Legambiente ha monitorato cinque laghi silani: Arvo, Cecita, Ampollino, Ariamacina e del Passante. Dieci le proposte per una gestione sostenibile delle risorse.
La tutela dei laghi silani richiede una visione strategica, capace di mettere in relazione la conservazione degli ecosistemi con una gestione sostenibile del territorio e delle sue risorse. Serve più protagonismo da parte delle istituzioni locali, in primis del Parco nazionale della Sila e dei Comuni rivieraschi, che hanno delegato la gestione della risorsa idrica alle società idroelettriche e alla Regione. Protagonismo delle comunità locali e visione strategica sono tanto più necessari alla luce delle pressioni che insistono su questi bacini, dalla qualità della depurazione agli usi idroelettrici e irrigui, fino alle attività produttive e alla fruizione turistica, che richiedono una forte coerenza tra tutela della natura, legalità e sviluppo sostenibile.
È questo il messaggio con cui Legambiente apre la dodicesima tappa di Goletta dei Laghi, la campagna nazionale dedicata alla tutela degli ecosistemi lacustri. Questa mattina, al Centro Sportivo Lorica, sul lago Arvo (Cosenza), l’associazione presenta il dossier “Laghi Silani 2026”, che raccoglie dieci proposte per la salvaguardia dei laghi della Sila: dalla qualità delle acque alla tutela della biodiversità, dalla gestione delle risorse idriche al turismo sostenibile.
Nel corso dell’incontro Legambiente presenta anche i risultati del monitoraggio microbiologico e chimico-fisico delle acque dei laghi Arvo, Cecita, Ampollino, Passante e Ariamacina, sottolineando che le analisi di Goletta dei Laghi rappresentano oggi l’unico monitoraggio sistematico sullo stato di salute dei laghi silani. Nel dossier, l’associazione mette in evidenza che in Calabria mancano dati aggiornati sulla qualità delle acque superficiali e, in particolare, sui laghi della Sila, nonostante ricadano nel Parco nazionale della Sila, nella rete Natura 2000, nell’Area MAB Unesco e costituiscano risorse strategiche sia per l’approvvigionamento idropotabile sia per la produzione di energia idroelettrica. Le informazioni ufficiali più recenti risalgono infatti al Piano di tutela delle acque della Regione Calabria, basato sui monitoraggi del triennio 2005-2007. Dal 2009 il Piano non viene più aggiornato e, a oggi, la Calabria è l’unica Regione dove non risultano disponibili dati recenti né campionamenti sulla qualità delle acque e dei sedimenti effettuati da Arpacal o dalle Aziende sanitarie provinciali.
Buone notizie sul fronte delle analisi di Goletta dei Laghi, perché i cinque punti monitorati nei laghi Arvo, Cecita, Ampollino, Ariamacina e del Passante, un punto per ciascun lago, sono risultati tutti entro i limiti di legge per quanto riguarda le concentrazioni di escherichia coli ed enterococchi intestinali e i parametri chimico-fisici. Per questi ultimi, tuttavia, Legambiente precisa che le analisi, proprio perché effettuate in un solo punto per ciascun lago, restituiscono un quadro necessariamente parziale: pur evidenziando valori riconducibili alle classi di qualità più elevate (I e II) e inferiori ai limiti previsti per gli scarichi in acque superficiali, richiedono ulteriori approfondimenti per valutare in modo più completo l’eventuale presenza di eccessi di macronutrienti.
“È sicuramente un risultato importante quello che emerge dai monitoraggi 2026 di Goletta dei Laghi sui cinque laghi silani, ma non deve far venir meno l’attenzione sulle pressioni che continuano a interessare gli ecosistemi lacustri – sottolinea Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette Legambiente – La qualità delle acque, infatti, va tutelata nel tempo attraverso una gestione strutturale della depurazione, il completamento e l’efficientamento delle reti fognarie, un monitoraggio costante degli impatti e una progressiva riduzione delle pressioni derivanti dalle attività antropiche, agricole, turistiche e produttive. Le criticità ancora presenti nei sistemi di depurazione, evidenziate nel Dossier presentato oggi, in particolare nei comprensori turistici di Lorica, Trepidò e nelle aree prossime al Lago Cecita, confermano la necessità di completare gli interventi programmati e garantire una gestione efficace e continuativa degli impianti, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica. Mancano dati e la conoscenza della biodiversità lacustre è molto frammentata, ma soprattutto manca il protagonismo del Parco nazionale della Sila che fin qui non è stato capace di svolgere un’azione di indirizzo, sorveglianza e tutela efficace per garantire l’integrità dei luoghi e lo sviluppo sostenibile locale.”
