Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata al dossier Mafia e Appalti.
Angelo SIINO, di Giuseppe e di Celeste Antonina, nato a S.Giuseppe Jato (PA) il 25/03/1944, ivi residente in Piazza S.Francesco n.3, domiciliato di fatto in Palermo via Marchese Ugo n.74, nel tempo e` stato oggetto di piu` indagini da parte degli organi di Polizia e del complesso di queste si riferira` piu` compiutamente nel prosieguo del presente referto. Al momento interessano quelle condotte sul suo conto, per delega della locale Procura della Repubblica, dal Nucleo Operativo del Gruppo CC. Palermo I^, volte all’accertamento del contenuto di uno scritto anonimo, secondo il quale, in buona sostanza, il SIINO avrebbe favorito la latitanza del noto boss catanese Benedetto SANTAPAOLA.
Le indagini esperite (vds. R.G. n.2621/1 del 01/03/1988), pur non approdando a nulla di concreto circa quanto affermato nell’anonimo, consentivano tuttavia di stabilire, anche attraverso i suoi vincoli di parentela, il collegamento ad ambienti di qualificata estrazione mafiosa. Di fatti egli e`:
– coniugato con tale BERTOLINO Carmela, figlia di BERTOLINO Giuseppe cl.1902 a suo tempo capo della “famiglia ” di Partinico, gia` imputato nel noto c.d. maxiprocesso uno, in quanto ritenuto parte dell’anonima sequestri, espressione operativa finalizzata all’illecita acquisizione di capitali da parte di Cosa Nostra;
– figlio di CELESTE Antonia, componente dell’omonimo nucleo familiare di nota estrazione mafiosa di S. Cipirrello, emigrato nel 1921 per S.Giuseppe Jato e da qui, successivamente, per S.Miniato (PI).
Inoltre il SIINO e` ritenuto soggetto particolarmente vicino ai noti mafiosi BRUSCA Bernando e Giovanni, entrambi di S.Giuseppe Jato, capi famiglia locali, non solo a causa delle numerose occasioni in cui costoro furono visti intrattenersi amichevolmente in conversazione ma, ancor piu`, poiche` il SIINO risulta essere tra i soci della ditta produttrice di calcestruzzi LITOMIX s.r.l. di S.Giuseppe Jato, societa` della quale gli stessi BRUSCA si servirebbero per gestire in regime di monopolio la fornitura dello specifico materiale nella zona.
In tal senso insistevano le risultanze dei Nuclei Operativi del Gruppi CC. Palermo I
e II i quali riferivano all’A.G. con r.g. n.2217/2 e n.3036/14-1 del 09/07/1986 a firma congiunta, diretto all’Ufficio Istruzione, sui quali si ritornera`, specificatamente, in seguito.
Amministratore unico della LITOMIX e` il commercialista GUCCIONE Leoluca, colpito da comunicazione giudiziaria emessa dall’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo – dr. G. Falcone – in data 14/02/1989, poiche` ritenuto responsabile di associazione per delinquere di tipo mafioso per fini economici illeciti in unione, tra l’altro col noto indiziato mafioso MODESTO Giuseppe.
MODESTO Giuseppe, nato a Camporeale (TP), il 06/04/1939, geometra, imprenditore, viene da tempo considerato “uomo di fiducia” degli esponenti di spicco del gruppo corleonese, posizione questa acquisita attraverso i suoi antichi legami con la famiglia mafiosa dei SACCO di Camporeale.
Esemplificativa, per definire la collocazione del soggetto nell’ambito mafioso, le modalita` del suo inserimento quale subappaltante nella fornitura di inerti alla ditta LODIGIANI di Milano per la costruzione della diga GARCIA in agro di Roccamena e Santa Margherita Belice. (vds.r.g.n.2734/45 in data 25/10/1977 del Nucleo Investigativo del Gruppo CC. di Palermo e la requisitoria del P.M., dr.Giuseppe Pignatone, relativi all’omicidio del T.Col. Giuseppe Russo, avvenuto in Ficuzza il 20/08/1977).
