Domenica 05 luglio la consegna con un evento alla presenza di autorità e personalità istituzionali e del mondo dell’arte e della cultura. Lo storico “Cortile delle Muse” di Via San Giuseppe 19 domenica 5 luglio alle ore 20,30 con il Premio Muse versione Estate 2026 è pronto per la consegna dell’ennesimo riconoscimento che come ricorda il presidente Giuseppe Livoti, da 26 anni viene ritirato da volti e personalità importanti del panorama nazionale e non solo e che coincide con la programmazione invernale ed estiva della nota associazione culturale calabrese.
Il Laboratorio delle Arti e delle Lettere “Le Muse” di Reggio Calabria, inaugura il suo primo importante evento di stagione, occasione per l’assegnazione dell’importante “Premio” che ha visto negli anni come testimonial personalità del panorama nazionale ed internazionale
Toccherà questa volta a riceve l’importante riconoscimento ed a imprimere la sua firma sulla tavoletta di argilla cruda realizzata dall’artista Rossella Marra, a Cesare Berlingeri -maestro delle tele piegate.
Un riconoscimento che premia la “Cultura” quella vera ed autentica commenta il presidente Giuseppe Livoti poiché questa volta abbiamo pensato ad una eccellenza che ha portato la Calabria nel panorama dell’arte contemporanea. Cesare Berlingeri, conosciuto come il maestro delle tele piegate, si distingue per l’uso originale della tela, che piegata segna se stessa. Utilizza pigmenti dai colori vibranti, preparati da lui stesso, e un segno minimalista che richiama concetti naturali e originari. La sua carriera si è sviluppata attraverso varie forme espressive, dalla pittura alla scenografia teatrale e alle installazioni site-specific, consolidandosi come figura di rilievo nell’arte contemporanea.
Inizia a dipingere da giovanissimo. Negli anni Sessanta lavora come decoratore di chiese. Nel ‘68 viaggia in Europa immergendosi nel mondo della cultura contemporanea. Gli anni Settanta lo vedono a Roma, dove intraprende la carriera di scenografo e costumista per teatro e televisione ed è responsabile per il settore Arte dei centri servizi culturali CIF della Calabria. L’attività per il teatro è sempre affiancata e contaminata dal suo percorso pittorico, per il quale utilizza agenti atmosferici come pioggia, vento, fuoco e materiali come la calce, la cartastraccia, il cemento e la tela. La prima personale è del 1975 presso la Galleria AxA di Firenze. Nel 1978 inizia un nuovo ciclo di lavori, Trasparenze, opere create sovrapponendo leggerissime tele di lino e presentate anche, nel 1979, alla Galleria Civica di Saint-Vincent. È degli anni Ottanta il ciclo delle Fioriture, grandi tele dipinte ad olio e a smalti industriali con ampi gesti. Nel 1986 partecipa alla collettiva Mostra sul disegno italiano di Tokio ed alla XI Quadriennale di Roma. Nel 1989 la Galleria d’Arte Moderna di Paternò (CT) ospita la personale Nero, Bianco, Rosso e Blu. Le opere in mostra sono per lo più dittici e trittici costituiti dall’accostamento di tele monocrome a lastre di ferro realizzate con tecniche quali pigmenti naturali, smalti, acrilici e cere. Tra gli anni ‘80 e ‘90 le collaborazioni teatrali come scenografo e costumista si intensificano: nel 1981 realizza una grande installazione per la Lunga notte di Medea (regia di W. Schroeter) e scene e costumi per il Candido ovvero… (regia di R. Guicciardini, 1982), Biennale Teatro di Venezia. Per lo Stabile di Calabria cura scene e costumi di Italian Opera Graffiti (regia di N. Costabile e M. Masini, 1987). Dal 1989 al 1995 è docente all’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria, realizzando scene e costumi per vari spettacoli, tra cui: Albergo di montagna (regia di F. Però, 1994), in scena al Festival Internazionale Teatro di Praga e la Lunga notte di Medea (regia di A. Piccardi, 1995) al Festival di Taormina Arte. Per la compagnia “Rossotiziano” di Napoli crea scene e costumi per lo spettacolo Variazioni Majorana (regia di A. Postiglione e F. Saponaro, 1998). Nel 1990, in occasione della mostra Opere Recenti (a cura di Trini, Teatro Vittorio Emanuele di Messina), vengono esposti per la prima volta i dipinti piegati. Già abbozzate sin dal 1976, le Piegature – tele piegate ed impregnate di pigmento puro –vengono esposte nel 1994 e nel 1999 alla Fondazione Mudima di Milano e nel 1995 alla Civica Galleria d’Arte di Gallarate, in occasione della collettiva Riflessione e ridefinizione della pittura astratta. Sono del 2003 le personali alla Mole Vanvitelliana di Ancona e a Palazzo Moroni di Padova. Nel 2005 la Regione Calabria si fa promotrice di due retrospettive: La pittura piegata presso il Castello Aragonese di Reggio Calabria e Materia 1975-2005 presso il Complesso del S. Giovanni di Catanzaro. Nel 2006 presso la MUDIMAdrie di Anversa viene presentato un nuovo ciclo di lavori dal titolo Corpi, opere create con una materia “che agisce come il pane, cioè respira, si gonfia, cresce come la vita, come gli alberi” (C. Berlingeri).
