Ricavi quasi raddoppiati: 7,8 miliardi di dollari nel trimestre
SpaceX archivia il primo trimestre da società quotata con numeri che confermano la straordinaria crescita del gruppo guidato da Elon Musk, ma anche il costo sempre più elevato della sua strategia di espansione. I risultati del trimestre chiuso il 30 giugno mostrano infatti un forte incremento dei ricavi, sostenuto soprattutto dalla rete satellitare Starlink e dalle attività legate al ramo dell’intelligenza artificiale (SpaceXAI), mentre gli investimenti raggiungono livelli senza precedenti.
Il messaggio inviato agli investitori è chiaro: oggi è Starlink a finanziare la costruzione delle attività che Musk considera il futuro dell’azienda, dall’AI ai data center fino ai nuovi sistemi di lancio spaziale. Una strategia ambiziosa, che continua però ad assorbire enormi quantità di capitale e che lascia aperti interrogativi sulla sostenibilità di lungo periodo.
Nel secondo trimestre di quest’anno, SpaceX ha registrato ricavi per 7,8 miliardi di dollari, contro i 4,1 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente, superando le attese del mercato. Come si apprende dalla Reuters, l’azienda ha inoltre indicato di prevedere un run rate di 100 miliardi di dollari di fatturato entro dicembre, segnale delle aspettative estremamente elevate che accompagnano il gruppo dopo il debutto in Borsa.
Anche la redditività operativa mostra un miglioramento: le perdite operative complessive sono scese a 143 milioni di dollari, rispetto ai 970 milioni registrati un anno prima.
Starlink vero motore finanziario dell’azienda, con Nvidia per i data center satellitari
A trainare i conti è soprattutto Starlink, che rappresenta ormai oltre la metà del fatturato del gruppo. Nel trimestre i ricavi di Starlink sono aumentati del 66%, il reddito operativo della divisione è cresciuto del 79% e gli abbonati sono raddoppiati raggiungendo 12 milioni. La crescita commerciale è stata favorita dall’espansione internazionale e dall’offerta di nuovi servizi destinati ai mercati consumer, enterprise, aeronautico, marittimo e governativo.
Questa espansione ha però un prezzo: il ricavo medio per cliente (ARPU) è diminuito del 22%, effetto dell’ingresso in nuovi mercati e del lancio di piani tariffari più economici. In altre parole, Starlink continua ad aumentare rapidamente la base clienti, ma ogni singolo abbonato genera oggi meno ricavi rispetto al passato.
Secondo quanto dichiarato da Musk agli investitori, SpaceX e Nvidia potrebbero presto portare in orbita una parte dell’infrastruttura di calcolo per l’AI, rilanciando l’idea dei satelliti data center per elaborare i carichi di lavoro direttamente nello Spazio, invece che sulla Terra.
“Riteniamo che l’architettura Vera Rubin sia la migliore. Crediamo che sia il miglior computer per l’intelligenza artificiale e apprezziamo enormemente la nostra stretta collaborazione e partnership a molti livelli con Nvidia“, ha spiegato Musk. Il sistema spaziale Starmind dedicato a questo progetto potrebbe vedere i primi lanci già entro la fine del 2027.
L’AI cresce del 250%, ma assorbe investimenti enormi
L’altra protagonista del trimestre è la divisione dedicata all’intelligenza artificiale, che comprende il modello Grok, la piattaforma X e una rete di data center in rapida espansione. I ricavi della divisione sono aumentati di circa il 250% rispetto all’anno precedente.
Secondo la società, stanno già arrivando contratti relativi alla capacità di calcolo (il supercomputer Colussus) con aziende come Anthropic, Google e Reflection AI, anche se parte dei ricavi ricorrenti non è stata ancora contabilizzata. Tuttavia è proprio questo comparto a richiedere gli investimenti più pesanti.
Nel solo secondo trimestre, infatti, la spesa complessiva per investimenti (CapEx) è salita da 2,83 miliardi a oltre 18 miliardi di dollari. Di questi, 15,83 miliardi sono stati destinati alle infrastrutture AI, contro appena 749 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente.
Il direttore finanziario Bret Johnsen ha precisato che questo livello di investimenti dovrebbe rimanere sostanzialmente invariato anche nei prossimi trimestri.
Musk: “Stiamo costruendo capacità di calcolo più velocemente di chiunque altro“
Durante la conference call con gli investitori, si legge sempre sulla Reuters, Elon Musk ha ribadito la centralità dell’intelligenza artificiale nella strategia industriale del gruppo: “Stiamo costruendo capacità di calcolo per l’AI su larga scala più velocemente di chiunque altro e stiamo migliorando significativamente i nostri modelli”.