Nel tempo la figura criminale del MODESTO ha via via assunto una collocazione sempre piu` precisa sino al provvedimento del mandato di cattura (n.5/89 R.G.U.I. in data 14/02/1989) emesso dal G.I. dr.Giovanni Falcone che lo riteneva responsabile di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata all’acquisizione della gestione e del controllo di attivita` economiche.
Tra il GUCCIONE ed il SIINO corre, tra l’altro, buona amicizia tant’e` che – come risulta da attivita` informativa dei Carabinieri di Palermo – in occasione del carnevale del 1989 si sono recati con le rispettive consorti a Venezia, per trascorrere un breve periodo di vacanza.
Per quanto riguarda il contenuto dell’esposto anonimo sopraciatato,non fu possibile accertare se effettivamente il SIINO avesse favorito la latitanza del boss mafioso SANTAPAOLA. A sostegno del tenore generale dell’anonimo, si stabiliva peraltro che:
– SIINO Angelo effettivamente prese parte in qualita` di socio-consigliere e vicepresidente alla cooperativa agricola “La Sigonella s.r.l.”, sita nell’omonima localita` in provincia di Siracusa e dedita alla produzione di vini e prodotti agricoli in genere;
– della suddetta societa` avrebbero fatto parte, secondo l’anonimo, tali PARDO e Roberto, che sono da identificarsi in PARDO Luigi nato a Niscemi il 24/03/1925 e residente a Catania in via G.Simili n.13 e BRIGNONE Roberto nato a Tunisi il 28/10/1938 e residente a Monteverdi Marittimo (PI), entrambi soci dell’azienda in parola ed il secondo anche membro del consiglio d’amministrazione della stessa. La notizia secondo la quale i suddetti personaggi sarebbero dei prestanomi del SANTAPAOLA non ha potuto avere un riscontro positivo, anche perche` circostanze del genere sono di difficile prova.
Per quanto sopra esposto ed al fine di dare corpo alle insistenti voci, tutte concordi, che volevano il SIINO strettamente collegato alla cosche vincenti, venivana dato inizio ad una serie di attivita` investigative sul conto dello stesso.
Con decreto n.1/89 del 02/01/1989, la Procura della Repubblica di Palermo autorizzava l’intercettazione telefonica dell’utenza n.091/6257664 intestata a BERTOLINO Carmela ed in uso al marito SIINO Angelo. Contemporaneamente iniziava l’intensa attivita` di osservazione, controllo e pedinamento nei confronti di quest’ultimo nonche` una rigorosa ricerca patrimoniale volta a stabilire la presenza sua e/o dei suoi familiari nel panorama imprenditoriale ed economico locale.
In riferimento a quest’ultimo punto si aveva modo di verificare che il SIINO e`:
– personalmente titolare di una societa` a responsabilita` limitata impegnata nel settore del commercio di autoveicoli, l’AUTOTEAM s.r.l., sita presso la locale via Ciullo d’Alcamo n.15;
– titolare dell’omonima ditta individuale di costruzioni sita in S.Giuseppe Jato, al civico 7 di Piazza S.Francesco. Presso lo stesso civico e`, altresi`, ubicata la sede della societa` edilizia SIINO Giuseppe, padre dello stesso Angelo;
– socio della gia` menzionata ditta di produzione di calcestruzzi, LITOMIX s.r.l., corrente in S.Giuseppe Jato.
L’inizio dell’attivita` di intercettazione consentiva, sin dalle prime battute, di stabilire come gli interessi e l’attivita` esercitata dal SIINO fossero solo marginalmente legate al commercio di autovetture. Costui, infatti, si assentava dai locali della concessionaria anche per piu` giorni consecutivi, disinteressandosi chiaramente delle vicende economiche legate a tale attivita`, la cui sorte, peraltro,era affidata a DI PRIMA Eros, impiegato presso quella stessa societa`.
