Per comprendere la natura, il profilo e soprattutto gli obiettivi del Biodistretto delle Serre è necessario fare un passo indietro e approfondire, inevitabilmente, il ruolo dei suoi protagonisti. In qualità di soggetto attuatore e capofila del “team” istituzionale c’è il Parco regionale naturale delle Serre, unito in Ats con tre Gruppi di Azione locale: Terre Locridee, Serre Calabresi e Terre Vibonesi. Tutti e quattro i soggetti istituzionali sono impegnati da tempo in un rilancio e in una ridefinizione del proprio peso specifico e delle proprie funzioni.
Il ruolo dei Gal nello sviluppo rurale
Partiamo dai Gal. L’acronimo indica i Gruppi di Azione Locale, che altro non sono se non iniziative di associazione locale con l’obiettivo di strutturare e mettere in atto una strategia partecipativa di sviluppo di un’area rurale. Per farlo, l’approccio scelto è quello noto con un inglesismo, bottom-up: si parte cioè dal basso per procedere verso l’alto, si costruiscono sistemi complessi partendo dai singoli elementi di base. I Gal, definiti inizialmente durante gli anni ’90 all’interno della cosiddetta strategia Leader, grazie alla redazione di un vero e proprio Piano, programmano e incentivano lo sviluppo rurale. Le loro funzioni si sono via via ampliate e oggi, se ben intesi e gestiti, rappresentano una delle principali leve per la programmazione e il rilancio dei territori.
Il Gal Terre Locridee come agenzia di sviluppo
Come è accaduto, ad esempio, a uno dei Gal coinvolti nel progetto del Biodistretto — che è un passo ulteriore considerando la cooperazione interistituzionale che porta con sé —, il Gal Terre Locridee. «Ormai – dice il presidente Francesco Macrì – siamo una struttura che viene riconosciuta come vera e propria agenzia di sviluppo per il territorio, siamo partiti dall’agroalimentare ma abbiamo esteso il nostro ruolo, oggi ci occupiamo di cultura, di turismo, di sociale. Devo riconoscere – aggiunge Macrì – che tutto ciò è avvenuto grazie all’intuizione dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo: con l’input del dipartimento regionale, oggi i Gal hanno assunto una forma e una dimensione nuova e più dinamica». Un dinamismo che per Macrì consiste nella capacità, a differenza di tempo fa, di spendere risorse, di riuscire a «legare insieme le persone, coinvolgere in un lavoro collettivo la gente, le Istituzioni, la Chiesa, che nella Locride ha avuto negli anni passati esperienze di straordinario valore sociale, economico, occupazionale e di prospettiva. Mi riferisco ad esempio al sistema delle cooperative che qui furono immaginate, un sistema che può e deve funzionare».

Dal Gal “sulla carta” alla valorizzazione del territorio
Per arrivare alla collaborazione e alla cooperazione con gli altri Gal nel Biodistretto, Macrì individua nel cambiamento “gestionale” la cartina di tornasole: «Quando abbiamo iniziato il percorso, di fatto, il Gal era sulla carta, faceva piccoli bandi sulle misure strutturali per l’agricoltura, piccoli bandi per i Comuni e poco altro. Oggi cerchiamo di occuparci di tutto, dalla cultura ai concerti, persino ai libri, essendo divenuti casa editrice per testi dedicati all’agricoltura. L’obiettivo, ripeto, è quello di valorizzare le potenzialità del territorio e metterle a sistema».
La Calabria “più Bio d’Italia”
Macrì fa rientrare l’esperienza del Biodistretto delle Serre in questo percorso: «Il biodistretto ha mosso i primi passi qualche anno fa, i tempi per la verità si sono dilatati un po’, ma oggi siamo nella condizione di ridargli linfa e slancio perché è un progetto di straordinaria importanza: mettere insieme chi si occupa di Bio è decisivo. La Calabria è la regione più Bio d’Italia, è un marchio distintivo che si trasferisce nell’assoluta qualità dei prodotti ma non raggiunge, in termini di remuneratività, i produttori. È evidente, dunque, come sia necessario lavorare assieme per coniugare la biodiversità, le produzioni biologiche, la governance dei territori e, attraverso questo schema, far crescere la consapevolezza sulle nostre straordinarie risorse. Penso – aggiunge Macrì – che essenziale sia la promozione: il dipartimento Agricoltura lo ha fatto e bene sul vino, ha iniziato a farlo sull’olio, ma occorre non trascurare le piccole produzioni, quelle colture di nicchia di cui siamo ricchi e che non sono apprezzate quanto si dovrebbe».

Le produzioni di nicchia: dal Maialino nero alle Doc della Locride
Nel Biodistretto delle Serre figurano alcune di queste produzioni di nicchia e Macrì non ha dubbi sulla scelta strategica di valorizzarle: «Penso al Maialino nero d’Aspromonte, molti anni fa una cooperativa lanciata da Monsignor Giancarlo Bregantini si occupava proprio di questo. Un animale che era in via d’estinzione, oggi stiamo convincendo le persone ad allevarli allo stato brado perché il valore della carne è immediatamente riscontrabile. Penso anche al vino e alle due Doc della Locride, così come, tra le tante produzioni, penso anche ai piccoli frutti. Il Biodistretto può e deve essere la cornice per questi prodotti, ma anche il contesto nel quale dispiegano la propria forza i percorsi e i borghi. La sfida, insomma, è quella di legare insieme il territorio e farlo grazie alla sinergia con gli altri Gal e con il Parco regionale. Non è una sfida semplice, intendiamoci, ma il Biodistretto può essere davvero la cornice di un nuovo modo di intendere i territori e le produzioni, con la piena consapevolezza delle risorse che si hanno».
La sfida del dialogo tra imprese e istituzioni
C’è un ultimo aspetto che Macrì tiene a sottolineare, quello del dialogo e della collaborazione in una regione dove, storicamente, lo stare assieme ha sempre rappresentato un problema: «Ci sono delle cose curiose. Quando lanciammo l’idea di candidare la Locride a Capitale della Cultura, francamente non ci aspettavamo il successo che poi c’è stato, sia dalla parte pubblica che da quella privata. Tutti i comuni hanno avuto grandi riscontri, con i cittadini spontaneamente coinvolti. Quel progetto, che per noi era nato quasi per gioco, ci ha fornito un grande insegnamento e un grande stimolo. Il Biodistretto può essere un percorso assai simile, con imprese che collaborano e le istituzioni presenti e in costante dialogo». (adv)
SNAI Area Versante Ionico Serre – “Il Biodistretto del Parco delle Serre e dei territori limitrofi: strategie di marketing, commercializzazione e promozione – Azioni di integrate di animazione e di accompagnamento verso il Distretto del Cibo, tra biodiversità ed agricoltura biologica” cod. intervento APQ A.1.1 – CUP: F39J21018700007 – Finanziato da Regione Calabria
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione Corriere
Source link


