#Finsubito news – “IMU precompilata per i Comuni dal ‘27. Dogane, in arrivo i nuovi contrassegni fiscali”


Dalla manovra alla fiscalità delle imprese, fino alla finanza locale e al contrasto agli illeciti, Sandra Savino, sottosegretaria al MEF, ha chiare le priorità del Governo. E tra le novità, l’IMU precompilata dal 2027 e nuovi contrassegni fiscali per rafforzare tracciabilità e controlli dei prodotti sottoposti ad accisa.

Sottosegretaria, quali saranno le priorità della prossima manovra, considerando i margini limitati di finanza pubblica?
«Le priorità sono sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, alleggerire il prelievo sul lavoro e favorire gli investimenti produttivi, salvaguardando la sanità e i servizi essenziali. La solidità dei conti pubblici non va contrapposta alla crescita, perché è una condizione per rendere credibili e duraturi gli interventi. Con margini limitati occorre concentrare le risorse sulle misure più efficaci, valutandone gli effetti sui redditi, sull’occupazione e sulla capacità delle imprese di investire. Il rispetto degli impegni europei deve accompagnarsi a una programmazione pluriennale che dia continuità alle scelte e consenta di migliorare la qualità della spesa. Per il MEF significa verificare coperture, sostenibilità e attuazione delle misure, evitando di disperdere risorse in interventi frammentati».

Per le imprese, invece, quali interventi strutturali servono per recuperare competitività?
«La competitività richiede un contesto nel quale sia conveniente assumere, investire e crescere, senza compensare con incentivi temporanei ostacoli strutturali. Dobbiamo proseguire nell’alleggerimento del carico fiscale sul lavoro e intervenire sui costi amministrativi, sui tempi delle autorizzazioni e sull’incertezza delle regole. Non si tratta di competere comprimendo le retribuzioni, ma di ridurre la distanza tra il costo sostenuto dall’impresa e il reddito disponibile del lavoratore, aumentando nello stesso tempo il valore prodotto. Sull’energia occorre rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, le reti e la capacità di produzione, mentre infrastrutture e procedure efficienti devono accompagnare l’accesso ai mercati internazionali. Considero inoltre importante favorire la capitalizzazione e le aggregazioni, affinché la crescita dimensionale sia un’opportunità accessibile anche alle imprese più piccole».

E, con riferimento alle Pmi, come favorire investimenti e accesso al credito senza moltiplicare gli incentivi?
«Un investimento industriale si programma su più anni e il sostegno pubblico deve offrire un orizzonte coerente, con requisiti chiari e tempi attendibili. La legge di bilancio 2026 ha rifinanziato la Nuova Sabatini, mentre il Fondo di garanzia per le Pmi facilita l’accesso ai finanziamenti attraverso una garanzia pubblica. Questi strumenti vanno coordinati con le agevolazioni per l’innovazione e l’efficienza energetica, evitando sovrapposizioni e adempimenti sproporzionati per le aziende più piccole. Le garanzie devono sostenere progetti validi senza sostituire la valutazione del rischio, mentre accanto al credito bancario occorre favorire l’apporto di capitale privato. L’efficacia delle risorse pubbliche va misurata sugli investimenti aggiuntivi attivati, sui miglioramenti produttivi e sui risparmi energetici ottenuti, non soltanto sugli stanziamenti».

Gli investimenti, però, devono tradursi in produttività. Come sciogliere questo nodo strutturale?
«Aumentare la produttività significa mettere le persone e le imprese nelle condizioni di generare maggiore valore attraverso investimenti, competenze e una migliore organizzazione. L’intelligenza artificiale e la digitalizzazione possono offrire un contributo importante, purché siano accompagnate da formazione e capacità di riorganizzare i processi aziendali. Occorre rafforzare il collegamento tra università, formazione tecnica e imprese, favorendo la ricerca applicata e l’aggiornamento professionale anche nelle realtà più piccole. Dobbiamo inoltre intervenire sui tempi della giustizia civile e sull’efficienza amministrativa, perché la qualità dei servizi pubblici concorre alla competitività. Nel medio periodo l’obiettivo è una maggiore produttività per ora lavorata che sostenga salari reali più elevati, da valutare insieme agli investimenti in ricerca e alla diffusione delle tecnologie nelle imprese».

Sul fronte fiscale, quali saranno i prossimi passi per alleggerire il prelievo senza compromettere i conti?
«La riduzione dal 35 al 33% della seconda aliquota IRPEF, per la quota di reddito oltre 28.000 e fino a 50.000 euro, è un primo importante risultato della legge di bilancio 2026. La direzione deve restare quella di alleggerire il carico sui contribuenti, con attenzione al ceto medio, e rendere più semplice il rapporto con l’amministrazione attraverso norme coordinate e meno adempimenti. È l’impostazione liberale che porto al MEF, perché chi lavora e produce ha bisogno anche di certezza del diritto. Sul contrasto all’evasione, il collegamento tra POS e registratori telematici offre uno strumento per utilizzare meglio le informazioni, distinguendo sempre le frodi dagli errori formali. La revisione delle agevolazioni deve valutarne finalità e risultati, proteggendo quelle che rispondono a bisogni effettivi. Le riduzioni permanenti delle imposte richiedono coperture stabili, senza confondere recuperi occasionali e miglioramenti strutturali delle entrate».

Lei ha anche la delega agli enti locali, come è possibile rafforzare i bilanci dei Comuni senza aumentare le tasse?
«Nella finanza locale è essenziale che alle funzioni attribuite ai Comuni corrispondano risorse adeguate e prevedibili, ma è altrettanto necessario migliorarne la capacità di riscossione. Su questo stiamo offrendo un supporto concreto, anche attraverso la sperimentazione, il cui avvio è previsto nei primi mesi del 2027, dell’IMU precompilata, un progetto che stiamo portando avanti con PagoPA, ANCI, Agenzia delle Entrate e Dipartimento delle Finanze. L’obiettivo è semplificare gli adempimenti per i cittadini e rendere più efficiente e tempestiva la riscossione, senza aumentare gli oneri amministrativi per gli enti. L’autonomia finanziaria non può ridursi alla possibilità di aumentare il prelievo locale, ma deve tradursi in una gestione più efficace delle entrate, accompagnata da trasferimenti tempestivi e meccanismi perequativi che considerino i fabbisogni e le diverse capacità fiscali, con particolare attenzione ai piccoli Comuni. Anche il contributo agli equilibri di finanza pubblica deve tenere conto di queste differenze. Occorre inoltre garantire la sostenibilità delle opere realizzate con il PNRR, prevedendo personale, manutenzione e costi di gestione, perché un nuovo asilo rappresenta un risultato concreto per la comunità non soltanto quando viene costruito, ma soprattutto quando può aprire e funzionare nel tempo».

Un’altra sua delega strategica, le dogane: è previsto un intervento contro gli illeciti nei prodotti accessori ai tabacchi? E quali novità sono in arrivo?
«Si tende spesso a trasformare la legge di bilancio in un provvedimento omnibus. Ma sulle misure fiscali stiamo facendo un grande lavoro soprattutto fuori dalla Manovra. In questi anni, grazie anche al lavoro portato avanti dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli e dalla Guardia di Finanza, abbiamo rafforzato il contrasto agli illeciti, all’evasione e all’elusione fiscale, conseguendo risultati di assoluto rilievo, non solo nel comparto dei prodotti da fumo. Vogliamo consolidare questo percorso, coniugando la semplificazione degli adempimenti con una maggiore efficacia dei controlli, anche grazie alle opportunità offerte dalla digitalizzazione. Con ADM stiamo portando avanti, ad esempio, il progetto di innovazione dei contrassegni fiscali di Stato per le bevande spiritose, le cosiddette fascette, sviluppato in collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che ho seguito personalmente. La sperimentazione prevede anche la possibilità di introdurre un QR code per migliorare la tracciabilità dei prodotti e rafforzare i controlli. Il decreto sarà pronto a breve, con l’obiettivo di rendere il sistema più moderno ed efficiente, tutelando il gettito erariale, i consumatori e le imprese che operano nel rispetto delle regole».




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