28/05/2026 – Recupero di immobili pubblici inutilizzati, gestione tramite fondi immobiliari territoriali e locazione degli alloggi a prezzi inferiori ai valori di mercato sono i principali elementi del Fondo Housing Coesione, lo strumento previsto dal Piano Casa per aumentare l’offerta di abitazioni accessibili attraverso la valorizzazione del patrimonio pubblico.
Il modello è promosso da Invimit SGR, società del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e coinvolge Enti Territoriali, SGR (società di gestione del risparmio) terze, risorse pubbliche e capitali privati. L’obiettivo è riqualificare immobili oggi non utilizzati e destinarli alla residenza, con una gestione programmata su un orizzonte di medio-lungo periodo.
Il Fondo si rivolge in particolare ai fabbisogni abitativi di giovani, studenti universitari, lavoratori fuori sede, giovani coppie, genitori separati e forme di cohousing, anche intergenerazionale.
Fondo Housing Coesione, cos’è
Il Fondo Housing Coesione, previsto dall’articolo 7 del DL 66/2026, è uno degli strumenti previsti dal Piano Casa per sostenere interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale attraverso il recupero del patrimonio immobiliare pubblico.
Il fondo punta a valorizzare edifici inutilizzati o sottoutilizzati, trasformandoli in alloggi destinati alla locazione a prezzi accessibili. Il modello consente agli Enti Territoriali di mettere a disposizione immobili da riqualificare, attivando risorse e competenze attraverso fondi immobiliari territoriali.
L’intervento si colloca nell’ambito delle politiche abitative orientate a incrementare l’offerta di case in affitto per le fasce di popolazione che incontrano difficoltà ad accedere al mercato libero, e di programmi di rigenerazione urbana e di contrasto al degrado edilizio, ambientale e sociale.
Il modello Invimit per il recupero degli immobili pubblici
Il Fondo Housing Coesione è promosso da Invimit SGR, società partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e specializzata nella valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.
Il modello operativo prevede una prima fase di candidatura degli immobili da parte degli Enti Territoriali. Gli enti interessati caricano la documentazione su una piattaforma digitale predisposta da Invimit, mettendo a disposizione le informazioni necessarie alla valutazione degli asset.
Successivamente, SGR terze analizzano gli immobili, elaborano le proposte tecnico-economiche e strutturano i fondi immobiliari territoriali. In questi strumenti confluiscono immobili pubblici, risorse pubbliche e capitali privati.
Invimit seleziona i progetti sulla base di criteri legati a sostenibilità, rendimento atteso, tempi di realizzazione e conformità procedurale.
Come funzionano i fondi immobiliari territoriali
I fondi immobiliari territoriali rappresentano il perno operativo del Fondo Housing Coesione. Attraverso questi strumenti vengono raccolti e gestiti gli immobili da riqualificare, insieme alle risorse necessarie per realizzare gli interventi.
La gestione è affidata a SGR terze, che operano sulla base delle proposte tecnico-economiche elaborate per ciascun portafoglio immobiliare. Il modello consente di costruire operazioni su scala territoriale, collegando il recupero degli immobili pubblici alla domanda abitativa locale.
La fattibilità dell’intervento dipende dalla qualità dell’immobile, dai costi di recupero, dai tempi autorizzativi e dalla capacità dell’operazione di generare alloggi accessibili in modo stabile.
Il Piano Casa prevede per il Fondo una dotazione di 970 milioni di euro per il periodo 2026-2030, cui potranno aggiungersi ulteriori risorse pubbliche e private.
Recupero edilizio e riuso del patrimonio esistente
Il Fondo Housing Coesione punta sul recupero del patrimonio edilizio esistente. La scelta degli immobili da candidare assume quindi un ruolo centrale nella riuscita degli interventi.
Gli edifici pubblici inutilizzati possono presentare condizioni molto diverse: immobili da rifunzionalizzare, fabbricati da adeguare sotto il profilo energetico e impiantistico, complessi da riconvertire a uso residenziale, edifici con criticità strutturali o urbanistiche.
La fase preliminare richiede verifiche tecniche accurate su stato di conservazione, destinazione d’uso, conformità edilizia e urbanistica, accessibilità, dotazioni impiantistiche e potenziale abitativo, mentre il recupero deve confrontarsi con le esigenze di qualità dell’abitare, efficienza energetica, contenimento dei costi di gestione e durabilità degli interventi.
Durata degli investimenti e gestione degli alloggi
Il Fondo Housing Coesione opera su un orizzonte indicativo di 25-30 anni. Durante questo periodo gli immobili vengono riqualificati, messi a reddito e gestiti secondo le finalità del fondo.
La durata pluriennale incide sulla struttura economica dell’operazione. I costi di recupero, la manutenzione, la gestione locativa e i canoni applicati devono essere valutati in un arco temporale ampio.
Alla fine del ciclo di investimento è prevista la possibilità di retrocessione degli immobili agli Enti Territoriali originari. In questo modo, gli enti possono rientrare nella disponibilità di edifici riqualificati dopo la fase di gestione.
Il ruolo degli Enti Territoriali
Gli Enti Territoriali hanno un ruolo centrale nell’attivazione del Fondo Housing Coesione, perché devono individuare e candidare gli immobili da valorizzare, fornendo la documentazione necessaria alla valutazione, come dati urbanistici, informazioni catastali e analisi sullo stato degli immobili.
Il coinvolgimento degli enti serve anche a verificare la coerenza degli interventi con le politiche abitative locali, con la domanda di alloggi accessibili e con gli strumenti urbanistici vigenti.
Restano però ancora da definire gli aspetti operativi del Fondo, come i criteri di selezione degli immobili, le modalità di valutazione delle proposte, il rapporto tra risorse pubbliche e capitali privati, i tempi di attivazione dei fondi territoriali e le condizioni di gestione degli alloggi, nonché il coordinamento tra i soggetti coinvolti nella gestione (Invimit, SGR terze), nella candidatura degli immobili (Enti Territoriali) e nei procedimenti edilizi e urbanistici necessari per la realizzazione degli interventi (amministrazioni).
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