Si doveva stabilire, quindi, quali fossero i reali interessi del SIINO, dato che le abitudini di vita lo facevano apparire individuo effervescente e dinamico, impegnato in intensi rapporti interpersonali.
Quali fossero le attivita` coltivate dallo stesso veniva accertato grazie ad una particolare competenza da lui dimostrata nel corso del dialogo telefonico avuto con il fratello, SIINO Giuseppe Andrea, alle ore 22,52 del 04/01/1989 sull ‘utenza n.091/6257664.
Angelo SIINO forma il 6257677, intestato a MARCHESE Lina, via Liberta` n.112, Palermo, e dialoga con il fratello.
s.= SIINO Angeloa.= SIINO Andrea
– omissis –
a. senti, ha telefonato PUCCIO (BULGARELLA Giuseppe) e dice che non l’ha trovato quello per la 10^ B…
s. no?
a. no, io ho pensato…dico a Li Destri?
s. perche` Li Destri ce l’ha?
a. si ce l’ha;
s. quanto ce l’ha?
a. 7 e 50;
s. eh…ma ce la facciamo con 7 e 50?
a. tutti e tre si per 58 milioni non ce la facciamo in due…
s. porca miseria…-incomprensibile-…a coso…a FARINELLA…
a. ma ho telefonato e non risponde nessuno, sicuramente rientreranno lunedi`…
s. si, lunedi` a…-incomprensibile-…ora e` 21 giorni…
a. ma Angelo, giorno 13 scade, siccome ho verificato che c’e`, quindi potremmo fare prima con questo…
s. va bene, allora diglielo a Li Destri…
a. ci telefoni, io gli ho telefonato stasera, domani ci telefoni…nient’altro…
– omissis –
Il tenore della conversazione rivelava indiscutibilmente come il SIINO trattasse, con perfetta padronanza della materia, problemi inerenti il campo della pubblica edilizia. Figlio e fratello di imprenditori edili, Angelo SIINO, imprenditore anch’egli, pareva quindi interessarsi principalmente di costruzioni anche se lo stabile che avrebbe dovuto ospitare gli uffici della ditta individuale a lui intestata, in effetti, non evidenziava la presenza di alcun dipendente che potesse confermare la reale presenza di una impresa edile.
Mentre padre e fratello gravitano costantemente presso gli uffici ed i cantieri della societa` edile attendendo a tempo pieno alle esigenze tecniche d’esecuzione e gestione dell’azienda, Angelo appariva proiettato verso un’ attivita` che gli imponeva frequentissimi contatti con altri imprenditori senza che cio` potesse trovare una comprensibile e convincente spiegazione, diversa dalla contraria e seria congettura di una sua piena e diretta partecipazione nella manomissione e nel pilotaggio di appalti per la realizzazione di opere pubbliche.
Egli trascorreva e trascorre tuttora buona parte della giornata a bordo delle sue auto, insieme con l’autista ANELLO Francesco nato a Palermo il 21/12/1960, ivi residente via Papa Sergio I^ nr.57, compiendo frequenti viaggi anche in altre province della regione.
Le vetture, di cui dispone, una Mercedes 300 targata PA-918383 e una FIAT Croma Turbo Diesel I.D., sono munite di radiotelefono, strumento, questo, il cui utilizzo e` in rapida espansione data anche la notoria ed obiettiva difficolta` per realizzarne l’intercettazione.
Nella fattispecie, la precedente conversazione telefonica evidenziava l’attivita` compiuta dagli interlocutori al fine di creare un’ associazione temporanea di imprese che potesse partecipare alla gara di appalto per la quale i termini di presentazione sarebbero scaduti il giorno 13 successivo (“…scade il giorno 13…”) ed alla quale il SIINO avrebbe partecipato in associazione con l’impresa facente capo al trapanese BULGARELLA Giuseppe (” PUCCIO” e` infatti il nomignolo con il quale il BULGARELLA viene chiamato dagli amici), nonche` con altra societa` che fosse iscritta alla categoria 10^ B dell’Albo Nazionale o Regionale dei Costruttori.
