La gestione digitale delle torri diventa un elemento sempre più rilevante nella strategia delle tower company europee. A un anno dall’avvio della collaborazione con Sitetracker, EuroTeleSites registra miglioramenti nella trasparenza delle attività, nel coordinamento dei progetti e nella standardizzazione dei processi operativi distribuiti nei sei mercati dell’Europa centrale e orientale in cui è presente.
La società, quotata alla Borsa di Vienna e nata dallo spin-off delle infrastrutture passive del gruppo A1 Telekom Austria, gestiva alla fine del secondo trimestre 2026 13.877 siti. Nei primi sei mesi dell’anno ha generato ricavi per 75,9 milioni di euro e ha confermato per l’intero esercizio una previsione di crescita del fatturato compresa tra il 4% e il 5%. L’espansione è sostenuta dalla costruzione di nuove torri, dall’ingresso di tenant diversi dall’operatore principale e dagli interventi necessari per ampliare la copertura 5G, in particolare in Austria.
In questo quadro la piattaforma di Asset lifecycle management adottata da EuroTeleSites non rappresenta soltanto un nuovo strumento informatico. È il tentativo di trasformare un insieme di attività frammentate, spesso gestite attraverso sistemi e procedure nazionali differenti, in un modello industriale comune. Una necessità destinata a crescere insieme al numero dei siti, alla quantità di interventi da realizzare e alla complessità delle relazioni con operatori mobili, fornitori, proprietari dei terreni e autorità pubbliche.
Investimenti elevati richiedono maggiore controllo
Nel 2026 EuroTeleSites prevede di destinare agli investimenti circa il 25% dei ricavi, secondo quanto indicato dalla società. Le risorse serviranno alla costruzione e all’ammodernamento delle infrastrutture nei Paesi dell’Europa centrale e orientale. Si tratta di un’accelerazione rispetto al 2025, quando gli investimenti avevano raggiunto 52,9 milioni di euro, pari al 18,9% del fatturato, concentrandosi su modernizzazione, densificazione e abilitazione delle reti 5G.
Quando la spesa in conto capitale assume queste dimensioni, la capacità di controllare avanzamento, tempi e costi dei singoli progetti incide direttamente sulla redditività. Una torre può richiedere autorizzazioni urbanistiche e ambientali, verifiche strutturali, disponibilità di alimentazione elettrica, accordi con i proprietari dei siti e coordinamento con più imprese esterne. Un ritardo in una sola fase può bloccare le attività successive e rinviare l’avvio dei ricavi da locazione.
La digitalizzazione punta quindi a ridurre la distanza tra pianificazione finanziaria ed esecuzione sul campo. Attraverso il monitoraggio automatico delle tappe di progetto, le notifiche in tempo reale e la condivisione centralizzata dei documenti, EuroTeleSites può individuare prima gli scostamenti rispetto ai programmi e assegnare con maggiore precisione risorse e responsabilità.
Il beneficio non dipende soltanto dalla velocità. Per una tower company è essenziale anche sapere quali lavori sono stati autorizzati, quali risultano completati, quali fatture possono essere approvate e quando un nuovo apparato installato da un tenant può iniziare a generare canoni. Collegare operazioni, contratti e finanza riduce il rischio che dati differenti producano decisioni incoerenti.
Un modello unico per sei contesti regolatori
EuroTeleSites opera in Austria, Bulgaria, Croazia, Macedonia del Nord, Serbia e Slovenia. Ogni mercato presenta procedure autorizzative, regole immobiliari, rapporti con le amministrazioni e prassi operative specifiche. La standardizzazione, pertanto, non può tradursi nell’applicazione rigida dello stesso processo a tutte le attività.
La sfida consiste nel definire una struttura comune, mantenendo la flessibilità necessaria per gestire le differenze locali. La piattaforma adottata consente alla società di utilizzare flussi di lavoro omogenei per le principali fasi del ciclo di vita, adattando singoli passaggi alle prescrizioni nazionali. In questo modo il gruppo può confrontare i risultati dei diversi Paesi sulla base di informazioni coerenti.
