Nuove opportunità di collaborazione professionale nell’ambito dell’Amministrazione penitenziaria. Il Ministero della Giustizia ha pubblicato due distinti avvisi rivolti a professionisti interessati a svolgere attività di mediazione all’interno delle carceri.
La prima procedura è finalizzata al conferimento di 2 incarichi per mediatori penali esperti in giustizia riparativa presso la Casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino. La seconda selezione, invece, mira a individuare esperti in mediazione culturale da inserire in un apposito elenco destinato agli istituti penitenziari dell’Emilia Romagna.
Le scadenze da ricordare sono il 19 ottobre 2026 per i mediatori penali a Torino e il 9 novembre 2026 per gli esperti in mediazione culturale in Emilia Romagna. Di seguito tutti i dettagli.
Profili ricercati
Le opportunità pubblicate dal Ministero della Giustizia si rivolgono a due categorie professionali che operano in contesti penitenziari, ma con funzioni differenti.
- Mediatori penali esperti in giustizia riparativa – Torino
La selezione prevede il conferimento di due incarichi professionali presso la Casa circondariale di Torino. I candidati devono essere già iscritti nell’Elenco dei mediatori esperti in giustizia riparativa istituito presso il Ministero della Giustizia.
L’attività si inserisce nell’ambito della giustizia riparativa, con interventi finalizzati alla gestione dei conflitti e alla promozione di percorsi di responsabilizzazione e ricomposizione delle relazioni.
- Esperti in mediazione culturale – Emilia Romagna
La procedura è rivolta a professionisti che possiedono competenze linguistiche e interculturali. L’obiettivo è costituire un elenco di esperti dal quale le direzioni degli istituti penitenziari del distretto della Corte d’Appello di Bologna potranno attingere per assegnare incarichi.
I mediatori culturali contribuiscono a facilitare la comunicazione tra persone provenienti da contesti culturali differenti e il personale penitenziario, favorendo l’integrazione e i percorsi di trattamento dei detenuti stranieri.
Stipendio e compensi previsti
Per la selezione dei mediatori penali presso il carcere di Torino è stabilito un compenso pari a 25 euro lordi per ora di attività, per un totale di 102 ore.
L’importo complessivo previsto per ciascun incarico ammonta quindi a 2.550 euro lordi, comprensivi degli oneri fiscali e previdenziali previsti. Le attività dovranno essere svolte entro il 31 dicembre 2027, secondo il calendario concordato con la direzione dell’istituto.
Per gli esperti in mediazione culturale dell’Emilia Romagna, l’avviso non stabilisce un compenso predeterminato né un numero fisso di incarichi. Le condizioni economiche e il monte ore saranno definiti al momento del conferimento delle singole collaborazioni.
Requisiti di partecipazione
Requisiti per mediatori penali a Torino
Per partecipare alla selezione occorre possedere i seguenti requisiti:
- essere iscritti nell’Elenco dei mediatori esperti in giustizia riparativa tenuto presso il Ministero della Giustizia;
- possedere una laurea magistrale, specialistica o del vecchio ordinamento, oppure una laurea triennale nei casi ammessi dalla normativa applicabile;
- avere un’età superiore a 25 anni e inferiore a 70 anni;
- possedere la cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Unione Europea, oppure il titolo di soggiorno previsto dall’avviso;
- non avere condanne penali o carichi pendenti, comprese le applicazioni della pena su richiesta;
- non essere destinatari di provvedimenti definitivi che comportino l’interdizione dai pubblici uffici;
- non avere rapporti di parentela o relazioni professionali con i detenuti della Casa circondariale di Torino;
- non essere dipendenti del Ministero della Giustizia.
