#Finsubito news – Assorbenti gratis: la Sardegna introduce un bonus da 100 euro l’anno contro la povertà mestruale (ma con un limite d’età)


La Regione stanzia quasi 15 milioni di euro per garantire l’accesso ai prodotti mestruali alle ragazze dai 12 ai 20 anni e alle donne in difficoltà. Il contributo sarà disponibile attraverso la Tessera Sanitaria, senza limiti di ISEE per le più giovani

Avere le mestruazioni costa. Ogni mese, per decenni, milioni di donne devono acquistare assorbenti e altri prodotti indispensabili, sostenendo una spesa che non tutte possono permettersi. E mentre in Italia si continua a discutere di period poverty, la povertà mestruale, la Sardegna sceglie di intervenire con un contributo annuale di 100 euro per acquistare prodotti per l’igiene mestruale.

La misura, approvata dalla Giunta regionale guidata da Alessandra Todde, prevede uno stanziamento complessivo di 14,7 milioni di euro in tre anni e si rivolge alle ragazze residenti nell’Isola tra i 12 e i 20 anni, indipendentemente dal reddito familiare, oltre che alle donne di qualsiasi età che vivono situazioni di particolare fragilità.

Leggi anche: Questo è stato il primo Paese al mondo a fornire assorbenti e tamponi gratis a tutte le donne

Una novità significativa, soprattutto per l’ampiezza delle risorse stanziate e per la scelta di non subordinare il beneficio delle più giovani all’ISEE. Ma non è la prima iniziativa regionale contro la povertà mestruale: già nel 2022 il Lazio aveva approvato una legge per rimborsare parte dell’IVA sugli assorbenti alle donne con redditi più bassi, una misura che non ha però trovato continuità nei finanziamenti.

Chi può ricevere i 100 euro

Il provvedimento distingue due categorie di beneficiarie: la prima comprende tutte le ragazze e le giovani donne tra i 12 e i 20 anni residenti in Sardegna, senza alcun limite di reddito; la seconda riguarda le donne di qualsiasi età che siano in condizioni di particolare necessità, documentate dai Centri per la famiglia o da altre strutture pubbliche competenti.

Avranno priorità le situazioni di grave disagio economico, marginalità sociale, emergenza abitativa, accoglienza in strutture dedicate e le donne inserite in percorsi di protezione dalla violenza.

Come funzionerà il bonus e quali prodotti si potranno acquistare

Niente rimborso da richiedere dopo aver fatto la spesa e, soprattutto, nessun obbligo di anticipare denaro. Il contributo sarà infatti caricato sotto forma di credito personale associato alla Tessera Sanitaria e potrà essere utilizzato, anche in più acquisti, presso gli esercizi commerciali convenzionati.

Tra i prodotti ammessi rientrano:

  • assorbenti esterni e interni
  • coppette mestruali
  • mutande e biancheria mestruale lavabile
  • altri prodotti per l’igiene mestruale che saranno individuati dagli atti attuativi

Attenzione, però: l’approvazione del contributo non significa che sia già possibile utilizzarlo. Il comunicato regionale non specifica ancora una data di attivazione, né indica le modalità operative per ottenere il credito. Saranno quindi necessari ulteriori provvedimenti attuativi.

E nel resto d’Italia?

La Sardegna non è la prima regione italiana a intervenire contro la povertà mestruale, anche se la sua misura si distingue per il contributo economico individuale, accessibile alle giovani dai 12 ai 20 anni senza limiti di reddito.

Già nel 2022 il Lazio aveva approvato una legge per rimborsare parte dell’IVA sugli assorbenti alle donne tra i 14 e i 50 anni con ISEE fino a 20mila euro. Un provvedimento che, tuttavia, non ha avuto continuità nei finanziamenti. In Campania, invece, il Consiglio regionale ha avviato da poco un percorso per introdurre distributori gratuiti di assorbenti e tamponi nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, attraverso un progetto pilota proposto dal consigliere Davide D’Errico. L’iniziativa, che prende spunto anche dall’esperienza del Comune di Bacoli, punta a garantire alle studentesse l’accesso immediato ai prodotti mestruali, evitando che una difficoltà economica o la mancanza di un assorbente possano trasformarsi in motivo di disagio o assenza da scuola.

Ne abbiamo parlato qui: Assorbenti gratis nelle scuole in Campania, al via il progetto pilota: “il ciclo mestruale non deve essere vergogna, basta ingiustizie”

La mozione prevede inoltre campagne di educazione mestruale e chiede alla Regione di promuovere una riduzione dell’IVA sui prodotti igienici femminili dal 10% al 4%. Si tratta, però, di una sperimentazione proposta, non di una distribuzione già estesa a tutte le scuole campane.

In Valle d’Aosta, dal 2025 sono stati introdotti distributori gratuiti di assorbenti nelle scuole superiori, mentre in Emilia-Romagna l’Assemblea legislativa ha approvato nel marzo 2026 una risoluzione per contrastare la povertà mestruale e valutare agevolazioni economiche per le persone più vulnerabili.

Anche l’Emilia-Romagna si è mossa: nel marzo 2026 l’Assemblea legislativa ha approvato una risoluzione che impegna la Giunta ad affrontare la povertà mestruale e a valutare agevolazioni economiche per le fasce più deboli.

La particolarità della Sardegna sta dunque nell’aver previsto un contributo annuale individuale, finanziato su base triennale e accessibile senza requisiti reddituali a un’intera fascia d’età. Certo, il bonus sardo non cancellerà tutte le disuguaglianze e 100 euro annui non copriranno necessariamente tutte le spese legate al ciclo mestruale, ma riconoscere pubblicamente questa necessità, prevedendo risorse dedicate e coinvolgendo anche scuole e servizi sanitari, rappresenta un passo concreto.

Fonte: Regione Autonoma della Sardegna

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