Secondo Lars Mosdorf, Cfo di EuroTeleSites, “gestire infrastrutture di torri in sei mercati, ciascuno con il proprio quadro regolatorio e la propria complessità operativa, richiede una piattaforma capace di garantire coerenza senza sacrificare la flessibilità”. La collaborazione, ha aggiunto, ha migliorato in modo significativo trasparenza, collaborazione ed efficienza all’interno dell’organizzazione.
La qualità dei dati è uno dei punti centrali. Se ogni unità nazionale utilizza definizioni diverse per descrivere lo stato di un progetto o di un contratto, la direzione non dispone di una visione realmente consolidata. Rendere obbligatori determinati campi, automatizzare i controlli e strutturare lo scambio digitale delle informazioni permette invece di costruire una base utilizzabile sia dalle funzioni operative sia da quelle finanziarie.
Il cantiere mobile entra nel sistema informativo
Una parte rilevante dei dati sulle torri viene generata lontano dagli uffici. Tecnici e fornitori devono documentare installazioni, interventi di manutenzione, verifiche strutturali e condizioni dei siti. La disponibilità di funzioni mobili consente agli operatori di aggiornare direttamente lo stato delle attività e caricare fotografie o documenti durante il sopralluogo.
Questo passaggio limita la necessità di trasferire successivamente le informazioni da moduli cartacei, fogli di calcolo o messaggi di posta elettronica. Riduce inoltre il rischio che un’attività risulti formalmente aperta nonostante sia già stata completata, oppure che un pagamento venga autorizzato senza disporre di tutte le evidenze previste.
La gestione sul campo assume un valore particolare per infrastrutture distribuite su territori molto estesi. Le torri sono asset fisici esposti a condizioni atmosferiche, usura, corrosione e modifiche del carico dovute all’aggiunta di nuove antenne. La qualità delle informazioni raccolte durante gli interventi condiziona quindi non solo il controllo del singolo progetto, ma anche la capacità di programmare la manutenzione e prevenire criticità.
Il software può rendere più ordinati i processi, ma non elimina automaticamente errori o inefficienze. I risultati dipendono dalla disciplina con cui dipendenti e fornitori aggiornano i dati, dalla qualità dell’integrazione con i sistemi esistenti e dalla capacità del management di utilizzare le informazioni per modificare le decisioni. Il primo anno di implementazione rappresenta dunque una fase iniziale: il valore economico emergerà pienamente quando la base dati storica consentirà di riconoscere ricorrenze, confrontare prestazioni e anticipare i fabbisogni.
Dal progetto alla gestione dell’intero ciclo di vita
L’evoluzione più significativa riguarda il passaggio dal controllo dei cantieri alla gestione dell’intero ciclo di vita dell’infrastruttura. Una torre può restare in esercizio per decenni. Durante questo periodo vengono sostituiti apparati, aggiunti nuovi tenant, effettuati rinforzi e rinnovati contratti relativi a terreni, energia e accesso al sito.
Disporre di un archivio digitale continuo consente di ricostruire la storia tecnica e amministrativa dell’asset. La società può sapere quali interventi sono stati effettuati, quali autorizzazioni devono essere rinnovate, quale capacità residua è disponibile e quali costi di manutenzione sono associati alla singola infrastruttura.
Queste informazioni sono necessarie anche per valutare se aggiornare, trasferire o dismettere un sito. Le strutture, composte prevalentemente da acciaio e calcestruzzo, richiedono una gestione che consideri durata dei materiali, sicurezza e impatto ambientale. La digitalizzazione non rende automaticamente sostenibile l’infrastruttura, ma può migliorare la tracciabilità delle attività e aiutare a prolungare la vita utile degli asset, evitando sostituzioni premature o interventi non coordinati.