Nel 2007 il MAC Museo de Goiânia sarà la prima tappa di un’antologica itinerante di circa duecento opere che proseguirà al MAM Museo di Arte Moderna di Salvador de Bahia ed al MAM Museo di Arte Moderna di Rio de Janeiro. Tra le più importanti esposizioni del nuovo millenio si ricordano: 11th International Cairo Biennale, (2008-2009); Italian Shape, Anniart 798 Factory, Pechino (2009); Università della Calabria, CAMS Centro Arti Musica e Spettacolo, Cosenza (2009). Nel 2012 si tiene un’esposizione dal titolo Ghiacci ed ombre (a cura di M. Meneguzzo, Casa della memoria Mimmo Rotella e chiesa di Sant’Omobono, Catanzaro).
Dello stesso anno è la personale Andar per stelle (a cura di L. Beatrice e con un contributo musicale di KK Null- Kazuyuki Kishino, Centro culturale Alinate San Gaetano di Padova). Tra il 2013 ed il 2015 i suoi lavori vengono esposti in numerose collettive, tra cui si ricordano: Il libro: d’arte e d’artista (a cura di C. Siniscalco Beit Ha’ir Museum di Tel Aviv-Giaffa); Artisti nello spazio da Lucio Fontana ad oggi: una storia dell’arte ambientale italiana (a cura di M. Meneguzzo, B. Di Marino e A. La Porta, San Giovanni, Catanzaro); Rigorismo (Istituto Italiano di Cultura di New York). Nel 2014 si è tenuta la personale Compenetrazione in cui le opere dell’artista dialogavano con i maestri del Seicento (a cura di F. De Chirico, Galleria Nazionale – Palazzo Arnone, Cosenza). Nel 2017 è a Miami con due personali, inaugurando la Galleria Italia all’interno del Consolato Italiano. Nel 2018 è tra gli artisti presenti alla mostra Contributi al Novecento. Da Boccioni a Rotella ai contemporanei (a cura di B. Corà e T. Sicoli, Fondazione Stelline, Milano). Tra il 2019 e il 2020 le sue opere partecipano alla collettiva Lucio Fontana e i mondi oltre la tela. Tra oggetto e pittura (Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Monfalcone). Il 2021 vede i suoi lavori protagonisti di due prestigiose personali, presso il Palazzo Santa Chiara (Tropea, VV) e presso Villa Rendano (Cosenza). Dell’anno seguente la personale Piegare le stelle presso il loft-galleria di Arimondi Circle a Roma, a cura di C. Biasini, e la retrospettiva Tra il visibile e l’invisibile, a cura di D. Piraina, al Palazzo della Cultura di Reggio Calabria. Nel 2024 l’opera Giallo di cadmio piegato viene acquisita dalla prestigiosa Collezione Farnesina.
Tanti ospiti dell’arte e della cultura per un racconto che vedrà Berlingeri raccontare e raccontarsi nel suo continuo viaggio con il mondo dell’arte- Il presidente prof. Giuseppe Livoti ricorda come «pure per merito delle Muse Reggio è anche approdo di nomi importanti del panorama intellettuale, creativo, umano e come il Premio Muse è libero, indipendente ed autogestito, dimostrando come nella nostra città esistono associazioni ‘culturali’ che credono nella cultura autentica. Vista l’importanza la manifestazione al Cortile delle Muse è aperta all’area metropolitana di Reggio Calabria.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
La Redazione
Source link

