#Finsubito news – 5 novità per le banche


L’EBA pubblica il pacchetto tecnico definitivo della prima fase del nuovo framework di reporting bancario. Aggiornamenti sui principi contabili, informativa prudenziale, rischi ESG e nuovi tracciati regolamentari. Le scadenze e gli impatti operativi per le banche.

L’EBA Reporting Framework 4.4 entra in una nuova fase di attuazione. Il 12 ottobre 2026, l’European Banking Authority (EBA) ha annunciato la pubblicazione del pacchetto tecnico definitivo della versione 4.4 del proprio sistema di reporting prudenziale e informativa al mercato.

L’aggiornamento introduce modifiche significative in diversi ambiti della rendicontazione bancaria, con particolare riferimento all’applicazione del principio contabile IFRS 18, ai modelli FINREP, alle informazioni di Pillar 3 sui rischi ESG e alle esposizioni verso soggetti dello shadow banking.

Il pacchetto comprende inoltre interventi tecnici sulle segnalazioni relative alla risoluzione bancaria, alle decisioni MREL e sui flussi informativi destinati alla nuova Autorità europea antiriciclaggio, AMLA.

La pubblicazione si inserisce nel più ampio processo di revisione e semplificazione degli obblighi di reporting previsto dall’EBA, con l’obiettivo di migliorare la coerenza delle informazioni, ridurre gli oneri operativi e facilitare l’adeguamento degli intermediari.

 

EBA Reporting Framework 4.4: cosa contiene il nuovo pacchetto tecnico

La versione definitiva pubblicata dall’EBA rappresenta la prima fase (Phase 1) del Reporting Framework 4.4.

Il pacchetto comprende gli strumenti tecnici necessari per l’implementazione dei requisiti di segnalazione e disclosure, tra cui:

  • Data Point Model (DPM), per la rappresentazione strutturata delle informazioni da trasmettere;
  • regole di validazione, relative ai requisiti di reporting;
  • tassonomie XBRL, utilizzate per la produzione e lo scambio dei dati regolamentari;
  • aggiornamenti del glossario dei dati e degli strumenti di conversione tra DPM 1.0 e DPM 2.0;
  • correzioni tecniche e aggiornamenti delle FAQ applicative.

 

La documentazione completa, comprese le specifiche tecniche e le informazioni sui calendari di applicazione, è disponibile nella sezione istituzionale dedicata all’EBA Reporting Framework 4.4.

L’aggiornamento non determina l’entrata in vigore simultanea di tutti i requisiti interessati. L’applicazione dei diversi moduli segue scadenze specifiche e dipende dal relativo quadro normativo.

 

1. IFRS 18 e FINREP: verso una nuova rappresentazione dei risultati economici

Una delle principali innovazioni riguarda l’adeguamento del reporting finanziario prudenziale al nuovo principio contabile internazionale IFRS 18 – Presentation and Disclosure in Financial Statements.

Il principio, recepito nell’Unione europea attraverso il Regolamento (UE) 2026/338 della Commissione, sostituisce lo IAS 1 e si applica ai bilanci degli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027.

L’IFRS 18 introduce una nuova struttura di presentazione del conto economico e nuove disposizioni in materia di informativa finanziaria, con l’obiettivo di migliorare la comparabilità e la trasparenza dei risultati aziendali.

Per le banche, queste modifiche richiedono un coordinamento tra la rappresentazione contabile nei bilanci pubblici e le segnalazioni finanziarie trasmesse alle autorità di vigilanza.

L’EBA ha quindi predisposto nuovi modelli FINREP allineati all’IFRS 18, accompagnati da una specifica Opinion pubblicata l’8 luglio 2026 sull’applicazione dell’IFRS 18 al reporting finanziario di vigilanza.

 

Il periodo transitorio tra IFRS 18 e i nuovi FINREP

Un aspetto particolarmente importante riguarda il disallineamento temporale tra l’applicazione del nuovo principio contabile e l’aggiornamento dei requisiti di vigilanza.

Mentre l’IFRS 18 si applicherà ai bilanci relativi agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027, l’applicazione obbligatoria delle modifiche agli ITS FINREP è attualmente prevista dalla fine di settembre 2027.

Per questo l’EBA ha raccomandato alle autorità competenti di consentire, nel periodo intermedio, l’utilizzo volontario dei modelli FINREP già allineati all’IFRS 18.

La prima data di riferimento prevista per tali modelli anticipati è il 31 marzo 2027.

