Come la fibra FTTH sta trasformando musei e siti archeologici


Rubrica settimanale su come la fibra ottica fino a casa abilita i nuovi servizi digitali: FTTH tutto quello che c’è da sapere. Per leggere tutti gli articoli della rubrica clicca qui.

Quando si parla di reti a banda ultralarga si pensa quasi automaticamente allo smart working, all’industria 4.0, alla telemedicina o alla digitalizzazione della Pubblica amministrazione. Esiste però un’altra trasformazione, meno raccontata ma altrettanto strategica, che sta interessando il nostro Paese: quella che riguarda la cultura. E così, dopo le prime tre puntate dedicate al rapporto della fibra con l’energia, alla connettività nei piccoli Comuni e borghi e a quella delle farmacie, la nostra rubrica FTTH per l’Italia digitale si occupa questa volta di fibra e Cultura.

Il patrimonio cutlruale italiano

L’Italia possiede il più grande patrimonio culturale diffuso del mondo. Migliaia di musei, siti archeologici, teatri, biblioteche, borghi storici e siti UNESCO si trovano però lontano dalle grandi città, proprio in quelle aree interne che per anni hanno sofferto il digital divide più estremo. Qui la disponibilità di una connessione FTTH (Fiber to the Home) non rappresenta soltanto un miglioramento tecnologico: è il presupposto per ripensare il modo in cui il patrimonio culturale viene conservato, promosso e vissuto, ma anche per creare nuove opportunità economiche e occupazionali.

È un cambiamento di pelle che emerge con chiarezza osservando alcune esperienze realizzate da Open Fiber, dove la fibra diventa un abilitatore di sviluppo territoriale, capace di mettere in relazione innovazione, cultura e qualità della vita.

La Cultura non è più isolata ma va in rete

Uno degli effetti più immediati della connettività è l’abbattimento dell’isolamento geografico.

È il caso della Centrale Fies di Dro, in Trentino, uno dei più importanti centri europei dedicati alla ricerca sulle arti performative contemporanee. Situata in una ex centrale idroelettrica, lontana dal centro abitato, per anni ha dovuto convivere con connessioni che limitavano il lavoro quotidiano con artisti e istituzioni internazionali.

L’arrivo della rete FTTH ha cambiato radicalmente questo scenario

Open Fiber-Centrale Fies, a Dro la fibra è al servizio dell’arte (Link Youtube)

Oggi la struttura può condividere grandi archivi digitali, collaborare in tempo reale con professionisti di tutto il mondo, organizzare workshop e performance in streaming e sviluppare progetti che richiedono un intenso scambio di dati.

La fibra ha rivoluzionato completamente la possibilità di discutere, parlare e lavorare con il resto del mondo. Una frase che sintetizza bene il valore della connettività: eliminare uno dei principali limiti competitivi delle aree periferiche.

Il museo non finisce più all’uscita

La trasformazione riguarda anche il modo di vivere i luoghi della cultura

Al Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, in Provincia di Treviso, la rete FTTH è diventata la base tecnologica per realizzare una web app che accompagna il visitatore prima, durante e dopo la visita.

Mappe interattive, audioguide, contenuti video, percorsi dedicati alle famiglie e alle persone ipovedenti, approfondimenti consultabili anche da casa: il museo supera così i propri confini fisici e costruisce una relazione permanente con il pubblico.

Non è un semplice esercizio di digitalizzazione. È un cambio di paradigma che amplia l’accessibilità, migliora l’inclusione e rende il patrimonio culturale fruibile anche da chi, per motivi geografici o personali, non può visitarlo fisicamente.

Moira Mascotto: “La web app valorizza il patrimonio del museo”

Moira Mascotto

“La web app è uno strumento utile per valorizzare il patrimonio del museo”, ha dichiarato a Key4biz Moira Mascotto, direttrice del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno.
“La web app consente di scoprire sia la collezione permanente che le mostre temporanee ed è particolarmente utile per i visitatori che non sono accompagnati da una guida o da un esperto museale.
Si tratta di uno strumento multimediale, fruibile attraverso l’ascolto, la lettura e la consultazione di immagini, che favorisce l’approfondimento dei contenuti e aiuta a individuare i percorsi di visita più adatti.
Un ulteriore vantaggio è la possibilità di comprendere con maggiore precisione il messaggio e il percorso interpretativo proposti dal curatore. La web app è stata inoltre tradotta in più lingue, così da offrire un servizio completo anche ai visitatori provenienti dall’estero”.