Il giorno 13/01/1989, il SIINO veniva contattato telefonicamente da tale ingegnere IMBORNONE Pietro residente a Sciacca, libero professionista. La conversazione seguitane rivelava la capacita` del SIINO di “addomesticare” le gare a beneficio di imprese predestinate. L’ing. IMBORNONE chiama il SIINO alle ore 07,51 del 13/01/1989 sull’utenza n.091/6257664:
I = IMBORNONES = SIINO Angelo
S= …pronto…
I= …buongiorno, l’ingegnere IMBORNONE sono…
S= …come sta ingegnere…
I= …ma…tiriamo avanti, io ieri avevo telefonato, forse la ragazza non glielo ha riferito…
S= …ahhh si…ahhh si…me lo ha riferito, esatto;
I= …perche` volevo essere telefonato, perche` abbiamo urgenza…perche` dobbiamo fare quella pubblicazione sulla Gazzetta, mi ha portato -incomprensibile- il testo c’e` sicuramente un equivoco perche` non siamo nelle norme -incomprensibile- perche` e` un miliardo 384 milioni, quindi quel testo che mi ha portato l’ho fatto vedere all’ingegnere D’ALIA (o Galia) che non va per niente bene…
S= …va bene ingegnere, comunque ne parliamo, le cose siccome e` un fatto privato non pensavo che fosse cosi`, comunque ne parliamo di presenza…
I= …va bene, comunque noi la prossima settimana pubblicheremo -incomprensibile- daccordo?
S= …va bene, va bene ingegnere…grazie…
I= …ossequi….
L’ignegnere IMBORNONE e` stato recentemente incaricato di progettare e dirigere i lavori per la realizzazione della “Casa di riposo per anziani Boccone del povero Mule`” in localita` Santa Margherita Belice (AG).
La gara, indetta dall’Ispettorato generale per le zone colpite dai terremoti del gennaio 1968, prevedeva un importo a base d’asta di lire 1.384.383.000 ed il relativo bando era stato pubblicato sulla G.U.R.S. n.116 del 21/01/1989. Peraltro se il bando di gara era stato pubblicato successivamente alla conversazione registrata, non si comprendeva a quale titolo l’IMBORNONE ne discutesse con il SIINO. Inoltre, dal tenore del colloquio emerge che quest’ultimo aveva inviato una bozza del bando di gara al professionista di Sciacca (“quel testo che mi ha portato”) cio` prova che la gara era controllata dal palermitano ancora prima di essere pubblicamente indetta, avendo egli determinato gli stessi termini della pubblica competizione.
L’IMBORNONE, addirittura, chiedeva al SIINO l’autorizzazione alla successiva pubblicazione del bando, il quale, evidentemente, doveva corrispondere alle aspettative ed alla volonta` del SIINO. L’illeicita` patente di quanto trattato induceva il SIINO a tagliare corto:” e` un fatto privato, non pensavo che fosse cosi`, comunque ne parliamo di presenza”.
In prosieguo di tempo si aveva modo di accertare, almeno in due occasioni, l’incontro tra il SIINO ed un certo CASCIO Rosario, imprenditore edile di Santa Margherita Belice. Gli incontri, avvenuti in data 10/03/1989 e 26/04/1989, rispettivamente presso l’AUTOTEAM e l’abitazione del SIINO, erano stati intervallati da contatti telefonici (vds.all.nr.12 e 13). Questo dato rivestiva una fondamentale importanza perche` sara` proprio CASCIO Rosario tramite la societa` EDILCOSTRUZIONI s.p.a di cui e` socio, ad aggiudicarsi la gara di appalto di Santa Margherita Belice, alla quale il SIINO si era dimostrato cosi` interessato ancor prima della pubblicazione del bando di gara, dunque il CASCIO si era rivolto al SIINO per poter ottenere la sicura vincita della gara in oggetto. Era altresi` importante notare come il palermitano fosse in condizione di determinare l’assegnazione di lavori pubblici indetti in altre province sulle quali dovrebbero esercitare invece la loro supremazia le locali organizzazioni criminali.
