Per 35 anni, la libreria universitaria in via Arianuova, è stata un punto di riferimento per gli studenti, un luogo in cui trovare i libri necessari per preparare un esame, ma anche un consiglio, una parola di incoraggiamento e qualcuno capace di ricordare il percorso di ciascuno.
Da dieci anni, a pochi passi dal Castello Estense, la libreria professionale di corso Martiri della Libertà ha raccolto idealmente il testimone, accompagnando avvocati e altri professionisti nel loro lavoro e nel continuo aggiornamento. Due attività diverse, unite da una gestione familiare e da un rapporto con i clienti andato ben oltre la semplice compravendita. Ora, però, è arrivato il momento di voltare pagina.
La libreria universitaria ha già abbassato definitivamente la saracinesca, mentre quella professionale si prepara a fare lo stesso. Dietro una decisione che, a prima vista, potrebbe sembrare l’ennesimo segnale della crisi del commercio e delle librerie indipendenti, c’è una storia più articolata. Quella di Violetta Minarelli e Alessandro Oliviero, marito e moglie, che hanno scelto di cogliere nuove opportunità professionali senza rinnegare un’esperienza che, raccontano, ha regalato loro grandi soddisfazioni.
La decisione di chiudere
“La chiusura delle due librerie non era stata pianificata. Inizialmente avevamo pensato di chiudere la libreria di via Arianuova e trasferire qui, in corso Martiri, anche il mercato universitario – spiega Minarelli -, riunendo le due attività in un unico punto vendita. Era un progetto di riorganizzazione, anche perché da un paio d’anni stavo cercando di rientrare nel mio precedente ambito professionale”.
Minarelli, infatti, prima di dedicarsi alla libreria ha lavorato per vent’anni nelle risorse umane di una multinazionale. Dopo aver seguito un master, è riuscita a tornare a quel mondo: da aprile, infatti, ha ripreso a lavorare nel settore.
“Mi ero già aperta una strada e le cose sono andate bene – aggiunge -. Poi, a giugno, è arrivata anche per Alessandro un’opportunità lavorativa. A quel punto, con me già impegnata nel nuovo lavoro e lui che avrebbe dovuto gestire da solo la libreria, abbiamo preso la decisione di chiudere anche il secondo punto vendita e buttarci in queste nuove esperienze”. Si sono incrociate dunque nuove prospettive personali e professionali con le difficoltà che, negli ultimi anni, hanno interessato anche il commercio specializzato.
“Abbiamo anche cercato di vendere l’attività ma l’opportunità non si è concretizzata – raccontano entrambi -. Adesso, però, non abbiamo più il tempo necessario per seguire tutto”. La chiusura lascia così un vuoto difficile da colmare, soprattutto per chi in queste due librerie ha trovato per anni testi specialistici non sempre facilmente reperibili altrove.
I cambiamenti del mercato librario
Le nuove opportunità professionali hanno avuto un ruolo decisivo, ma il contesto economico non è stato irrilevante. Il momento di svolta, raccontano, è arrivato con la pandemia. “Le cose andavano piuttosto bene fino al Covid. Poi abbiamo perso subito un terzo del fatturato. Una parte si è recuperata, ma in maniera molto altalenante. È diventato più faticoso mantenere i risultati di prima, anche dal punto di vista economico”.
A questo si sono aggiunti la concorrenza delle vendite online e un mercato editoriale sempre più affollato. Un paradosso, soprattutto per le librerie specializzate: aumentano i titoli e le case editrici, ma vendere i libri diventa più difficile.
Eppure, per i due librai, il futuro del libro cartaceo non è necessariamente destinato a scomparire. “Credo che il libro si venderà sempre – osservano entrambi -. Ma una libreria professionale, oggi, deve probabilmente riuscire a integrare anche altri prodotti e servizi”.
Da qui l’interesse per le nuove tecnologie e, in particolare, per gli strumenti di intelligenza artificiale applicati al settore giuridico, che avevano già iniziato a integrare nell’attività. L’idea era quella di affiancare ai volumi cartacei nuovi strumenti di lavoro, senza considerarli necessariamente in competizione con i libri. Un percorso che, però, non avrà il tempo di svilupparsi nella libreria.
Il rapporto con i clienti
È probabilmente questo l’aspetto che emerge con maggiore forza dai racconti di Minarelli e Oliviero: la dimensione personale di due attività che, nel tempo, sono diventate molto più di un punto vendita.
Tra i ricordi più vivi ci sono i sabati autunnali, quando gli aspiranti avvocati si preparavano all’esame di dicembre e il negozio si riempiva per ore. “C’erano giornate in cui la libreria era piena di studenti, uno dopo l’altro. Tornavamo a casa stanchi, ma erano momenti bellissimi”.
La clientela, inoltre, non si è mai limitata ai residenti. La specializzazione delle due librerie ha attirato nel tempo anche professionisti provenienti da fuori Ferrara, persone che tornavano in città per lavoro o per motivi personali e approfittavano dell’occasione per acquistare i testi necessari.
E poi ci sono le storie che si intrecciano negli anni, quelle che rendono una libreria un luogo riconoscibile. “Ci sono docenti universitari che ho visto entrare qui per comprare i libri del primo anno e che oggi sono professori”, racconta Oliviero, ripensando ai 35 anni trascorsi in via Arianuova.
Il valore del cambiamento
“Non vorrei che tutto passasse attraverso l’idea che ormai vada tutto male – spiega Minarelli -. Siamo due persone non più giovanissime e ci siamo rimesse in gioco con lavori completamente diversi. È un messaggio positivo: non c’è un’età oltre la quale non si può cambiare”.
Il punto, per loro, è non smettere di imparare e di cercare nuove strade. “Se hai voglia di rimetterti in gioco, studiare, continuare a crescere e realizzarti in quello che corrisponde ai tuoi talenti e alle tue aspettative, lo spazio c’è. Il cambiamento arriva comunque, che lo si voglia o no: piuttosto che subirlo, è meglio provare ad anticiparlo”.
Una filosofia che non cancella il dispiacere per ciò che si lascia alle spalle. Perché se è vero che le saracinesche si abbassano e che i clienti dovranno trovare nuovi riferimenti per i loro acquisti, è altrettanto vero che 35 anni in via Arianuova e dieci in corso Martiri non si misurano soltanto in libri venduti o fatturato. Si misurano nelle persone passate da quegli scaffali, negli studenti diventati professionisti, nei rapporti costruiti nel tempo e nella fiducia che ha trasformato due negozi in luoghi familiari.
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