Per quanto riguarda la presenza della fibra nel museo, la direttrice sottolinea l’importanza di “una trasmissione dei dati molto più veloce. Fare un passo indietro dal punto di vista tecnologico rappresenterebbe un disagio: ormai consideriamo questo tipo di connessione ultrabroadband un servizio acquisito ed essenziale”.

La tecnologia valorizza il patrimonio storico

Per molto tempo innovazione e tutela dei beni culturali sono state considerate esigenze difficili da conciliare.

La Certosa di Padula dimostra invece il contrario.

Il complesso monumentale, Patrimonio UNESCO, è stato collegato alla rete FTTH preservandone integralmente il valore storico e architettonico, utilizzando infrastrutture esistenti e limitando gli interventi invasivi.

Disporre di una connessione ultraveloce significa poter sviluppare servizi turistici avanzati, piattaforme digitali, contenuti multimediali, sistemi intelligenti di prenotazione e, in prospettiva, applicazioni basate su realtà aumentata e intelligenza artificiale.

La Certosa di Padula connessa grazie alla rete ultraveloce (Link Youtube)

Sepino, la “Piccola Pompei” che guarda al futuro

L’innovazione non riguarda soltanto i grandi poli museali o i siti UNESCO. Può diventare uno strumento di valorizzazione anche per quei tesori meno conosciuti che costituiscono la trama più autentica del patrimonio italiano.

È il caso dell’area archeologica di Saepinum, a Sepino, in Molise, spesso definita la “Piccola Pompei” per l’eccezionale stato di conservazione delle sue vestigia romane. Questa antica città romana (Saepinum) conserva intatte mura, porte d’accesso, un teatro e un foro immersi nel verde. A differenza di Pompei, il sito si fonde con la natura incontaminata e l’accesso è spesso libero e poco affollato.

Grazie alla rete FTTH realizzata da Open Fiber, anche questo sito può contare su un’infrastruttura digitale capace di sostenere nuovi modelli di fruizione culturale. Il Teatro romano è stato collegato alla banda ultralarga, creando le condizioni per sviluppare servizi digitali, percorsi interattivi, contenuti multimediali e nuove modalità di promozione turistica.

È un esempio pratico di come la fibra possa contribuire a dare visibilità anche ai luoghi meno noti, ampliandone il pubblico e rafforzando il legame tra patrimonio archeologico, innovazione e sviluppo locale.

La Piccola Pompei in Molise (Link Youtube)

La fibra aiuta anche il ripopolamento

Tra gli effetti meno evidenti della diffusione della fibra ottica c’è la sua capacità di modificare le scelte di vita delle persone.

Palazzo Adriano, il borgo siciliano che Giuseppe Tornatore ha reso celebre con Nuovo Cinema Paradiso, ne rappresenta un esempio concreto.

Qui la disponibilità della rete FTTH permette oggi a professionisti e nomadi digitali di vivere in un piccolo comune continuando a lavorare per clienti distribuiti in tutto il mondo.

La storia del fotografo argentino Matias Fabregues è emblematica. Trasferitosi con la moglie nel borgo dei Monti Sicani, continua a elaborare quotidianamente fotografie e video ad altissima risoluzione destinati a riviste e agenzie internazionali, mentre la moglie svolge da remoto la propria attività di consulente marketing.

Senza una connessione stabile e ad alta capacità, questa scelta di vita non sarebbe stata possibile.

Museo Cinema Paradiso, una connessione da Oscar

Parallelamente, anche il Museo Cinema Paradiso guarda alla trasformazione digitale, con la prospettiva di integrare percorsi multimediali e applicazioni di realtà aumentata per arricchire l’esperienza dei visitatori.

Come ha sottolineato il sindaco Nicola Granà, la fibra permette a un territorio geograficamente isolato di offrire gli stessi standard di connettività delle grandi città e rappresenta uno strumento concreto per attrarre nuovi residenti, professionisti e investimenti. In questo senso la digitalizzazione diventa anche una politica di sviluppo territoriale.

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Paolo Anastasio

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