La ferrea regola che vuole il dominio sul territorio esclusivo appannaggio delle famiglie locali, veniva in questo caso completamente disattesa. La constatazione, sulla base dell’ipotesi investigativa formulata, dava il segno del potere di cui il SIINO godeva.
E` altresi` importante sottolineare che il CASCIO Rosario, confidenzialmente chiamato “Sarino”, risulta in contatto con gli esponenti piu` importanti della citata organizzazione e pedina in altri affari illeciti, di cui si dira` compiutamente in seguito.
CASCIO Rosario, inteso “Sarino”, nato a Santa Margherita Belice (AG), il 03/10/1934, imprenditore, si evidenziava a seguito dell’omicidio del T.Col. Giuseppe Russo, avvenuto in Ficuzza (PA) il 20/08/1977. Dalle indagini emergeva che il CASCIO aveva iniziato, quale unico subappaltatore, a fornire inerti alla societa` LODIGIANI di Milano,, impegnata nei lavori per la costruzione della diga GARCIA in agro di S.Margherita Belice e Roccamena.
L’imprenditore pero` decideva improvvisamente di “non mettere piu` piede” nel cantiere alla sola diretta constatazione che un camion della ditta di MODESTO Giuseppe (vds. pag. 20 del presente referto) stava trasportando inerti per conto della LODIGIANI. Evidentemente il CASCIO aveva subito compreso quale preciso messaggio racchiudesse per lui la presenza dei mezzi del MODESTO. (vds.r.g. n.2734/45 in data 25/10/1977 del Nucleo Investigativo del Gruppo CC. di Palermo e la requisitoria del P.M. dr. Giuseppe Pignatone, relativi all’omicidio del T.Col. Giuseppe Russo).
Proprio questa pronta e silenziosa acquiescenza, a fronte di un rilevantissimo danno economico, consentiva al CASCIO, che non per nulla aveva come socio un fratello del noto mafioso ACCARDO Stefano, di “rimanere nel giro” ed a distanza di tempo, come premio della sua disponibilita`, godere della ripartizione dei profitti delle attivita` economiche gestite dai gruppi mafiosi dominanti.
Allo scopo di meglio definire la reale attivita` svolta dal SIINO, si riteneva opportuno estendere l’attivita` di ascolto telefonico alle utenze istallate presso la concessionaria di autovetture “AUTOTEAM s.r.l.” presso la quale lo stesso era solito fare capo con una certa frequenza indicandola, altresi`, quale recapito per coloro che avessero intenzione di contattarlo.
Sin dal primo giorno, le conversazioni registrate rivelavano l’esistenza di frequenti contatti tra il SIINO e altri imprenditori edili dell’isola, infatti il SIINO veniva cercato spesso, al fine di stabilire successivi incontri personali, dai seguenti imprenditori:
– BULGARELLA Giuseppe, nato ad Erice il 16/11/1939, ivi residente via Pola n.24;
– FARINELLA Cataldo, nato a Gangi il 15/07/1932, ivi residente;
– MORICI Serafino, nato a Palermo il 06/01/1941, iviresidente, interessato alla societa` edile “I.CO.M.”di cui risulta amministratore unico la di lui moglie VICARI Marina Laura;
– MILIOTI Giovanni, nato a Favara il 30/09/1955, titolare della ditta individuale edile, ivi residente via Kennedy I^ traversa.
