Fano (Pesaro e Urbino) domenica 2 agosto 2026 – Una domenica di memoria, ma anche di domande rivolte al presente. La Festa del Mare ha celebrato questa mattina i marinai che non sono tornati, mentre davanti all’altare un gruppo di manifestanti ha ricordato le migliaia di persone morte nel Mediterraneo cercando una vita migliore. Sullo striscione esposto dalla Rete 26 Febbraio si leggeva «Non dovevano partire morire»: la parola “partire” era cancellata, per lasciare al centro il messaggio «Non dovevano morire». È stato uno dei momenti più significativi dell’ultima giornata della 67ª Festa del Mare, promossa dal Comune di Fano e organizzata con On Stage Produzioni, Confesercenti, l’associazione Il Ridosso e le numerose realtà cittadine coinvolte in quattro giorni di appuntamenti tra porto, Lido, Sassonia e Darsena Borghese.
Dall’alzabandiera alla statua “La Tempesta”
La mattinata è cominciata con l’alzabandiera all’Auditorium del Mare, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose e del complesso bandistico Città di Fano. Il corteo ha quindi raggiunto il Molo di Ponente, dove è stato deposto un omaggio floreale davanti alla statua “La Tempesta”.
L’opera racconta il dramma delle famiglie della marineria, la disperazione delle donne e delle vedove rimaste ad attendere uomini che il mare non ha restituito. Da lì la cerimonia è proseguita davanti al Monumento ai Caduti del Mare, con la deposizione delle corone d’alloro e la celebrazione della messa.
Don Fradelloni: «Non possiamo chiudere gli occhi e il cuore»
Nell’omelia don Filippo Fradelloni ha ricordato la Festa del Mare come una celebrazione profondamente legata alla storia civile e religiosa della città.
«È un motivo per rendere grazie a Dio, ma anche per pregare e non dimenticare quanto ci è stato affidato, di cui siamo custodi e responsabili», ha detto, allargando poi lo sguardo oltre i marinai morti durante il lavoro.
«Non possiamo non ricordare tutti coloro che in mare hanno perso la vita svolgendo il proprio lavoro, ma anche tutti i fratelli e le sorelle che nel mare perdono la vita alla ricerca di una vita migliore. È una realtà davanti alla quale non possiamo chiudere gli occhi e il cuore».
Richiamando il Vangelo della moltiplicazione dei pani, il sacerdote ha sottolineato la responsabilità di ciascuno: «La soluzione di Gesù non è: ci pensino altri. La soluzione è: pensateci voi. La vita di chi avete davanti vi stia a cuore».
Lo striscione: «Non dovevano morire»
Proprio durante la celebrazione la Rete 26 Febbraio, insieme a Emergency, Mediterranea e alla Rete Pace e Disarmo, ha manifestato in silenzio per ricordare le vittime delle frontiere e delle migrazioni.
«Il punto non è che non dovevano partire: non dovevano morire», ha spiegato Carla Luzi di Emergency. «Il Mediterraneo dovrebbe unire le coste, non essere un mare di morte. Ogni vita ha un valore universale e lo Stato italiano e l’Europa devono agire perché nessuno perda la vita cercando salvezza».
Luzi ha ricordato anche il lavoro della nave Life Support di Emergency, impegnata nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo. Per Mediterranea erano presenti Luigi Marini e Olga Guzzi, che hanno richiamato «il dovere della memoria e dell’umanità»: ricordare i Caduti del Mare, hanno sottolineato, significa non dimenticare neppure donne, uomini e bambini morti lungo frontiere ingiuste.
Serfilippi rilancia Fano “capitale del mare”
Nel suo intervento il sindaco Luca Serfilippi ha ringraziato la Capitaneria di porto e la comandante Maria Giovanna Trombetta, definendo gli uomini e le donne della Guardia costiera «custodi del mare», insieme a quanti ogni giorno lavorano per tutelarlo.
Il sindaco ha poi rilanciato la proposta: fare di Fano una vera e propria “capitale del mare”.
«Questa città, per la sua storia, per il presente e per il futuro, ha tutte le caratteristiche per esserlo», ha detto, richiamando gli investimenti sul porto, sul Museo del Mare e della Marineria e sul nuovo lungomare destinato a collegare più strettamente il centro storico con la costa.
«Dobbiamo alzare l’asticella e puntare in alto – ha aggiunto –. Intorno al mare stiamo costruendo un lavoro che tiene insieme cultura, turismo, economia, infrastrutture e identità».
I Lupi di mare e il ricordo di Corrado Piccinetti
Dopo la messa sono stati premiati quattro Lupi di mare: Sergio Caprara, classe 1944, e Gabriele Cioccolini, Aurelio Moscatelli ed Emilio Rosato, tutti della classe 1945.
Rosato ha affidato alla cerimonia poche righe dedicate al rapporto di un marinaio con il mare: «Odio e amore, come due innamorati. Quando lo hai con te ti fa arrabbiare, ma quando non c’è ti manca da morire». Parole che hanno restituito il legame profondo, faticoso e indissolubile di chi ha trascorso la propria vita tra burrasche, sole, pioggia e neve.
Particolarmente toccante anche il riconoscimento alla memoria del professor Corrado Piccinetti, biologo marino e uomo di mare recentemente scomparso, consegnato alla moglie e alla figlia.
«Con la sua scienza ha esplorato il mare e con la sua passione ci ha trasmesso il valore di conoscerlo, rispettarlo e amarlo», recita la targa della città, affinché il sapere lasciato da Piccinetti continui a essere «una rotta sicura per le generazioni future».
La corona d’alloro è stata poi portata al largo, accompagnata dalle imbarcazioni della marineria fanese.
Al Lido lo spettacolo delle vongolare
Nel pomeriggio, alle 18, la Festa del Mare ritrova il suo volto più spettacolare e popolare. Davanti alla Conchiglia del Lido le vongolare azioneranno i turbosoffianti, sollevando grandi getti d’acqua sopra la superficie del mare.
Una scenografia di spruzzi attesa ogni anno da fanesi e turisti. Un momento semplice, ma fortemente identitario, nel quale il lavoro della marineria si trasforma per qualche minuto in festa.
La partecipazione registrata anche durante l’ultima giornata ha confermato la crescita di una manifestazione che non è più soltanto la cerimonia della domenica mattina, ma un evento capace di tenere insieme memoria, cultura, gastronomia, musica e intrattenimento.
La 67ª Festa del Mare si concluderà questa sera con gli ultimi spettacoli e, alle 23.30, con i fuochi d’artificio lanciati dalle chiatte posizionate davanti alla spiaggia di Sassonia.
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