Fedrigoni rafforza il proprio percorso di trasformazione industriale puntando su efficienza produttiva, sostenibilità e organizzazione del lavoro. Il gruppo, fondato a Verona nel 1888 e oggi tra i principali player globali nelle carte speciali, nei materiali autoadesivi, nelle etichette e nelle soluzioni RFID, ha avviato insieme alla società di consulenza auxiell un programma pluriennale rivolto alla divisione Fedrigoni Special Papers.
Tre gli obiettivi centrali dell’iniziativa: migliorare le performance produttive, ridurre sprechi e rilavorazioni e accompagnare le persone nell’adozione di nuovi metodi di lavoro. Il progetto interessa tutti gli stabilimenti italiani della divisione e punta a costruire nel tempo un sistema industriale più efficiente, sostenibile e capace di sostenere l’evoluzione del business.
Fedrigoni Special Papers produce carte speciali destinate a settori che vanno dal packaging di lusso all’editoria, dalla stampa digitale all’identità aziendale, oltre a soluzioni tecniche come carte alternative alla plastica, supporti per etichette, prodotti per l’arte e il disegno e materiali dedicati alla sicurezza e all’anticontraffazione.
Nei siti già coinvolti il programma ha prodotto miglioramenti su diversi fronti. L’efficientamento dei macchinari e la revisione delle procedure operative hanno permesso di ridurre gli scarti e le rilavorazioni, favorendo un utilizzo più efficace delle materie prime. Parallelamente è stato avviato un cambiamento organizzativo che introduce metodi condivisi per analizzare i problemi, assumere decisioni e verificare i risultati, con l’obiettivo di rafforzare responsabilizzazione, collaborazione tra funzioni e miglioramento continuo.
Il lavoro ha preso in considerazione l’intero percorso del prodotto, dall’ingresso delle materie prime fino alla consegna al cliente. Per ogni stabilimento sono stati analizzati il funzionamento degli impianti, i flussi dei materiali, la pianificazione, i tempi di attraversamento degli ordini, la qualità e gli indicatori utilizzati per assumere le decisioni. Da questa analisi è stato quindi definito un piano di intervento specifico per ogni sito, con priorità, obiettivi, risultati attesi e criteri comuni di misurazione.
«La crescita di Fedrigoni Special Papers richiede un sistema industriale capace di evolvere insieme ai mercati, ai prodotti e alle esigenze dei clienti. Il percorso avviato con auxiell ci permette di intervenire in modo strutturale sui processi, collegando competitività, sostenibilità e sviluppo delle persone. L’obiettivo non è introdurre singoli strumenti, ma costruire un modello operativo più solido, misurabile e replicabile, in grado di accompagnare nel tempo la trasformazione di Fedrigoni», dichiara Mario Naldini, Operations Director Fedrigoni Special Papers.
«Il lavoro è partito dai processi reali e dai problemi che le persone affrontano ogni giorno negli stabilimenti», aggiunge Luca Fortunato, COO di auxiell. «Abbiamo messo in relazione le performance degli impianti, la qualità, i flussi produttivi e il modo in cui vengono prese le decisioni, perché ridurre uno scarto o una rilavorazione significa allo stesso tempo recuperare capacità produttiva, evitare costi e utilizzare meno materie prime ed energia. La sfida è rendere questi miglioramenti stabili, misurabili e progressivamente replicabili in tutti i siti coinvolti».
La riduzione degli sprechi assume infatti una rilevanza non soltanto economica ma anche ambientale. Un prodotto eliminato o sottoposto a una nuova lavorazione comporta un utilizzo aggiuntivo di materie prime, energia, acqua, capacità degli impianti e ore di lavoro. Intervenire sulla qualità già durante il processo produttivo consente quindi di abbassare contemporaneamente i costi della non qualità e l’impatto ambientale.
Il programma contribuisce anche agli obiettivi ESG al 2030 definiti dal gruppo Fedrigoni. Tra questi figura il traguardo di destinare a recupero il 100% dei rifiuti industriali, azzerando il conferimento in discarica: nel 2025 tale quota aveva già raggiunto il 93%. In un settore ad elevato consumo energetico come quello cartario, inoltre, ogni tonnellata di scarto evitata corrisponde anche a energia che non deve essere impiegata per produrla.
L’efficienza dei processi si inserisce così anche nel percorso con cui Fedrigoni punta a ottenere entro il 2030 una riduzione del 47,1% rispetto al 2019 delle emissioni generate dalle attività produttive e dall’energia acquistata.
Una parte rilevante della trasformazione riguarda inoltre le persone. Fedrigoni e auxiell hanno sviluppato un programma specifico di formazione e affiancamento per chi opera negli stabilimenti, attraverso attività in aula, coaching e sperimentazione sul campo.
Al centro c’è il Percorso Kata, una metodologia che prende il nome dai kata delle arti marziali giapponesi, sequenze di gesti ripetute fino a diventare naturali. Il metodo accompagna i team nella definizione degli obiettivi, nell’analisi degli ostacoli e nella verifica delle soluzioni attraverso i dati, con l’obiettivo di fare del miglioramento continuo una pratica quotidiana condivisa tra stabilimenti, funzioni e squadre.
Anche questa attività si inserisce negli obiettivi del gruppo al 2030 dedicati alle persone, che prevedono il coinvolgimento del 100% dei dipendenti in conversazioni strutturate sulla performance.

«La portata di questo progetto dipende dalla capacità di tenere insieme la trasformazione dei processi e quella dell’organizzazione», spiega Riccardo Pavanato, CEO di auxiell. «In un gruppo delle dimensioni di Fedrigoni, migliorare una singola attività non è sufficiente: è necessario costruire un sistema che renda le performance visibili, aiuti le persone a decidere con maggiore consapevolezza e permetta di estendere le soluzioni efficaci a più stabilimenti. È così che l’efficienza operativa può tradursi in valore economico, ambientale e organizzativo».
Il programma continuerà nel 2026 e nel 2027, con il progressivo coinvolgimento di tutti gli stabilimenti italiani di Fedrigoni Special Papers, il consolidamento delle attività già avviate e la verifica nel tempo dei risultati ottenuti.
Per il gruppo nato a Verona oltre un secolo fa si tratta di un ulteriore passaggio nel percorso di sviluppo internazionale. Fedrigoni conta oggi oltre 5.300 persone in 28 Paesi e 73 sedi, tra stabilimenti produttivi, centri di taglio e centri di distribuzione, e vende più di 25 mila prodotti in 132 Paesi. Il gruppo rappresenta oggi un punto di riferimento mondiale nelle carte speciali per il packaging di lusso e nelle etichette premium per il vino, è il terzo operatore nel mercato dei materiali autoadesivi, il secondo nelle carte per belle arti e disegno con il marchio Fabriano e figura tra i primi cinque produttori di supporti RFID.
auxiell, con sede a Padova e fondata nel 2005, opera invece nella consulenza per il miglioramento delle performance aziendali attraverso interventi integrati su processi, persone e tecnologie. La società conta oltre 100 consulenti e affianca imprese manifatturiere e di servizi in Italia e all’estero, con una presenza anche in Messico e Romania. Nel 2026 auxiell group ha inoltre acquisito la maggioranza di SMAC Automation, società specializzata in automazione industriale e robotica, rafforzando l’integrazione tra competenze di processo, sviluppo delle persone e tecnologie abilitanti.
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Matteo Scolari
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