In prospettiva, una base dati strutturata può inoltre aprire la strada a modelli di manutenzione predittiva. L’incrocio tra storico degli interventi, caratteristiche tecniche, condizioni ambientali e segnalazioni dei tecnici potrebbe consentire di individuare i siti con una probabilità più elevata di guasto o degrado. Per arrivare a questo livello servono però dati omogenei, integrazioni con sensori e sistemi aziendali e una governance rigorosa degli algoritmi.
Le tower company cercano crescita organica
La trasformazione operativa avviene mentre il mercato europeo delle torri entra in una fase diversa rispetto agli anni delle grandi acquisizioni. Nel 2025 l’attività di fusione e acquisizione ha rallentato, spingendo molti operatori a concentrarsi maggiormente sulla crescita organica, sull’aumento del numero medio di tenant per sito e sull’efficienza del capitale investito.
Per EuroTeleSites questo significa valorizzare la base infrastrutturale esistente e attrarre clienti oltre ad A1, che resta l’anchor tenant. Nel primo semestre 2026 la crescita dei tenant terzi ha contribuito all’andamento operativo insieme all’indicizzazione dei contratti e all’espansione della rete.
L’aumento della tenancy ratio è particolarmente importante nel modello economico delle tower company. Una volta costruita la torre, ospitare un secondo o un terzo operatore può generare ricavi aggiuntivi con investimenti inferiori rispetto a quelli richiesti da un nuovo sito. Per cogliere questa opportunità occorre conoscere rapidamente capacità strutturale, spazi disponibili, condizioni contrattuali e lavori necessari.
La piattaforma gestionale può ridurre i tempi di risposta alle richieste degli operatori e rendere più prevedibile l’attivazione dei nuovi impianti. Tuttavia, non può superare ostacoli esterni quali autorizzazioni lente, opposizione delle comunità locali, aumento dei costi di costruzione o difficoltà nell’accesso all’energia. Anche la pressione finanziaria rimane un fattore da considerare: EuroTeleSites ha indicato che il flusso di cassa positivo continuerà a essere destinato alla riduzione dell’indebitamento.
La corsa europea alla connettività
La domanda di infrastrutture mobili resta sostenuta dagli obiettivi della Bussola digitale europea. Entro il 2030 l’Unione europea punta a garantire connettività gigabit a tutte le famiglie e copertura 5G in tutte le aree popolate. Il rapporto europeo pubblicato nel 2026 fotografa i progressi raggiunti fino alla metà del 2025, ma conferma la necessità di continuare a investire per ridurre i divari territoriali e migliorare la qualità effettiva delle reti.
Nei Paesi dell’Europa centrale e orientale la questione non riguarda solo l’estensione della copertura. Conta anche la capacità di sostenere l’aumento del traffico, collegare aree rurali e industriali e rendere disponibili reti adatte a servizi cloud, applicazioni basate sull’Ai, Internet of things e automazione produttiva.
Le tower company assumono così un ruolo industriale più ampio. Condividendo le infrastrutture passive tra più operatori possono ridurre duplicazioni, accelerare le installazioni e migliorare l’utilizzo del capitale. Perché questo modello funzioni, però, è necessario governare migliaia di asset con processi verificabili e tempi compatibili con le esigenze dei clienti.
Le dichiarazioni diffuse a un anno dall’avvio della partnership indicano che EuroTeleSites ha costruito una base comune per affrontare questa complessità. Non sono stati resi pubblici indicatori dettagliati sulla riduzione dei tempi di progetto o sui risparmi ottenuti, elemento che impedisce di misurare dall’esterno l’impatto economico della piattaforma. I miglioramenti segnalati riguardano soprattutto trasparenza, coordinamento e qualità dell’esecuzione.
È comunque su questo terreno che si giocherà una parte crescente della competizione tra gli operatori infrastrutturali. Avere molte torri non sarà sufficiente. Servirà sapere come sono utilizzate, quali investimenti producono i risultati migliori e quanto rapidamente possono accogliere nuovi clienti e tecnologie. La gestione digitale diventa così il livello invisibile sul quale costruire la rete fisica: meno evidente delle antenne, ma decisivo per trasformare gli investimenti in copertura, capacità e ricavi.
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