#Finsubito news – La diretta da Wall Street | Le Borse Usa aprono contrastate, pesa il calo dei chip


Le borse Usa aprono in ordine sparso: il Dow Jones sale dello 0,7%, l’S&P 500 cede lo 0,1% e il Nasdaq cala dello 0,4%. Gli investitori stanno valutando i risultati trimestrali delle banche, mentre il calo dei chip pesa sui mercati.

Le aziende dei semiconduttori proseguono il loro calo, rafforzato dal calo del 5,5% del Kospi: i progressi compiuti dalla cinese CXMT su un nuovo chip potrebbe minacciare i concorrenti coreani e statunitensi, mentre l’amministratore delegato di Broadcom, Hock Tan, ha messo in guardia contro gli investimenti eccessivi nei laboratori di intelligenza artificiale, avvertendo che potrebbero non generare i rendimenti sperati. In questo contesto, Micron perde il 5,6%, SK Hynix il 5,6%, Western Digital il 5,5%, Seagate il 6,1%, Intel il 2,6%, Sandisk il 4,4%, Marvell il 4,8%, Broadcom l’1,4% e Nvidia l’1%.

Il calo del settore legato all’AI sta facendo raffreddare il mercato dei Treasury: il rendimento del T-bond decennale è del 5,21% e quello del trentennale si attesta al 5,56%. Inoltre, gli operatori questa settimana sono in attesa della pubblicazione di importanti dati economici, tra cui l’ultimo dato sull’inflazione Usa.

Sul fronte geopolitico, vanno avanti gli scontri tra gli Houthi e le forze yemenite e saudite. Il portavoce della coalizione guidata da Riad ha dichiarato che presto partirà un’operazione miliatarea Sana’a, una città in Yemen controllata dagli Houthi. In risposta, il gruppo terroristico ha affermato che gli impianti petroliferi di Aramco, compagnia saudita, sono «un obiettivo legittimo». Nel frattempo, il proposto cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina rimane incerto. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in calo: il Wti viene scambiato a 93 dollari al barile (-0,8%) e il Brent a 105 dollari (-1,2%).

Sul fronte della politica monetaria, «è probabile che l’inflazione statunitense torni a salire a settembre, principalmente a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti, mentre le pressioni sui prezzi sottostanti rimangono contenute. Il raffreddamento del mercato del lavoro e le aspettative di inflazione ben ancorate avvalorano l’ipotesi che gli effetti di secondo impatto rimangano limitati. Ci aspettiamo che la Fed mantenga i tassi invariati a ottobre e proceda con un ultimo rialzo a dicembre. Anche nel 2027 dovrebbe beneficiare della moderazione delle tendenze inflazionistiche», afferma David Kohl, chief economist di Julius Baer.

Le trimestrali delle banche

Oggi è anche il giorno della pubblicazione dei risultati trimestrali di alcune delle principali banche americane:

– JPMorgan ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con un utile netto di 15,3 miliardi di dollari, o 5,57 dollari per azione, in crescita del 6% su base annua, ma inferiore rispetto alle attese degli analisti contattati da FactSet a 5,93 dollari. Escludendo perdite nette su titoli per 658 milioni di dollari, l’utile per azione avrebbe raggiunto i 5,75 dollari, ma comunque al di sotto del valore di 5,9 dollari atteso dal mercato. Il titolo sale dell’1,9% dopo la banca ha rivisto al rialzo le sue previsioni per il 2026 in merito al margine di interesse netto. La banca prevede ora che il margine di interesse netto si attesti a 106,2 miliardi di dollari per l’anno in corso. Si tratta di una cifra superiore alla precedente previsione di 105,5 miliardi di dollari e ai 105,4 miliardi di dollari attesi dagli analisti interpellati da FactSet.

– Nel terzo trimestre, i ricavi da consulenza di Goldman Sachs hanno raggiunto 1,65 miliardi di dollari, in aumento del 18% rispetto all’anno precedente, grazie alla conclusione di un maggior numero di operazioni. La banca ha però affermato che il suo portafoglio ordini relativo alle commissioni di investment banking è diminuito rispetto al secondo trimestre, sollevando interrogativi sul ritmo delle operazioni nei prossimi trimestri. Anche le spese della banca sono aumentate, con i costi operativi cresciuti del 20% rispetto all’anno precedente, raggiungendo gli 11,31 miliardi di dollari. Il titolo sale dell’1,6%.

– Citigroup ha dichiarato di aver registrato un «trimestre eccezionale» nel settore dei servizi, con una crescita del 15%. La società ha inoltre riportato un aumento del 6% nella sua divisione bancaria. Negli Stati Uniti, la banca ha affermato di aver registrato un «solido slancio» nel segmento delle carte di credito per consumatori, che ha contribuito alla crescita dei prestiti e a un rendimento superiore al 21%.  L’utile per azione è di 2,85 dollari contro i 2,66 dollari per azione previsti, mentre i ricavi si attestano a 23,85 miliardi di dollari contro i 23,72 miliardi di dollari previsti. Nonostante questi risultati, il titolo perde lo 0,3%.

– Wells Fargo ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto dichiarato di 5,95 miliardi dollari, in aumento del 6% su base annua. I ricavi bancari netti, spiega una nota, sono aumentati del 2% a 21,87 miliardi di dollari, rispetto ai 22,3 miliardi indicati dal consensus di S&P, sostenuti da un incremento del 5% dei ricavi netti da interessi, a 12,52 miliardi. I ricavi diversi dagli interessi sono invece diminuiti dell’1%, a 9,35 miliardi, principalmente a causa dei minori guadagni sugli investimenti in venture capital e della cessione delle attività di leasing di vagoni ferroviari. Il titolo scende dello 0,9%.

Bank of America (-0,2%) e Morgan Stanley (+0,4%) pubblicheranno i loro risultati nella giornata di domani.

I titoli da tenere d’occhio

– Johnson & Johnson: il colosso farmaceutico ha riportato risultati migliori del previsto per il terzo trimestre. J&J ha registrato un utile rettificato di 2,59 dollari per azione su un fatturato di 25,4 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 2,54 dollari per azione su un fatturato di 25,28 miliardi di dollari. Nonostante questi risultati, il titolo perde il 4%.

– Domino’s Pizza: la catena di pizzerie cede l’3,6% dopo che i risultati del terzo trimestre non sono riusciti a impressionare gli investitori. Sebbene gli utili per azione e il fatturato abbiano superato le stime degli analisti, le vendite a parità di negozi negli Stati Uniti sono aumentate dello 0,3%, in linea solo con il consenso di FactSet.

– Syndax Pharmaceuticals: il titolo crolla del 14,7% dopo che la società ha annunciato che l’axatilimab non ha raggiunto l’endpoint primario in uno studio clinico di fase 2 volto a valutare l’impiego dell’anticorpo nel trattamento della fibrosi polmonare idiopatica. «Lo studio MAXPIRe non ha raggiunto l’endpoint primario e siamo delusi da questo risultato, considerata la promettente base scientifica che giustificava l’impiego del farmaco nella fibrosi polmonare idiopatica», ha dichiarato Nick Botwood, responsabile della ricerca e sviluppo di Syndax.

– Six Flags: le azioni del parco divertimenti calano del 10% dopo che un uomo è morto e altri sono rimasti feriti in un incidente sulle montagne russe in Georgia.

– UnitedHealth: il colosso delle assicurazioni sanitarie sale del 2,6% grazie ai risultati del terzo trimestre, superiori alle aspettative degli analisti. UnitedHealth ha guadagnato 4,69 dollari per azione su un fatturato di 112,69 miliardi di dollari. Gli analisti avevano previsto un utile di 4,14 dollari per azione su un fatturato di 111,40 miliardi di dollari, secondo LSEG.