Secondo Musk, entro la fine del 2026 SpaceX avrà realizzato oltre 2 gigawatt di capacità di calcolo, mentre entro la fine del 2027 punta ad arrivare a quasi 10 gigawatt. Per realizzare questa infrastruttura, l’azienda utilizzerà esclusivamente hardware Nvidia.
Si tratta di numeri imponenti, che mostrano come SpaceX non voglia limitarsi al settore spaziale ma stia cercando di ritagliarsi un ruolo anche nell’infrastruttura globale dell’intelligenza artificiale. Resta però da verificare se la crescita dei ricavi riuscirà a compensare, nel tempo, un livello di investimenti così elevato.
Starship continua a pesare sui conti, ma intanto la nuova versione v3 supera i test di volo
Anche il business spaziale tradizionale continua a crescere. Le attività legate ai lanci commerciali, alle missioni governative e allo sviluppo del mega razzo Starship hanno registrato un incremento dei ricavi del 29%.
Allo stesso tempo, questo comparto continua a rappresentare una delle principali fonti di costo e di rischio industriale, sia per gli elevati investimenti richiesti dal programma Starship sia per la scelta di dare priorità ai lanci della costellazione Starlink rispetto ai clienti commerciali esterni.
Qualche giorno fa la versione V3 di Starship ha completato con successo il tredicesimo volo di prova suborbitale della navetta e del razzo Super Heavy, lanciato dalla base di SpaceX in Texas, a Boca Chica. Dopo i problemi registrati a maggio, questa volta la navetta Starship ha eseguito correttamente tutte le fasi del test. Una volta separata dal razzo, inoltre, ha proseguito il suo volo suborbitale rilasciando 20 satelliti Starlink di nuova generazione, distrutti nella fase di rientro, e a poco più di un’ora dal lancio è ammarata nell’oceano Indiano senza esplodere e continuando a inviare immagini.
“Starship è intatta, galleggia nell’oceano e trasmette dati di telemetria!“, ha scritto Musk su X. Già questo mese un nuovo test di volo, il quattordicesimo in agenda. La NASA seguirà con attenzione il test di atterraggio, dato che è ansiosa di utilizzare il razzo come modulo di atterraggio lunare.
La nuova sfida: SpaceX vuole entrare nella telefonia mobile
Tra gli annunci più rilevanti per il mercato figura l’intenzione di trasformare Starlink in un vero operatore di telecomunicazioni mobili. La presidente Gwynne Shotwell, subito dopo la presentazione dei risultati finanziari, ha dichiarato che l’azienda intende conquistare “parecchi” clienti oggi serviti da Verizon, AT&T e T-Mobile, sviluppando una rete terrestre che affianchi quella satellitare.
È la seconda volta che Shotwell prende l’argomento in occasioni pubbliche, segno che la società a breve potrebbe esser pronta ad accelerare il suo ingresso nelle tlc.
Secondo quanto raccontato da Harshita Mary Varghese e Akash Sriram sulla Reuters, il progetto potrebbe concretizzarsi anche grazie all’acquisizione, completata lo scorso anno, di 65 MHz di spettro radio da EchoStar per 19,6 miliardi di dollari.
L’obiettivo è superare l’attuale modello di connessione diretta via satellite utilizzata nelle aree prive di copertura cellulare e costruire un servizio mobile completo. Le dichiarazioni hanno immediatamente pesato in Borsa sui principali operatori statunitensi, ma diversi analisti invitano alla prudenza.
Costruire una rete mobile nazionale richiede infatti investimenti enormi e tempi lunghi. Verizon, AT&T e T-Mobile hanno impiegato decenni e centinaia di miliardi di dollari per realizzare le rispettive infrastrutture.
Secondo l’analisi di Craig Moffett (MoffettNathanson), senza un accordo come operatore virtuale (MVNO) con uno dei grandi carrier americani sarà “straordinariamente difficile” per Starlink competere direttamente nel mercato nei prossimi cinque anni.
Altri osservatori ritengono invece che Musk possa scegliere la strada delle acquisizioni oppure introdurre modelli tecnologici alternativi, puntando sulla convergenza tra rete satellitare e infrastrutture terrestri. Trasformare Starlink in un concorrente dei grandi operatori di telecomunicazioni richiederà infatti non solo capitali, ma anche tempi lunghi, capacità di esecuzione e un equilibrio economico che, almeno per ora, resta ancora tutto da verificare.
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Flavio Fabbri
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