Minori, Nordio in Senato: “Alienazione antiscientifica, disposto approfondimento sul caso Monteverde”


«Il prelievo forzoso di un minore rappresenta una misura estrema», a cui «si può ricorrere solo dopo aver attentamente valutato le possibili ripercussioni sul benessere psico-fisico del minore, avendo sempre come riferimento il suo superiore interesse». L’ascolto diretto del bambino è doveroso, nell’ambito dell’«approfondita indagine» che il giudice è tenuto a disporre se un minore rifiuta di frequentare un genitore. E attenzione: «È doveroso ribadire con chiarezza che non vi è alcuno spazio per la cosiddetta alienazione parentale, teoria ormai unanimemente considerata antiscientifica dalla giurisprudenza di legittimità, dal Parlamento europeo e dalle organizzazioni internazionali». Parola del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che dice anche di più aprendo a qualsiasi contributo che possa permettere di porre rimedio a queste situazioni.

Mai il Guardasigilli era stato tanto chiaro sul tema quanto nel pomeriggio del 18 giugno, quando ha risposto a un’articolata interrogazione del Pd, a prima firma Valeria Valente, sottoposta al Guardasigilli in Aula al Senato da Filippo Sensi e riferita alla vicenda della piccola Stella, la bambina del quartiere romano di Monteverde prima collocata con la madre dal Tribunale ordinario dopo una consulenza tecnica medica che aveva sottolineato l’incompatibilità di una separazione traumatica con le sue condizioni di salute (la piccola è affetta da una malattia genetica rara che potrebbe slatentizzarsi) e poi, dopo un intervento urgente del Tribunale dei minorenni, prelevata invece da scuola il 15 maggio scorso alla presenza delle forze dell’ordine e collocata dal padre.

Uscire dal dedalo giuridico per aprire gli occhi

Accorato l’intervento di Sensi, che ha esortato a uscire dal dedalo giuridico e ricordare che sotto ci sono le persone, con le loro vite: «Nel decreto disposto dal Tribunale dei minori c’è il divieto per la donna – sua madre – di avvicinarsi alla figlia per un anno. Uscita da scuola quel giorno Stella, invece di tornare a casa sua, dalla sua mamma, viene prelevata – prelevata – e portata via, dal padre. Proviamo, a togliere tutto il rumore intorno, tutto il buio. Dei processi, delle denunce, delle decisioni, delle passioni. Proviamo ad ascoltare. A sentire l’unica voce che siamo chiamati a intendere, come sotto le macerie di un terremoto. E quella voce è quella di Stella. Quello è l’unico, esile filo che ci può portare da lei».

Dal concetto di «madre manipolatrice» passa la vendetta contro le donne

Al centro di questa decisione, ha sottolineato il senatore dem, «non ci sono fatti e comportamenti, certo che ci sono, ma non è questo il punto. Al centro del fatto che Stella venga sottratta alla madre c’è una teoria, anzi quella che Croce avrebbe chiamato uno pseudoconcetto. Una superstizione. Che, tuttavia e purtroppo, viene ancora tenuta in considerazione in alcuni tribunali, come fosse scienza, e non lo è. Si chiama Pas, ma dietro a questo misterioso acronimo, la “sindrome da alienazione parentale”, c’è solo la solita vendetta contro le donne. La madre manipolatrice. Una bufala senza alcuna base scientifica, come il cornoletame, che con il suo latinorum porta via i figli alle loro madri. L’uomo nero». Nel testo depositato dell’interrogazione (atto n. 03-02668) si ricorda infatti come la bambina avesse nel tempo manifestato «in maniera persistente e inequivoca rifiuto di incontrare il padre, rifiuto che i centri antiviolenza attribuiscono al terrore genuino derivante dall’aver assistito a episodi di violenza domestica, mentre il provvedimento giudiziale riconduce tale rifiuto alla “condotta oppositiva della madre” con implicito ricorso a schemi riconducibili alla cosiddetta “alienazione parentale”».

