Limitazioni al traffico, divieto di accendere barbecue e falò, prescrizioni nelle temperature da mantenere all’interno delle case. Sono solo alcune delle misure contenute nelle ordinanze anti smog che nei giorni scorsi sono state adottate da molti Comuni del Vicentino.
“Molti”, appunto, perché all’appello mancano ancora diversi centri della provincia. Ad avere apposto la propria firma sul documento che introduce divieti e limiti per ridurre le emissioni e cercare di migliorare la qualità dell’aria sono stati comunque la maggioranza: 92 sindaci su 112. E qualcuno dei 20 “ritardatari” ha già spiegato come la firma del documento sia prevista per i prossimi giorni.
Secondo il Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera, in linea con il nuovo Accordo di bacino padano, tutti i Comuni del Veneto sono tenuti all’adozione delle ordinanze, che possono prevedere vincoli e limiti più o meno ferrei a seconda della posizione geografica e delle dimensioni del comune stesso. Le azioni degli enti, in vigore fino al 30 aprile, sono coordinate dai Tavoli tecnici zonali, costituiti a livello provinciale.
Le ordinanze
A non avere ancora ottemperato, nel Vicentino, sono i comuni di Agugliaro, Alonte, Asiago, Asigliano Veneto, Bressanvido, Cogollo del Cengio, Enego, Foza, Gallio, Lusiana Conco, Malo, Monteviale, Montorso Vicentino, Nogarole Vicentino, Pedemonte, Pozzoleone, Quinto Vicentino, San Pietro Mussolino, Valdastico, Villaga.
Questo è almeno quanto emerge dalle comunicazioni delle amministrazioni alla Provincia e dagli albi pretori dei singoli comuni. Non sono in molti, in ogni caso, tra quanti hanno già firmato, ad avere dato notizia delle ordinanze nelle homepage e nelle sezioni “News” dei rispettivi portali web, un’azione che potrebbe contribuire ad informare puntualmente i cittadini sulle misure in vigore.
Si ripresenta, dunque, la situazione dell’anno scorso: anche nei primi giorni del novembre 2025 circa venti sindaci non avevano ancora firmato le ordinanze. Anche quest’anno, gli enti sembrano muoversi in ordine sparso. Le ordinanze, in sostanza, prevedono limitazioni al traffico veicolare, nei comuni compresi nell’agglomerato di Vicenza o con popolazione superiore a 10 mila abitanti, per i mezzi e le moto più datati e inquinanti, nonché il divieto di combustione di ramaglie, foglie, residui vegetali all’aperto; i testi prevedono poi limitazioni alle temperature nelle abitazioni, nei negozi, negli uffici e il divieto di combustione di biomasse con stufe e caldaie inferiori a 3 e 4 stelle in presenza di sistemi di riscaldamento alternativi.
Le disposizioni regionali riguardano anche l’agricoltura e gli allevamenti, in particolare per quanto riguarda le pratiche di fertilizzazione con liquami zootecnici.
Aria pulita
La qualità dell’aria, in questi giorni, non sembra comunque destare preoccupazione. Secondo gli ultimi dati dell’Arpav, riferiti a giovedì scorso e pubblicati con il bollettino di venerdì, la media giornaliera di Pm10 misurata dalla centralina dei Ferrovieri è stata pari a 22 microgrammi per metro cubo, con una qualità dell’aria considerata “buona”, mentre quella della stazione di Quartiere Italia è stata di 27 microgrammi per metro cubo (“accettabile”) e quella di San Felice di 29.
Aria “buona” anche a Schio, con 14 microgrammi su metro cubo, e a Bassano del Grappa, con 8 microgrammi. In ogni caso, è importante non abbassare la guardia: sempre dal bollettino dell’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto emerge come il valore limite di Pm10, fissato a 50 microgrammi su metro cubo, dall’inizio dell’anno sia stato superato 24 volte nella zona dei Ferrovieri, 25 volte a San Felice, 22 a Quartiere Italia, 10 a Schio e sempre 10 a Bassano del Grappa.
Le misure di contenimento messe in atto dai Comuni sono modulate su tre gradi di allerta, basati sul numero di giorni consecutivi nei quali è stato superato il valore limite. Si ha il livello verde, corrispondente a nessuna allerta, quando i giorni di sforamento sono meno di quattro; il livello arancio, cioè il primo grado di allerta, quando i giorni sono almeno quattro, e il livello rosso, che corrisponde al secondo livello di allerta, quando le giornate di superamento della soglia sono state almeno dieci. Si rientra al livello verde quando il valore limite giornaliero è rispettato per almeno due giorni consecutivi.
Bassano, Schio, Thiene: il “sistema a semaforo”
A Bassano l’ordinanza antismog è già in vigore e accompagnerà la città fino al 30 aprile, secondo un sistema di limitazioni modulato sulla base dei livelli di qualità dell’aria rilevati da Arpav. «Una misura che ormai fa parte della programmazione ordinaria – spiega l’assessore all’Ambiente Andrea Viero -. L’applicazione è definita secondo standard condivisi e scatta automaticamente sulla base delle indicazioni dell’Arpav». Il riferimento è al “sistema a semaforo” che individua tre livelli di allerta: verde, arancio e rosso. Le soglie sono stabilite attraverso le rilevazioni del Pm10 e il numero di giornate consecutive di superamento dei valori critici.
A ciascun livello corrispondono restrizioni diverse. Ieri, primo novembre, il semaforo Arpav indicava il livello verde per la zona di Bassano, senza quindi l’attivazione delle misure. Le limitazioni alla circolazione riguardano una zona circoscritta del centro storico, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19.30, e sono differenziate in base alla tipologia dei veicoli e al livello di allerta: con il verde, l’accesso è comunque precluso ai mezzi a benzina E0 ed E1 (diesel fino a E4); con l’arancio e il rosso il divieto è esteso agli E2 a benzina e ai diesel E5. Accanto alle restrizioni sul traffico, l’ordinanza prevede una serie di disposizioni estese all’intero territorio comunale. Nel settore agricolo restrizioni allo spargimento di liquami e concimi a base di urea.
Da ieri, domenica 1 novembre, anche a Schio sono entrate in vigore le nuove disposizioni sul riscaldamento previste dal piano antismog, valido fino al 30 aprile. Gli impianti negli uffici pubblici e privati, nei cinema, teatri, musei, biblioteche, bar, ristoranti e negozi potranno essere accesi fino al 12 aprile, con spegnimento anticipato rispetto alla consueta scadenza del 15. Restano esclusi ospedali, case di cura, scuole dell’infanzia, asili nido e piscine. La temperatura negli ambienti non potrà superare i 19 gradi, con una tolleranza di due gradi. Nei negozi e nei locali aperti al pubblico sarà vietato tenere le porte costantemente aperte con il riscaldamento acceso, salvo l’utilizzo di sistemi equivalenti, come le barriere d’aria. Sul fronte della circolazione, il divieto riguarda alcune vie del centro storico, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.30. Previste deroghe per mezzi di soccorso, forze dell’ordine, trasporto pubblico, veicoli per persone con disabilità, auto storiche o con almeno tre persone a bordo. Esclusi anche i mezzi commerciali diretti al mercato del mercoledì e del sabato. La sanzione è di 168 euro.
Misure antismog anche a Thiene, dove l’ordinanza è in vigore dal 5 ottobre al 30 aprile 2027. Il provvedimento, finalizzato a contenere le polveri sottili e migliorare la qualità dell’aria, limita la circolazione dei veicoli più inquinanti dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19.30, in alcune vie cittadine. Prevede inoltre limiti alle temperature negli edifici e all’utilizzo di stufe e caminetti a biomassa, il divieto di bruciare residui vegetali all’aperto e restrizioni per i falò. Nelle giornate di allerta arancio o rossa sono vietati anche i barbecue a legna e carbone nelle attività di ristorazione.
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