#Finsubito news – La povertà energetica peggiora la salute degli anziani


Quando riscaldare casa diventa troppo costoso, ridurre i consumi energetici può sembrare l’unica soluzione, specialmente per le famiglie meno abbienti. È il dilemma heat or eat (“riscaldati o mangia”) e il fenomeno è studiato dagli economisti sotto l’ombrello della povertà energetica.

Secondo recenti stime dell’OIPE, l’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica, ospitato dal Centro Studi di Economia e Tecnica dell’Energia “Giorgio Levi Cases” dell’Università di Padova, in Italia si trovano ad affrontare questa situazione 2,4 milioni di famiglie, ovvero più del 9% della popolazione del Paese.

Chi si trova in una condizione di povertà energetica non soffre solo il freddo di inverno e, sempre di più, il caldo in estate: la letteratura scientifica disponibile associa l’incapacità di pagare le bollette a problemi di salute sia fisica sia mentale. Una temperatura domestica inadeguata infatti si traduce in uno stress fisiologico per il corpo umano, che ha ricadute a livello respiratorio e cardiovascolare. Può anche compromettere il sonno, con conseguenze sulla memoria e sul benessere mentale.

Ora un nuovo studio pubblicato The Journal of Economic Behavior and Organization, esplora più in dettaglio questa correlazione, specialmente tra gli anziani, che solitamente spendono in casa gran parte del tempo. Il legame più rilevante evidenziato dallo studio è quello tra povertà energetica e declino della forza muscolare, che può essere considerato una misura della fragilità degli anziani.

Il freddo e il caro vita

Il lavoro condotto da Martina Celidoni e Paola Valbonesi del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova, assieme a Raffaele Miniaci dell’Università di Brescia, ha utilizzato informazioni disponibili sul database SHARE (Survey of Health, Ageing and Retirement in Europe), che riunisce dati demografici e socioeconomici, nonché informazioni sulle condizioni di salute delle persone con età superiore ai 50 anni di 11 paesi europei (Austria, Germania, Svezia, Spagna, Italia, Francia, Danimarca, Belgio, Polonia, Lussemburgo, Portogallo).

Circa l’8% degli individui del campione analizzato vive in famiglie che hanno scelto (nei 12 mesi precedenti alla raccolta dei dati) di sopportare il freddo in casa per risparmiare sulle spese di riscaldamento e riuscire a contenere il caro-vita.

Per valutare la forza muscolare, gli autori hanno considerato la forza della stretta della mano (grip strength). Sono state adottate soglie di riferimento pari a 20 kg per le donne e 30 kg per gli uomini: valori inferiori indicano un possibile rischio di sarcopenia, ossia una condizione caratterizzata dalla progressiva perdita di massa e funzionalità muscolare, associata principalmente all’invecchiamento e aggravata dalla ridotta mobilità.

Per stimare gli effetti della povertà energetica, i ricercatori hanno anche utilizzato dati Eurostat che riportano le variazioni meteorologiche regionali e le conseguenti necessità di riscaldamento. L’indicatore preso in esame è quello degli Heating Degree Days (HDD).

I ricercatori hanno trovato nei risultati ottenuti una conferma di quanto si aspettavano: “gli individui in condizioni di povertà energetica presentano condizioni di salute peggiori” scrivono nel paper. “La condizione di povertà energetica aumenta la probabilità di dichiarare un cattivo stato di salute, riduce la forza della stretta della mano, accresce la probabilità di sviluppare sarcopenia e quella di ricevere una diagnosi di malattia polmonare cronica. Inoltre, è associata a un maggior numero di sintomi depressivi e a un minor numero di parole ricordate”.

Fragilità non solo economica

Lo studio fornisce inoltre una misura quantitativa precisa di questi effetti negativi sulla salute degli europei over 50, esposti a temperature domestiche inadeguate. Mentre la media della forza della stretta della mano nel campione considerato è di circa 34 kg, negli individui in condizione di povertà energetica questa misura subisce una diminuzione di circa 9 kg, ossia il 25% della media campionaria, sottolineano i ricercatori.

“Tale riduzione è clinicamente significativa (…) e porterebbe un individuo con una forza muscolare media molto vicino alle soglie cliniche per la diagnosi di sarcopenia. Ciò implica che la povertà energetica non determina soltanto un indebolimento marginale, ma può effettivamente condurre un anziano in buona salute a una condizione di fragilità fisica”.

Oltre al dato clinico, per una persona anziana una diminuita forza muscolare può tradursi in maggiori difficoltà nelle attività quotidiane, maggiore vulnerabilità fisica e una perdita di autonomia.

L’inverno alle porte

Nell’inverno in arrivo sarà soprattutto l’aumento del prezzo del gas naturale, causato dalle tensioni geopolitiche internazionali, a gravare sul costo dell’energia per le case delle famiglie italiane ed europee. Il caro-vita è poi aggravato dal costo del gasolio, che è salito alle stelle da quando i regolari flussi attraverso lo stretto di Hormuz sono stati interrotti.

Oltre alle guerre però, altri fattori possono far aumentare i costi di petrolio e gas. Per favorire il passaggio a soluzioni più sostenibili, le politiche di decarbonizzazione possono portare a un aumento dei costi delle fonti fossili, seppure l’obiettivo sia quello di disincentivarne l’utilizzo. È in questo scenario di transizione che la povertà energetica può acuirsi.

Senza adeguate misure di sostegno, le famiglie con minori risorse possono essere costrette a ridurre ulteriormente i consumi essenziali. “Anche a fronte di questi nuovi risultati empirici, l’accessibilità economica dell’energia e il tema della povertà energetica devono essere necessariamente integrate nelle politiche climatiche e di decarbonizzazione” spiegano a Il Bo Live Celidoni, Miniaci e Valbonesi. “Particolare attenzione dovrebbe essere riservata agli anziani che vivono in nuclei familiari più piccoli e che, tipicamente, trascorrono molto tempo nelle abitazioni”.

Il miglioramento dell’efficienza energetica in contesti residenziali è una delle misure che contribuirebbe a tamponare gli effetti negativi dell’aumento del costo dell’energia sulle categorie più vulnerabili. “Poiché dal riscaldamento dell’abitazione dipendono anche altre condizioni di salute” aggiungono, “questi interventi di efficientamento energetico abitativo servirebbero a prevenire costi sanitari e assistenziali che altrimenti verrebbero aggravati dalla povertà energetica”.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม