#Finsubito news – Flai, Maribrin: quattro lavoratori senza contratto, cancelli presidiati


Torna a salire la preoccupazione per la situazione occupazionale nello stabilimento ittico Maribrin di Brindisi, dove quattro lavoratori storici a tempo determinato, che negli anni hanno garantito oltre 250 giornate lavorative annue, sono attualmente senza contratto. Una situazione sulla quale interviene la FLAI CGIL di Brindisi, chiedendo alla proprietà di riaprire il confronto e annunciando un presidio davanti ai cancelli della Società MARIBRIN e successivamente sotto la Prefettura per la richiesta di un incontro al Prefetto e al sindaco di Brindisi per affrontare la vertenza. «Non stiamo chiedendo una stabilizzazione a tempo indeterminato. Chiediamo che venga riconosciuta a questi lavoratori una continuità occupazionale di almeno 180 giornate all’anno, indispensabile per garantire dignità e sicurezza economica alle loro famiglie e per non disperdere un patrimonio di professionalità costruito negli anni», dichiara il segretario generale della FLAI CGIL Brindisi, Gabrio Toraldo.
La situazione si è determinata a partire dallo scorso giugno, con la conclusione dei contratti dei quattro lavoratori. Secondo quanto riferisce la FLAI CGIL, per un periodo di circa due mesi la gestione ordinaria di almeno dieci vasche e di circa un migliaio di pesci sarebbe stata affidata a un solo lavoratore neoassunto, chiamato ad affrontare una mole di attività particolarmente rilevante senza poter contare sull’esperienza maturata dai lavoratori storici. Una condizione che, per il sindacato, pone interrogativi anche sotto il profilo dell’organizzazione e della sicurezza del lavoro, oltre che della corretta gestione del ciclo produttivo, considerando che in precedenza l’attività era organizzata attraverso tre turni di lavoro.

«Parliamo di un impianto che richiede presenza, competenze ed esperienza. Non comprendiamo come si possa rinunciare contemporaneamente a quattro lavoratori che conoscono lo stabilimento, le vasche e il ciclo produttivo e che per decine di anni hanno contribuito al funzionamento dell’azienda. Chiediamo che venga garantita un’organizzazione del lavoro adeguata sia alle esigenze produttive sia alla sicurezza dei lavoratori», prosegue Toraldo. La FLAI CGIL pone inoltre una seconda questione. Secondo quanto segnalato dal sindacato, per alcune operazioni di preparazione e trasferimento degli avannotti verrebbe utilizzato personale proveniente da Panittica Italia, stabilimento della stessa proprietà con sede a Fasano. Attività che, secondo la FLAI, potrebbero essere svolte dagli stessi lavoratori Maribrin, consentendo loro di aumentare il numero delle giornate lavorative e, conseguentemente, quelle utili anche ai fini previdenziali. «Ci chiediamo come sia possibile utilizzare lavoratori provenienti da un’altra società, con una diversa partita IVA e differenti modalità produttive, mentre quattro lavoratori storici del sito brindisino restano senza contratto. È un aspetto sul quale, come organizzazione sindacale, chiediamo piena chiarezza. Vogliamo conoscere modalità, condizioni e ragioni di questi spostamenti di personale e capire perché quelle attività non vengano affidate prioritariamente ai lavoratori di Maribrin. Dal nostro punto di vista non è accettabile che questa organizzazione finisca di fatto per comprimere le opportunità lavorative e i diritti dei dipendenti storici dello stabilimento brindisino», afferma Toraldo.

Il sindacato ricorda inoltre che, nella fase iniziale della vertenza, la proprietà aveva rassicurato i lavoratori circa la volontà di non abbandonarli. Rassicurazioni che, alla luce della situazione attuale, per la FLAI CGIL non hanno trovato finora riscontro concreto. Per il sindacato i quattro lavoratori devono quindi essere reintegrati nell’attività dello stabilimento, sia per salvaguardare l’occupazione sia per garantire la presenza delle professionalità necessarie al ciclo produttivo. La FLAI CGIL ritiene inoltre necessario che nel confronto vengano chiariti anche gli investimenti e i finanziamenti ottenuti dall’azienda e la loro relazione con le prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento. Proprio alla luce delle risorse destinate all’attività, secondo il sindacato è ancora più importante conoscere quale sia il progetto industriale e occupazionale previsto per il sito brindisino.
A preoccupare ulteriormente la FLAI CGIL è l’assenza di interlocuzione con la proprietà. Le ripetute richieste ufficiali di incontro avanzate dal sindacato sarebbero infatti rimaste senza risposta. L’obiettivo della FLAI resta quello di aprire un tavolo di mediazione capace di conciliare le esigenze produttive della società con la salvaguardia dei livelli occupazionali. «Abbiamo cercato più volte il confronto con l’azienda, ma fino a questo momento non abbiamo ricevuto le risposte che ci aspettavamo. Per questo chiediamo formalmente un incontro al Prefetto di Brindisi e al sindaco di Brindisi, affinché si possa aprire un tavolo con la proprietà e le parti interessate. Non vogliamo alimentare uno scontro: vogliamo affrontare e risolvere una controversia che riguarda quattro lavoratori, le loro famiglie e il futuro di professionalità importanti per questa realtà produttiva», dichiara Toraldo. Per la FLAI CGIL il rischio concreto è che, in assenza di una soluzione, lavoratori con una lunga esperienza maturata nello stabilimento siano costretti a cercare altrove il proprio futuro, con la conseguente perdita di competenze che hanno contribuito negli anni a mantenere operativa e qualificata la realtà produttiva brindisina. «I lavoratori Maribrin devono tornare al lavoro. La Flai-Cgil chiede alla proprietà di assumersi la responsabilità di riaprire il confronto e alle istituzioni di aiutarci a costruire rapidamente un tavolo: «Bisogna trovare una soluzione che garantisca continuità occupazionale, diritti, sicurezza e prospettive produttive. Non possiamo permettere che professionalità costruite in anni di lavoro vengano disperse nel silenzio», conclude Gabrio Toraldo.

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