Ore 14:30 Futures sulle borse Usa contrastati. Occhi puntati sulle trimestrali delle banche mentre scendono i chip

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sulle borse Usa sono contrastati: quelli sul Dow Jones salgono dello 0,8%, mentre quelli sull’S&P 500 e sul Nasdaq calano, rispettivamente, dello 0,1% e dello 0,7%. Gli operatori sono impegnati ad analizzare i risultati trimestrali pubblicati dalle principali banche e il forte calo registrato dalla borsa coreana che pesa sui titoli del settore della memoria.

Le aziende dei semiconduttori proseguono il loro calo, rafforzato dal calo del 5,5% del Kospi: i progressi compiuti dalla cinese CXMT su un nuovo chip potrebbe minacciare i concorrenti coreani e statunitensi, mentre l’amministratore delegato di Broadcom, Hock Tan, ha messo in guardia contro gli investimenti eccessivi nei laboratori di intelligenza artificiale, avvertendo che potrebbero non generare i rendimenti sperati. In questo contesto, Micron perde il 5%, SK Hynix il 6,3%, Western Digital il 7,3%, Seagate il 6,7%, Intel il 2,2%, Sandisk il 4,5%, Marvell il 3,3%, Broadcom l’1,4% e Nvidia lo 0,8%.

Il calo del settore legato all’AI sta facendo raffreddare il mercato dei Treasury: il rendimento del T-bond decennale è del 5,19% e quello del trentennale si attesta al 5,55%. Inoltre, gli operatori questa settimana sono in attesa della pubblicazione di importanti dati economici, tra cui l’ultimo dato sull’inflazione Usa.

Sul fronte geopolitico, vanno avanti gli scontri tra gli Houthi e le forze yemenite e saudite. Il portavoce della coalizione guidata da Riad ha dichiarato che presto partirà un’operazione miliatarea Sana’a, una città in Yemen controllata dagli Houthi. Nel frattempo, il proposto cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina rimane incerto. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in calo: il Wti viene scambiato a 92 dollari al barile (-1,5%) e il Brent a 105 dollari (-1,8%).

Sul fronte della politica monetaria, «è probabile che l’inflazione statunitense torni a salire a settembre, principalmente a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti, mentre le pressioni sui prezzi sottostanti rimangono contenute. Il raffreddamento del mercato del lavoro e le aspettative di inflazione ben ancorate avvalorano l’ipotesi che gli effetti di secondo impatto rimangano limitati. Ci aspettiamo che la Fed mantenga i tassi invariati a ottobre e proceda con un ultimo rialzo a dicembre. Anche nel 2027 dovrebbe beneficiare della moderazione delle tendenze inflazionistiche», afferma David Kohl, chief economist di Julius Baer.

Le trimestrali delle banche

Oggi è anche il giorno della pubblicazione dei risultati trimestrali di alcune delle principali banche americane:

– JpMorgan ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con un utile netto di 15,3 miliardi di dollari, o 5,57 dollari per azione, in crescita del 6% su base annua, ma inferiore rispetto alle attese degli analisti contattati da FactSet a 5,93 dollari. Escludendo perdite nette su titoli per 658 milioni di dollari, l’utile per azione avrebbe raggiunto i 5,75 dollari, ma comunque al di sotto del valore di 5,9 dollari atteso dal mercato. Il titolo scende dello 0,6% nonostante la banca abbia rivisto al rialzo le sue previsioni per il 2026 in merito al margine di interesse netto. La banca prevede ora che il margine di interesse netto si attesti a 106,2 miliardi di dollari per l’anno in corso. Si tratta di una cifra superiore alla precedente previsione di 105,5 miliardi di dollari e ai 105,4 miliardi di dollari attesi dagli analisti interpellati da FactSet.