Dopo il focus sulla qualità delle acque e sulle criticità legate alla depurazione, la direttrice di Legambiente Calabria, Silvia De Santis, interviene sugli altri temi evidenziati dal dossier “Laghi Silani 2026”, dalle modalità di gestione della risorsa idrica agli usi idroelettrici dei bacini, fino alle prospettive di sviluppo turistico sostenibile e alla necessità di una governance più trasparente e partecipata: “Il rinnovo delle concessioni idroelettriche dei bacini silani rappresenta un passaggio decisivo per il futuro di questi territori e deve diventare un’occasione per introdurre criteri più stringenti di sostenibilità, trasparenza e partecipazione. La produzione di energia rinnovabile si affianca alla salvaguardia della biodiversità con una gestione maggiormente attenta ed equilibrata della risorsa idrica, un monitoraggio costante degli ecosistemi e indirizzi chiari da parte degli enti preposti alla tutela. È necessario che le comunità locali abbiano un ruolo più centrale nelle decisioni sulla gestione dell’acqua, valorizzando i servizi ecosistemici prodotti dai bacini e garantendo che i benefici derivanti dall’utilizzo di questa risorsa ricadano maggiormente sui territori che la custodiscono. Anche la fruizione turistica dei laghi deve essere regolata attraverso criteri chiari e trasparenti, capaci di coniugare tutela ambientale, sicurezza e valorizzazione sostenibile”.
Il dettaglio delle proposte: 1) Rafforzare lo studio degli ambienti acquatici silani, monitorando gli effetti delle attività antropiche, agricole, zootecniche e della produzione idroelettrica sulla biodiversità, e migliorando il controllo della qualità delle acque attraverso la definizione di una strategia condivisa di gestione delle risorse idriche; 2) Completare l’adeguamento dei sistemi di depurazione e delle reti fognarie dei centri e dei villaggi turistici, riducendo altresì gli apporti inquinanti provenienti da scarichi, agricoltura e allevamenti, con particolare attenzione alle criticità del Lago Ampollino; 3) Proteggere gli habitat acquatici, al fine di contrastare il degrado degli ecosistemi, recuperare gli ambienti naturali compromessi e promuovendo soluzioni basate sulla natura per rafforzare la resilienza dei laghi rispetto alla crisi climatica; 4) Promuovere modelli produttivi sostenibili, incentivando pratiche agricole e zootecniche biologiche allo scopo di ridurre gli impatti delle attività economiche sugli ecosistemi lacustri;5) Limitare nuove urbanizzazioni, recuperando le aree degradate, attraverso il contrasto all’abusivismo edilizio e tutelando il paesaggio dell’altopiano silano, in particolare nelle aree più compromesse; 6 Rafforzare la vigilanza per contrastare bracconaggio, pesca di frodo e altre attività illegali che danneggiano gli ecosistemi naturali; 7) Avviare un percorso tecnico e amministrativo per rendere i laghi silani balneabili, garantendo monitoraggi costanti delle acque e condizioni adeguate per una fruizione sicura; 8) Definire regole chiare per le concessioni turistiche, garantendo la compatibilità con il Parco Nazionale della Sila e la rete Natura 2000, anche attraverso il coinvolgimento dei comuni del bacino imbrifero montano nella gestione della risorsa idrica e della produzione idroelettrica ; 9) Promuovere Lorica e il Lago Arvo come destinazione di turismo lacustre attivo, sostenibile e di qualità, favorendone il riconoscimento nelle iniziative di valorizzazione ambientale come le Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano; 10) Coinvolgere comunità locali, istituzioni e portatori di interesse nella gestione dei bacini attraverso strumenti partecipativi come i Contratti di Lago, migliorando l’informazione pubblica e valorizzando i servizi ecosistemici delle risorse idriche.
Il dettaglio delle analisi microbiologiche: nel lago Arvo il campionamento è stato effettuato presso l’accesso principale del lungolago, sul lato nord, in località Lorica, nel comune di San Giovanni in Fiore (CS). Questo punto viene monitorato dal 2022, anno in cui era risultato fortemente inquinato; dal 2023, invece, le analisi hanno sempre evidenziato valori entro i limiti di legge. Nel lago Cecita il prelievo è stato eseguito nel tratto antistante il Centro Visite Cupone, in località Cupone, nel comune di Spezzano della Sila (CS). Il punto è monitorato dal 2022 e ha sempre fatto registrare risultati conformi ai limiti di legge. Per il lago Ampollino il campionamento è stato effettuato davanti all’ingresso del villaggio, in località Trepidò, nel comune di Cotronei (KR). Anche questo punto viene monitorato dal 2022 e ha sempre evidenziato valori entro i limiti di legge. Nel lago Ariamacina il prelievo è stato effettuato sul lato nord, lungo la strada che conduce alla diga, in località Contrada Casolesi, nel comune di Casali del Manco (CS). Il punto è monitorato dal 2023 e da allora è sempre risultato entro i limiti di legge. Infine, nel lago del Passante il campionamento è stato eseguito sul lato ovest, dietro il villaggio Lagomar, in località Santa Caterina, nel comune di Sorbo San Basile (CZ). Anche questo punto, monitorato dal 2023, ha sempre restituito valori entro i limiti di legge.
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Raffaella Silvestro
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