Nel panorama contemporaneo delle terapie non farmacologiche applicate alle demenze degenerative, l’arteterapia si configura non soltanto come uno strumento di stimolazione cognitiva, ma come un autentico ponte esistenziale tra la persona e il mondo che la circonda. Il caso di Angela Belluschi, colpita da una forma avanzata di Alzheimer, e accompagnata dalla costante opera di studio e divulgazione della figlia Laura Tussi, insieme a Fabrizio Cracolici, rappresenta un paradigma significativo di come l’espressione artistica possa continuare a dare voce all’identità della persona anche quando il linguaggio verbale si affievolisce.
La produzione artistica di Angela Belluschi non nasce come semplice esercizio terapeutico, ma come manifestazione spontanea di un universo interiore ancora ricco di emozioni, ricordi e relazioni. I suoi disegni diventano così testimonianze vive di una memoria affettiva che resiste al progressivo avanzare della malattia. In questa prospettiva, l’arteterapia non si limita a contrastare il decadimento cognitivo, ma restituisce dignità alla persona, riconoscendole la capacità di continuare a comunicare attraverso il linguaggio universale delle immagini.
Le radici della memoria: la figura del padre Luigi Belluschi
Per comprendere il valore emotivo e simbolico delle opere di Angela Belluschi è necessario risalire alle radici della sua storia familiare. Nella ricostruzione affettuosa che Laura Tussi offre della vicenda materna, emerge con forza la figura del padre Luigi Belluschi, punto di riferimento fondamentale nella costruzione dell’identità personale della figlia.
Il ricordo del padre rappresenta molto più di una memoria biografica: costituisce un patrimonio emotivo che continua a vivere anche quando la malattia compromette la memoria episodica e cronologica. Le neuroscienze hanno dimostrato come la memoria affettiva sia tra le ultime a deteriorarsi nelle persone affette da Alzheimer. È proprio in questo spazio profondo che continuano a risuonare gli affetti più autentici.
L’atto creativo diventa allora una forma di ricongiungimento con quelle immagini originarie. Attraverso il colore, il segno e la composizione, Angela sembra ricercare inconsapevolmente quella sicurezza emotiva costruita nell’infanzia, trasformando il ricordo del padre in una presenza interiore che continua ad accompagnarla.
Giulio Tussi: la cura come amore quotidiano
Se Luigi Belluschi rappresenta la radice della memoria, Giulio Tussi, marito di Angela e padre di Laura, incarna la continuità dell’amore nel presente.
La dedizione con cui accompagna quotidianamente la moglie costituisce uno degli aspetti più significativi dell’intera esperienza familiare. La cura non viene vissuta come semplice assistenza materiale, ma come espressione concreta di una relazione costruita nel corso di una vita condivisa.
La presenza costante di Giulio crea un ambiente sereno, privo di giudizio e ricco di sicurezza affettiva. In questa cornice relazionale Angela può continuare a esprimersi liberamente attraverso il disegno, senza l’ansia della prestazione né la paura dell’errore.
L’arteterapia, infatti, produce i suoi risultati migliori quando la persona si sente accolta nella propria autenticità . La sicurezza emotiva offerta dalla famiglia diventa così il terreno sul quale il processo creativo può svilupparsi, consentendo all’identità della persona di emergere nonostante la malattia.
Il linguaggio dell’arte oltre la malattia
L’impegno di Laura Tussi nel raccontare il percorso della madre assume un significato che va oltre la semplice testimonianza personale. La sua attività di divulgazione contribuisce infatti a diffondere una diversa cultura della cura, fondata sulla comunicazione nonviolenta, sul rispetto della persona e sulla valorizzazione delle capacità residue.
Nell’arteterapia il punto di partenza non è ciò che la malattia ha sottratto, ma ciò che la persona continua a possedere. Lo sguardo si sposta dal deficit alle potenzialità ancora presenti.
I disegni di Angela Belluschi non sono semplici elaborati artistici: sono frammenti di un dialogo ancora possibile con il mondo. Ogni tratto racconta emozioni, ricordi e vissuti che il linguaggio verbale non riesce più a esprimere.
Questo approccio si inserisce pienamente nella prospettiva della comunicazione nonviolenta. Non impone parole quando esse non riescono più ad affiorare, non corregge ciò che appare incoerente secondo la logica razionale, ma accoglie il significato profondo del gesto creativo. Il colore diventa emozione, il segno diventa relazione, il foglio diventa spazio di libertà .
In questa prospettiva la persona con Alzheimer non è più definita esclusivamente dalla malattia, ma viene riconosciuta come soggetto ancora capace di creare, comunicare e generare bellezza.
Custodire la persona attraverso la creativitÃ
La vicenda di Angela Belluschi, illuminata dalla presenza di Luigi Belluschi e Giulio Tussi e raccontata con sensibilità da Laura Tussi insieme a Fabrizio Cracolici, dimostra come l’Alzheimer possa compromettere molte funzioni cognitive senza riuscire a cancellare il nucleo più profondo dell’essere umano: la sua capacità di amare, di emozionarsi e di entrare in relazione.
L’arteterapia si conferma così molto più di una tecnica riabilitativa. Essa rappresenta una vera e propria custodia dell’essere, una forma di ecologia della mente e dell’anima che restituisce centralità alla persona, preservandone dignità , identità e valore.
Finché esiste la possibilità di creare, esiste ancora uno spazio di libertà . Finché un colore riesce a raccontare un’emozione e un disegno a evocare un ricordo, continua a manifestarsi quella dimensione profondamente umana che nessuna malattia può cancellare del tutto.
L’esperienza di Angela Belluschi ci ricorda, infine, che la cura più autentica nasce dall’incontro tra competenza, amore e rispetto. Ed è proprio in questo intreccio di relazioni, memoria e creatività che l’arte diventa testimonianza di vita, anche quando le parole sembrano non bastare più.
Laura Tussi e Fabrizio Cracolici
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 redazione
Source link





