sostanza verrà inevitabilmente assorbita ed entrerà in circolo. Se utilizzate prodotti scadenti o ricchi di additivi chimici queste sostanze si comporteranno all’interno dell’organismo come dei veri e propri anti-nutrienti o, nei casi peggiori, come tossine silenziose, capaci di sabotare la bellezza dei vostri capelli dall’interno.
Per questo motivo nel mio lavoro non mi limito mai a pianificare solo la nutrizione interna, ma analizzo ed organizzo anche la “beauty routine quotidiana” per eliminare i veleni invisibili e selezionare solo ciò che nutre davvero la nostra chioma.
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