– Nel terzo trimestre, i ricavi da consulenza di Goldman Sachs hanno raggiunto 1,65 miliardi di dollari, in aumento del 18% rispetto all’anno precedente, grazie alla conclusione di un maggior numero di operazioni. La banca ha però affermato che il suo portafoglio ordini relativo alle commissioni di investment banking è diminuito rispetto al secondo trimestre, sollevando interrogativi sul ritmo delle operazioni nei prossimi trimestri. Anche le spese della banca sono aumentate, con i costi operativi cresciuti del 20% rispetto all’anno precedente, raggiungendo gli 11,31 miliardi di dollari. Il titolo sale del 3,7%.

– Citigroup ha dichiarato di aver registrato un «trimestre eccezionale» nel settore dei servizi, con una crescita del 15%. La società ha inoltre riportato un aumento del 6% nella sua divisione bancaria. Negli Stati Uniti, la banca ha affermato di aver registrato un «solido slancio» nel segmento delle carte di credito per consumatori, che ha contribuito alla crescita dei prestiti e a un rendimento superiore al 21%.  L’utile per azione è di 2,85 dollari contro i 2,66 dollari per azione previsti, mentre i ricavi si attestano a 23,85 miliardi di dollari contro i 23,72 miliardi di dollari previsti. Nonostante questi risultati, il titolo perde lo 0,1%.

– Wells Fargo ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto dichiarato di 5,95 miliardi dollari, in aumento del 6% su base annua. I ricavi bancari netti, spiega una nota, sono aumentati del 2% a 21,87 miliardi di dollari, rispetto ai 22,3 miliardi indicati dal consensus di S&P, sostenuti da un incremento del 5% dei ricavi netti da interessi, a 12,52 miliardi. I ricavi diversi dagli interessi sono invece diminuiti dell’1%, a 9,35 miliardi, principalmente a causa dei minori guadagni sugli investimenti in venture capital e della cessione delle attività di leasing di vagoni ferroviari. Il titolo scende dell’1,9%.

Bank of America (+0,3%) e Morgan Stanley (+1,8%) pubblicheranno i loro risultati nella giornata di domani.

I titoli da tenere d’occhio

– Johnson & Johnson: il colosso farmaceutico ha riportato risultati migliori del previsto per il terzo trimestre. J&J ha registrato un utile rettificato di 2,59 dollari per azione su un fatturato di 25,4 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 2,54 dollari per azione su un fatturato di 25,28 miliardi di dollari. Nonostante questi risultati, il titolo perde l’1,8%.

– Domino’s Pizza: la catena di pizzerie cede l’1,6% dopo che i risultati del terzo trimestre non sono riusciti a impressionare gli investitori. Sebbene gli utili per azione e il fatturato abbiano superato le stime degli analisti, le vendite a parità di negozi negli Stati Uniti sono aumentate dello 0,3%, in linea solo con il consenso di FactSet.

– Syndax Pharmaceuticals: il titolo crolla del 12,2% dopo che la società ha annunciato che l’axatilimab non ha raggiunto l’endpoint primario in uno studio clinico di fase 2 volto a valutare l’impiego dell’anticorpo nel trattamento della fibrosi polmonare idiopatica. «Lo studio MAXPIRe non ha raggiunto l’endpoint primario e siamo delusi da questo risultato, considerata la promettente base scientifica che giustificava l’impiego del farmaco nella fibrosi polmonare idiopatica», ha dichiarato Nick Botwood, responsabile della ricerca e sviluppo di Syndax.

– Six Flags: le azioni del parco divertimenti calano dell’8,1% dopo che un uomo è morto e altri sono rimasti feriti in un incidente sulle montagne russe in Georgia.

– UnitedHealth: il colosso delle assicurazioni sanitarie sale del 5,2% grazie ai risultati del terzo trimestre, superiori alle aspettative degli analisti. UnitedHealth ha guadagnato 4,69 dollari per azione su un fatturato di 112,69 miliardi di dollari. Gli analisti avevano previsto un utile di 4,14 dollari per azione su un fatturato di 111,40 miliardi di dollari, secondo LSEG. (riproduzione riservata)


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