Di grande interesse era il contatto con MILIOTI Giovanni, fratello di Carmelo, nato a Favara il 29/09/1952, noto mafioso dello stesso centro agrigentino.
Quest’ultimo, sebbene non ufficialmente, esercita l’attivita` imprenditoriale unitamente al fratello Giovanni, avvalendosi, e` superfluo dirlo, del potere di supremazia e di soggezione che il suo stato di mafioso gli conferisce nel contatto con gli altri imprenditori.
Peraltro i contatti con i mafiosi della provincia di Agrigento, non si limitano al precedente; infatti, l’auto del SIINO veniva notata il giorno 12/04/1989 parcheggiata in una via di Sciacca davanti l’ingresso dell’agenzia di viaggi di proprieta` del capo mafia locale DI GANGI Salvatore.
Altro contatto di interesse era quello realizzato con tale EQUIZZI Rosario, imprenditore edile nato a Palermo il 02/05/1929, ivi residente in viale Croce Rossa n.34.
Lo stesso era stato oggetto di indagine, perche` sospettato quale mandante di “lupara bianca”. Le indagini avevano dato pero` esito negativo.
L’EQUIZZI, in associazione temporanea con l’impresa di SIINO Giuseppe, padre di Angelo, partecipava ad una gara di appalto per lavori pubblici svoltasi a Mazara del Vallo il cui risultato finale risultava loro favorevole.
Infatti il giorno 09/03/1988, l’associazione temporanea di imprese SIINO Giuseppe ed EQUIZZI Rosario, si aggiudicava la gara indetta dal comune di Mazara del Vallo per la “realizzazione della nuova tribuna e gradinata del campo sportivo di contrada Affacciata” per un complessivo importo di lire 2.210.541.147, il cui bando di gara era stato pubblicato nella G.U.R.S. n.55 del 30/12/1987. Delle 19 imprese ammesse, solo 7 partecipavano alla gara. Accademico appariva il sistema usato nella licitazione per l’acquisizione dei lavori: una sola offerta percentuale molto alta, una media e le altre molto basse, cosa che consente all’offerta di media entita` di assicurarsi la commessa; nella fattispecie, proprio quella di SIINO-EQUIZZI.
Da alcune telefonate intercettate sull’utenza n.091/547414, intestata all’AUTOTEAM, si aveva la certezza dell’esistenza di alcuni problemi legati alla realizzazione dell’opera. In particolare la conversazione del 17/01/1989 delle ore 17,42 tra SIINO Angelo ed EQUIZZI Rosario, rivelava che al di la` del risultato ufficiale, le imprese riunite, pur aggiudicatarie delle gara, non intendevano provvedere materialmente alla esecuzione dei lavori, concordando con una terza persona, solo successivamente identificata, di ottenere una cifra pari al 5% dell’importo per ognuno dei due lasciando a questa, in effetti, l’onere dell’esecuzione dei lavori (“tu a noi ci dai, il 5% a me il 5% a… e te la vedi tutte cose tu, paghi tutte le spese”). L’accordo, pur avendo la parvenza della legalita`, si configurava sostanzialmente come fatto illecito, poiche` realizzava la fattispecie del ricorso al sub-appalto:”ma questo discorso non e` che si puo` fare ufficialmente”.
Ulteriore riscontro a quanto pianificato dai due imprenditori verra` fornito dalla conversazione in uscita alle ore 22,19 sull’utenza n.091/6257664 intestata a BERTOLINO Carmela, del giorno 08/02/1989, nella quale Angelo SIINO chiama il fratello, Pippo, allo 091/6257677.
S = SIINO Angelo P= SIINO Giuseppe “Pippo”
-omissis-
S= …no, va bene no questo, il fatto di Lombardinovolevo sapere…
P= …ma no niente, discussione, cose no, tutto a posto comunque…
S= …ma chi, chi le faceva queste? Lombardino?
P= …no…no assolutamente, perche` praticamente non. a quanto pare c’e` stato un po` di attacchini…
S= …tra chi?