Requisiti per mediatori culturali in Emilia Romagna
Per questa procedura sono richiesti:
- una laurea triennale, specialistica o magistrale in mediazione linguistica e culturale, scienze sociali, scienze dell’educazione, scienze della formazione, scienze antropologiche ed etnologiche, scienze della comunicazione, lingue, scienze politiche o giurisprudenza;
- la conoscenza approfondita di almeno una delle seguenti lingue: arabo, inglese, francese o rumeno;
- un’età superiore a 25 anni e inferiore a 70 anni;
- la cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Unione Europea oppure, per i cittadini stranieri, il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
- l’assenza di condanne penali e procedimenti penali pendenti, oltre alle ulteriori condizioni ostative indicate nell’avviso;
- l’assenza di incompatibilità e cause di inconferibilità dell’incarico;
- l’assenza di un rapporto di lavoro dipendente con il Ministero della Giustizia;
- il possesso della partita IVA oppure l’impegno ad aprirla in caso di conferimento dell’incarico.
Procedura concorsuale
Le due selezioni seguono modalità differenti. Per i mediatori penali di Torino, la valutazione avviene principalmente attraverso l’esame dei titoli e del curriculum professionale. Una commissione valuta l’esperienza maturata nella giustizia riparativa, i titoli post-laurea e l’attività svolta negli istituti penitenziari. L’Amministrazione può inoltre convocare i candidati per un colloquio individuale, senza attribuzione di punteggio.
I due incarichi saranno conferiti ai candidati che avranno ottenuto i punteggi più elevati. È prevista anche una graduatoria utilizzabile in caso di rinuncia o cessazione dell’incarico.
Per gli esperti in mediazione culturale dell’Emilia Romagna, la selezione comprende invece la valutazione dei titoli e un colloquio finalizzato ad accertare l’idoneità dei candidati. Tra gli elementi valutabili figurano le esperienze professionali pertinenti, gli stage, i tirocini, i master, i dottorati, le specializzazioni e le pubblicazioni scientifiche attinenti.
L’esito positivo consente l’inserimento nell’elenco degli idonei con validità di quattro anni. Gli incarichi saranno successivamente assegnati dalle direzioni penitenziarie in base alle esigenze degli istituti.
Materie da studiare
Chi intende partecipare alla selezione per mediatori culturali in Emilia Romagna dovrebbe concentrarsi soprattutto sugli argomenti indicati nell’avviso ufficiale:
- Ordinamento penitenziario: Legge n. 354/1975, con particolare attenzione alle misure alternative alla detenzione e alla risocializzazione;
- Regolamento penitenziario: D.P.R. n. 230/2000;
- Normativa sugli stupefacenti: D.P.R. n. 309/1990, soprattutto per gli aspetti relativi alle misure alternative per le persone detenute tossicodipendenti;
- Mediazione culturale: principi, metodi e tecniche di intervento;
- Pedagogia interculturale: strumenti per favorire il dialogo tra persone con differenti riferimenti culturali;
- Psicologia dell’immigrazione e dell’inclusione: dinamiche legate all’inserimento sociale e alla comunicazione interculturale;
- Normativa su cittadinanza, asilo e immigrazione.
Per la selezione di Torino, invece, è opportuno valorizzare soprattutto le competenze documentate nella giustizia riparativa e le esperienze professionali coerenti con il ruolo. L’avviso non prevede una prova scritta con un programma d’esame da preparare.
Domanda di partecipazione
Le domande devono essere presentate esclusivamente secondo le modalità previste dai rispettivi avvisi, utilizzando gli appositi modelli ufficiali.
Selezione mediatori penali – Torino
La candidatura deve essere trasmessa entro le ore 12:00 del 19 ottobre 2026, tramite PEC intestata al candidato oppure a un suo delegato, allegando in quest’ultimo caso la delega.
L’indirizzo PEC al quale inviare la documentazione è: [email protected].
Alla domanda occorre allegare il curriculum vitae firmato e una copia di un documento d’identità valido, oltre alla documentazione richiesta dall’avviso. Nell’oggetto della PEC va riportata la dicitura relativa alla selezione per il conferimento dei due incarichi di mediatore penale esperto in giustizia riparativa.
Selezione mediatori culturali – Emilia Romagna
Per questa procedura la scadenza è fissata alle ore 24:00 del 9 novembre 2026. La domanda, compilata utilizzando il modello ufficiale, deve essere inviata all’indirizzo PEC [email protected].
È necessario allegare il documento d’identità in corso di validità e la documentazione relativa ai titoli dichiarati.
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