I bambini vanno ascoltati

Sensi ha richiamato la legge approvata dal Consiglio dei ministri spagnolo che ha messo al bando la Pas e i suoi derivati e ha posto tre domande al ministro: «Quando finirà che le persone vengono giudicate in base a perniciose superstizioni e non per quello che hanno fatto? Come è possibile che possano ancora incidere così tanto, al punto di separare una madre da sua figlia? Come è possibile che in questo Paese l’interesse superiore del bambino, di Stella, si perda in un intrigo di irresponsabilità, con ciascuno che pensa di avere fatto il suo dovere e poi il risultato è che una bambina non può vedere sua madre, colpevole di essere sua madre?». Il riferimento è alla pletora di figure ormai coinvolte nei procedimenti per l’affido dei minori dopo le separazioni: non solo giudici e avvocati, ma periti psicologi e psichiatri, tutori, curatori, assistenti sociali, mediatori. Una folla che spesso fa dimenticare (e ignorare) un obbligo. Ha scandito Sensi: «I bambini vanno ascoltati. Sempre. Anche quando sono piccoli. Direi, SOPRATTUTTO quando sono piccoli. Come Stella. Via dal clangore della casa del bosco, i tifosi della famiglia, gli ultrà dello Stato, c’è in questa Aula, Presidente, Ministro, qualcuno che si proponga di ascoltare Stella e non le pericolose teorie di qualche distopico Stranamore?».

Nordio: «Disposto approfondimento urgente tramite l’Ispettorato»

Il ministro della Giustizia, sostenendo che «il tema della continuità e stabilità affettiva del minore è molto caro a questo Governo» e riconoscendo che il caso della bambina di Monteverde «presenta profili di indubbia delicatezza» anche «per le modalità con cui sarebbe stata eseguita la decisione giudiziaria», ha informato il Senato di aver «disposto immediatamente un approfondimento urgente tramite l’Ispettorato, richiedendo la trasmissione di copia integrale di tutti gli atti processuali non ancora pervenuti» e assicurando il massimo livello di monitoraggio. La promessa in Parlamento è chiara: «Laddove dovessero emergere profili di rilievo disciplinare, eserciterò le prerogative costituzionali riconosciutemi per legge». In altre parole, come prevede l’articolo 110 della Costituzione, potrebbe promuovere l’azione disciplinare nei confronti dei magistrati presso il Consiglio superiore della magistratura.

L’apertura: «Accogliamo contributi per porre rimedio a queste situazioni»

Nordio ha affermato, appunto, che il prelievo forzoso di un minore è una misura estrema, principio ribadito a più riprese anche dalla Garante nazionale per l’Infanzia Marina Terragni (non solo a proposito di Monteverde, ma in generale nel Documento sull’allontanamento dei minori), e che per questo richiede un’indagine approfondita da parte del giudice e l’ascolto del bambino o della bambina, «garantendo il rispetto delle sue abitudini e dei suoi bisogni». Poi il passaggio nettissimo del ministro sull’alienazione parentale «antiscientifica», il richiamo all’importanza della formazione e l’apertura: «Siamo assolutamente disposti a sentire e ad ascoltare e ad accogliere qualsiasi contributo che possa, senza dover interferire con l’opera autonoma della magistratura, porre rimedio a queste situazioni  che di tanto in tanto si presentano in modo da lasciare quantomeno perplesse le persone e qualche volta anche qualcosa di più che perplesse».

La senatrice Valente: “Bene, ma il ministro può verificare l’applicazione della riforma Cartabia”

Valente plaude al fatto che Nordio abbia confermato in Aula «ciò che la comunità scientifica internazionale, il Parlamento europeo e la giurisprudenza di legittimità sostengono da tempo: la sindrome da alienazione parentale è una teoria antiscientifica, priva di qualsiasi fondamento. Bene. Ma limitarsi a riconoscere l’abuso non è sufficiente. Stella è stata prelevata con la forza pubblica dalla sua scuola, separata da sua madre che ha adesso addirittura il divieto di avvicinamento per un anno, nonostante la bambina avesse espresso la propria volontà, nonostante la madre sia seguita da un centro antiviolenza, nonostante sul padre penda un processo per lesioni. Questo è il risultato concreto di una pseudoscienza che continua a produrre danni reali nella vita di bambine e bambini reali».

La senatrice del Pd prende atto che ovviamente il ministro non può intervenire nel merito delle decisioni della magistratura, ma – afferma – «può e deve fare altro: verificare l’applicazione della riforma Cartabia, che impone di limitare l’uso della forza pubblica con i minori a casi davvero eccezionali in cui sia in pericolo la loro vita; garantire che i servizi sociali ricevano una formazione adeguata; sostenere ogni iniziativa legislativa che impedisca alle relazioni peritali fondate sulla Pas di condizionare i procedimenti giudiziari. La Spagna lo ha già fatto, come ha ricordato il senatore Sensi, dobbiamo farlo anche noi. Come Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio abbiamo già acquisito gli atti. Continueremo a seguire questo caso e tutti i casi analoghi».

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