P= …tra Rosario e compagnia bella…
S= …minchia…ma questo e` un pericolo…che cazzo vuole?
P= …ehhh…
S= …Giuseppe…noi siamo l’impresa capo gruppo…
P= …si va bene…ma tutto risolto Angelo…
S= …mmm…mmm…
P= …si perche` a quanto pare Paolo non gradiva la presenza del capo cantiere…
S= …ho capito…
P= …che lui ce l’ha, ma comunque tutto risolto, tutto a posto…
S= …ma se l’ha chiesto lui il capo cantiere…
P= …ma non l’ho capito…
S= …comunque…
P= …comunque poi ne parli di questa discussione…
S= …va bene, va bene, domani mattina aspetto a questi e vediamo chi sono…
P= …ma non e` che sbagli montagna tu?
S= …ma non lo so Peppino, bisogna vedere che montagna vogliono che… poi se ne parla…
– omissis –
Dalla conversazione era possibile comprendere chi fosse stato “scelto” quale beneficiario dell’illecito subappalto. Questi era LOMBARDINO Paolo. Infatti, costui sara` l’imprenditore che materialmente dovra` provvedere alla realizzazione dell’opera pur non avendo vinto la gara, cui anzi, pur invitato, aveva evitato di partecipare.
LOMBARDINO Paolo, nato a Salaparuta (TP) il 27/06/1936, imprenditore, risulta pregiudicato, indiziato “M” ed ex sorvegliato speciale della P.S..
Il 27/02/1976 il LOMBARDINO Paolo mentre viaggiava sulla sua autovettura lungo l’autostrada in direzione di Partanna, veniva fatto oggetto a colpi di arma da fuoco unitamente all’esponente mafioso ed amico ACCARDO Stefano, nato a Partanna il 18/12/1930.
Nella circostanza il LOMBARDINO veniva trovato in possesso di un assegno di 5 milioni di lire, a lui intestato, a firma del noto trafficante internazionale di stupefacenti GALEOTTI Antonio. Subito dopo l’agguato, il 05/04/1976, in contrada “Ciancio” di Mazara del Vallo, veniva ucciso MESSINA Silvestro e venivano feriti CORDIO Ernesto Paolo e FERRO Giuseppe, mentre 4 giorni dopo, in Mazara del Vallo veniva ammazzato LUPPINO Antonino.
Il 07/03/1978, in Palermo, veniva infine ucciso VANNUTELLI Vito.
Tutti costoro erano i presunti responsabili del ferimento dell’ACCARDO e del LOMARDINO, vittime del capo della “famiglia” mazzarese AGATE Mariano che aveva inteso cosi` vendicare i suoi amici (vds.r.g.2734/116-1977 del 25/08/1878 del Reparto Operativo del Gruppo CC. di Palermo). Il LOMBARDINO, il 10/03/1988, veniva tratto in arresto unitamente ad altri tra cui anche AGATE Giovambattista, fratello di Mariano, in esecuzione del mandato di cattura n.9/88 R.O.C. e n.432/88 A.P.M. emesso dalla Procura della Repubblica di Marsala, perche` ritenuto responsabile di associazione per delinquere di tipo mafioso ed altro.
Il LOMBARDINO e` il maggiore azionista, tramite la moglie FARACI Adriana, della L.R.G. Generale Mediterranea Costruzioni s.p.a.. Il livello mafioso di primo piano del soggetto appare compiutamente evidenziato dall’aver avuto alle proprie dipendenze anche RIINA Gaetano, da Corleone, fratello di Salvatore.
In data 08/05/1989 la Compagnia CC. di Mazara del Vallo, con r.g.n.83/80-18 denunciava AGATE Mariano, AGATE Giovambattista, LOMBARDINO Paolo ed altri per associazione per delinquere di tipo mafioso.