La misura intende evitare che gli intermediari siano costretti a mantenere due differenti rappresentazioni del conto economico durante la fase di transizione.

 

2. Pillar 3 ESG: aggiornamento dell’informativa sui rischi ambientali, sociali e di governance

Il secondo ambito di intervento riguarda l’informativa pubblica di Pillar 3, con particolare riferimento ai rischi ambientali, sociali e di governance.

Il pacchetto tecnico recepisce gli aggiornamenti contenuti nei progetti definitivi di modifica degli Implementing Technical Standards (ITS) elaborati dall’EBA nel quadro dell’attuazione del CRR 3.

In particolare, l’Autorità aveva già illustrato le principali modifiche nel comunicato del 22 giugno 2026 dedicato all’aggiornamento degli obblighi di disclosure Pillar 3 sui rischi ESG, sulle esposizioni azionarie e sullo shadow banking.

L’aggiornamento riguarda l’informativa sui rischi ESG, in un contesto normativo caratterizzato dalle modifiche introdotte al sistema europeo di rendicontazione della sostenibilità.

L’EBA ha sviluppato le nuove disposizioni perseguendo una maggiore coerenza con gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e con le iniziative europee di semplificazione degli obblighi informativi.

Per le banche, il tema assume particolare importanza in relazione alla disponibilità, alla qualità e alla coerenza dei dati utilizzati per rappresentare i rischi di sostenibilità.

Occorre tuttavia distinguere l’informativa pubblica di Pillar 3 dalle segnalazioni prudenziali ESG destinate alle autorità di vigilanza: i due ambiti presentano finalità e calendari di attuazione differenti.

 

3. Shadow banking, esposizioni azionarie e FRTB

Il Reporting Framework 4.4 introduce aggiornamenti anche nell’informativa relativa alle esposizioni azionarie e alle esposizioni aggregate verso entità appartenenti al settore dello shadow banking.

L’obiettivo è migliorare la trasparenza delle esposizioni degli intermediari e rendere maggiormente coerenti i dati pubblicati nell’ambito del Pillar 3.

Il pacchetto include inoltre specifici modelli di disclosure collegati alla Fundamental Review of the Trading Book (FRTB), il quadro prudenziale relativo ai rischi di mercato.

Queste modifiche interessano soprattutto le banche che presentano esposizioni significative verso mercati finanziari, intermediari non bancari e strumenti soggetti ai requisiti prudenziali sul rischio di mercato.

Per le funzioni Risk Management e Regulatory Reporting si rende quindi importante verificare la coerenza tra classificazione delle esposizioni, dati prudenziali e informazioni oggetto di disclosure.

 

4. Resolution Planning, MREL e flussi informativi AMLA

Il nuovo pacchetto comprende aggiornamenti tecnici anche nei seguenti ambiti:

Resolution Planning. Correzioni e modifiche ai modelli utilizzati nell’ambito della pianificazione della risoluzione bancaria.

MREL. Adeguamenti tecnici alle strutture dei dati e alle tassonomie relative alle decisioni sui requisiti minimi di fondi propri e passività ammissibili.

AMLA. Nuovi modelli di eleggibilità e aggiornamenti ai tracciati destinati a supportare l’esercizio di valutazione del rischio del 2027.

Gli interventi relativi ad AMLA si inseriscono nel processo di individuazione degli operatori che saranno sottoposti alla vigilanza diretta dell’Autorità europea antiriciclaggio a partire dal 2028.

Il pacchetto contiene inoltre una correzione del modello E 09.02 relativo alle segnalazioni di liquidità delle succursali di Paesi terzi.

Si tratta di componenti tecniche che non devono essere confuse con l’introduzione generalizzata di nuovi obblighi di segnalazione per tutti gli intermediari.

 

5. DPM 2.0 e tassonomie XBRL: gli impatti sui sistemi informativi

Un ulteriore elemento del Reporting Framework 4.4 riguarda l’evoluzione degli strumenti tecnici utilizzati nella gestione dei dati regolamentari.

Con il completamento della più ampia transizione al DPM 2.0, l’EBA prosegue il lavoro di affinamento del glossario e dei meccanismi di conversione tra le precedenti strutture informative e quelle aggiornate.

La pubblicazione delle tassonomie XBRL e delle regole di validazione consente agli intermediari e ai fornitori tecnologici di valutare gli interventi necessari sui sistemi di segnalazione.

L’Autorità ha inoltre aggiornato l’elenco delle criticità tecniche conosciute e le FAQ applicative.

