Donne e scienza, L’Oréal- Unesco premia sei giovani ricercatrici tra STEM e IA


La scienza parla sempre più al femminile, ma la strada verso una piena parità di genere nei laboratori di ricerca è ancora lunga. La scarsa presenza di donne nelle discipline STEM e il rischio che l’Intelligenza Artificiale amplifichi gli stereotipi di genere non sono semplici questioni di diritti o di quote rosa, ma veri e propri nodi strategici per lo sviluppo economico.

Sono stati questi i temi emersi durante la XXIV edizione italiana del Premio L’Oréal-UNESCO “For Women in Science” Young Talents Italia, che si è svolta a Milano nella prestigiosa cornice del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci.

L’iniziativa, promossa da L’Oréal Italia in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, ha assegnato a sei giovani scienziate eccellenti – selezionate da una giuria di esperti su oltre 400 candidature arrivate da tutta Italia – un premio di 20.000 euro ciascuna per sostenere i loro progetti di ricerca nel nostro Paese. Un impegno concreto che, dal 2002 a oggi, ha supportato 130 giovani scienziate nel nostro Paese, mentre a livello internazionale ha sostenuto oltre 4.900 ricercatrici in più di 140 Paesi.

Il nodo della presenza femminile nelle STEM

Tra i temi centrali dell’evento c’è stato il persistente squilibrio di genere nelle discipline scientifiche e tecnologiche. Secondo Lucia Votano, dirigente emerita dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e presidente della giuria del premio, la limitata partecipazione delle donne alla ricerca rappresenta una questione che riguarda l’intera società.

“Il ruolo delle donne nella scienza è di fondamentale importanza, ma non per le donne, per la società. Il fatto che solo il 30% delle donne partecipi alla ricerca scientifica, soprattutto nelle discipline STEM, è un problema per la società intera. Rinunciare a oltre due terzi del potenziale talento femminile in settori chiave significa perdere competitività in mercati strategici”.


Per Votano il premio rappresenta “un unicum nel panorama italiano” sia per il valore del riconoscimento sia per criteri di selezione che seguono standard condivisi a livello internazionale.

L’intelligenza artificiale e il rischio dei pregiudizi

L’edizione 2026 ha dedicato ampio spazio anche all’intelligenza artificiale e alle implicazioni che può avere sul fronte dell’inclusione.

 “L’IA è il filo rosso di questa mattina”

ha spiegato Ninell Sobiecka, Presidente e Amministratrice Delegata di L’Oréal Italia.

“Se l’intelligenza artificiale viene progettata dagli uomini, si rischia di perpetuare stereotipi. La scienza è sempre stata al cuore di tutto ciò che facciamo in L’Oréal. Insieme con l’UNESCO questo premio ha un unico obiettivo: promuovere la parità di genere nella ricerca per favorire il progresso di tutta la società”

Una questione sempre più centrale nel dibattito internazionale. Se i dati utilizzati per addestrare l’intelligenza artificiale non rappresentano adeguatamente tutta la popolazione, gli algoritmi possono produrre risultati distorti, penalizzando alcuni gruppi di persone e contribuendo a perpetuare discriminazioni esistenti.

Un investimento sul futuro della ricerca

Come evidenziato da L’Oréal Italia, il premio nasce con l’obiettivo di offrire un sostegno concreto alle giovani scienziate che scelgono di sviluppare il proprio percorso professionale nel nostro Paese. In Italia, dal 2002 al 2023, il programma “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza” ha assegnato ogni anno 6 borse di studio del valore di 20.000 euro per un totale di 112 borse.

Dalla ventiduesima edizione, in accordo con la giuria, le tradizionali borse di studio sono diventate dei veri e propri premi, per ampliare la platea delle potenziali beneficiarie e renderli compatibili con altre borse di studio che le candidate potrebbero ottenere. Un segnale che punta non solo a valorizzare il merito, ma anche a contrastare uno dei principali ostacoli alla carriera scientifica femminile: la difficoltà di accesso a risorse e opportunità nelle fasi iniziali del percorso professionale.

Chi sono le 6 scienziate eccellenti premiate nel 2026

Le sei giovani vincitrici si sono distinte per il rigore metodologico e l’avanguardia dei rispettivi filoni di studio. I loro progetti spaziano dall’astrofisica alla botanica, dalla medicina molecolare alle tecnologie quantistiche, fino alle applicazioni dell’intelligenza artificiale, a testimonianza del contributo crescente delle donne nei settori più avanzati della ricerca scientifica:

  • Maria Cristina Baglio: astrofisica specializzata nello studio di sistemi binari contenenti buchi neri e stelle di neutroni.
  • Martina Fiumara: ricercatrice con un dottorato in medicina molecolare, specializzata in terapia genica e cellulare.
  • Taira Giordani: fisica specializzata nello sviluppo di piattaforme per le tecnologie quantistiche fotoniche.
  • Lucrezia Laccetti: botanica specializzata nello studio dell’adattamento delle piante agli ambienti estremi.
  • Elena Monti: fisiologa e biologa specializzata nello studio dell’invecchiamento neuromuscolare.
  • Selene Tomassini: ingegnere biomedico e ricercatrice nel campo dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina.

Un programma che ha sostenuto quasi 5.000 ricercatrici nel mondo

Nato nel 1998, il programma internazionale L’Oréal-Unesco For Women in Science punta a sostenere le donne nella ricerca e ad abbattere gli ostacoli che ancora ne limitano la crescita professionale nel mondo scientifico. In quasi trent’anni ha supportato oltre 4.900 ricercatrici provenienti da più di 140 Paesi, contribuendo a valorizzare il talento femminile nelle discipline scientifiche e ispirando le
generazioni di giovani donne a perseguire la loro carriera.

L’impatto dell’iniziativa è testimoniato anche dai risultati raggiunti da alcune delle sue vincitrici: sette scienziate premiate dal programma hanno successivamente ottenuto il Premio Nobel, tra cui Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna, Nobel per la Chimica nel 2020 per gli studi che hanno portato alla tecnologia Crispr per l’editing genetico, e Anne L’Huillier e Katalin Karikó, premiate rispettivamente con il Nobel per la Fisica e per la Medicina nel 2023.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 QuiFinanza.it

Source link

Di