Il rapporto col LOMBARDINO ed il fatto che determini e definisca l’attivita`, in un ambito operativo piu` ampio, di un personaggio di quel calibro, sta a dimostrare il livello di assoluto rilievo raggiunto, nell’organizzazione mafiosa, da parte di Angelo SIINO.
Il dissidio sorto tra l’EQUIZZI ed il LOMBARDINO riguardava la presenza sul posto del lavoro di un capo cantiere non gradito a quest’ultimo(“non gradiva la presenza del capo cantiere”) anche se,a dire dei fratelli SIINO, tale presenza era stata richiesta dallo stesso LOMBARDINO (“ma se l’ha chiesto lui il capo cantiere”) sicuramente perche` si potessero salvare le apparenze ed evitare i sospetti che la presenza di un capo cantiere, a lui legato da vincoli di dipendenza, avrebbe potuto creare tra gli addetti ai lavori e tra gli organi di polizia.
Anche se non si poteva accertare e quindi documentare che il lavoro di costruzione in contrada Affacciata per i lavori allo stadio, era stato effettivamente svolto dall’impresa LOMBARDINO Paolo, si costatava che in data 11/05/1989, all’interno del cantiere summenzionato, vi era la presenza di una autovettura targata TP-248591 intestata al succitato LOMBARDINO nonche` quelle di altri operai alle sue dipendenze (vds.in all. n.4 la relazione di servizio).
Le conoscenze legate al fenomeno mafioso ed i numerosi attentati alle strutture ed alle persone legate all’attivita` imprenditoriale edilizia, evidenziano come ogni territorio sia gestito da un gruppo mafioso che detiene la supremazia locale. Cio` significa che le imprese per poter eseguire qualsiasi tipo di lavoro hanno bisogno dell’assenso di tale potere, ovvero di sborsare ad esso cospicue tangenti sul lavoro svolto. In relazione a questa premessa e tenuto conto dei presupposti investigativi di partenza, se ne deduceva come il SIINO, dotato di una superiore, indiscutibile capacita` organizzatrice e decisionale che faceva capo ai vertici di “Cosa Nostra”, avesse scelto di subappaltare i lavori proprio ad una societa` edile mazzarese, perfezionando con essa un accordo che sostanzialmente soddisfaceva entrambi. Ma il fatto che avesse inteso prima vincere e poi concedere ad altri, ben inteso con un proprio guadagno, i lavori appaltati, senza per questo essere stato oggetto di qulsivoglia pressione, era ulteriore prova che le sue possibilita` “di movimento” nella zona erano quanto mai estese e risolutive sul piano di una ragionata e manovrata dinamica degli imprenditori locali.
In seguito altre considerazioni ben piu` significative verranno a conferma del ruolo effettivo del SIINO nell’ambito dell’imprenditoria isolana.
Per ritornare ai fatti, si ricordera` che dell’impresa LOMBARDINO Paolo era dipendente quel BRUNO Calcedonio, che in data 26/07/1983, si incontro` con LIPARI Giuseppe, COLLETTI Carmelo, boss mafioso ucciso a Ribera, e un ingegnere di Agrigento in relazione ad alcuni lavori stradali da effettuarsi in S.Giuseppe Jato. Di tale incontro si seppe ufficialmente grazie alle dichiarazioni rese da BONO Benedetta, amante del defunto boss di Ribera.
Sia il LOMBARDINO che il BRUNO sono, secondo pregresse indagini, legati al boss mazzarese AGATE Mariano. Entrambi erano in qualche modo coinvolti nella societa` di commercio ittico “Stella d’Oriente”, amministratore della quale era il noto commercialista MANDALARI Giuseppe, inquisito per associazione per delinquere di tipo mafioso e recentemente condannato, unitamente a Saveria Benedetta PALAZZOLO, moglie di PROVENZANO Bernardo, in ordine ad una serie di reati connessi con il riciclaggio di denaro di provenienza illecita.
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