In presenza di problemi rilevanti emersi durante le prime attività di implementazione, l’EBA non esclude la pubblicazione di un aggiornamento correttivo mirato (hotfix) nel gennaio 2027.

 

Le principali scadenze del Reporting Framework 4.4

L’applicazione dei nuovi modelli segue un calendario differenziato.

Data di riferimento Ambito
31 dicembre 2026 Aggiornamenti Pillar 3 ESG, esposizioni azionarie e shadow banking, secondo l’ambito applicativo previsto
31 dicembre 2026 Aggiornamenti tecnici relativi a Resolution Planning, MREL e modelli AMLA
31 marzo 2027 Prima data di riferimento per i modelli FINREP allineati all’IFRS 18 utilizzabili nella fase transitoria
31 marzo 2027 Integrazione dei modelli di disclosure FRTB interessati
30 settembre 2027 Applicazione obbligatoria attualmente prevista per i nuovi ITS FINREP relativi all’IFRS 18
31 dicembre 2027 Prima data di riferimento prevista per alcune nuove disclosure Pillar 3 delle piccole banche non complesse (SNCIs)

Le date indicate riflettono la programmazione comunicata dall’EBA e devono essere lette tenendo conto dell’adozione e dell’applicabilità dei pertinenti atti normativi.

 

La seconda fase del Framework 4.4: ulteriori semplificazioni nel 2027

La pubblicazione del 12 ottobre riguarda soltanto la prima fase dell’aggiornamento.

L’EBA ha annunciato una seconda fase, identificata come Reporting Framework 4.4.1, attesa all’inizio del 2027.

Questa fase dovrebbe recepire le ulteriori modifiche derivanti dal progetto di semplificazione delle segnalazioni prudenziali, oggetto della consultazione avviata nell’aprile 2026.

Gli interventi riguarderanno diversi ambiti del reporting, tra cui COREP, FINREP, liquidità, rischio operativo, rischio di mercato, segnalazioni ESG e altri moduli di vigilanza.

La finalità è contenere gli oneri amministrativi e favorire una maggiore razionalizzazione delle informazioni richieste agli intermediari.

Il processo di semplificazione non elimina tuttavia la necessità di garantire qualità, tracciabilità e coerenza dei dati trasmessi.

 

Impatti per le banche: le priorità per Finance, Risk, Compliance e Internal Audit

Il Reporting Framework 4.4 richiede una valutazione coordinata da parte delle strutture aziendali interessate.

Per le banche, le principali attività preparatorie possono comprendere:

  • Analisi dei nuovi requisiti applicabili, distinguendo gli obblighi già previsti, i modelli utilizzabili volontariamente e gli interventi ancora in corso di approvazione.
  • Valutazione degli impatti dell’IFRS 18 sui processi contabili, sui sistemi FINREP e sulla produzione delle informazioni finanziarie.
  • Verifica dei dati ESG, con particolare attenzione alla coerenza tra informativa pubblica, misurazione dei rischi e fonti informative utilizzate.
  • Adeguamento dei sistemi di reporting, delle tassonomie XBRL e delle regole di controllo della qualità dei dati.
  • Coordinamento tra Finance, Risk Management, Compliance, IT e Internal Audit, per presidiare le modifiche organizzative e verificare l’affidabilità dei processi.

Il ruolo dell’Internal Audit può risultare particolarmente importante nella valutazione dell’efficacia dei controlli sui dati e sulla gestione delle modifiche ai sistemi informativi.

Queste attività rappresentano possibili priorità organizzative, da definire in funzione delle dimensioni, della complessità e degli obblighi applicabili a ciascun intermediario.

 

Reporting bancario: verso una maggiore integrazione tra dati, controlli e governance

L’aggiornamento del Reporting Framework 4.4 conferma la progressiva convergenza tra rendicontazione finanziaria, informativa prudenziale, sostenibilità e gestione dei dati regolamentari.

La pubblicazione anticipata dei modelli tecnici e l’articolazione delle modifiche in due fasi consentono agli intermediari di pianificare con maggiore gradualità gli interventi necessari.

Allo stesso tempo, la crescente integrazione dei flussi informativi evidenzia l’importanza di disporre di processi solidi di data governance, responsabilità organizzative chiaramente definite e sistemi di controllo adeguati.

Per le banche, la sfida non consiste soltanto nell’aggiornamento dei tracciati segnaletici, ma nella capacità di assicurare coerenza tra bilancio, informazioni di vigilanza, esposizioni ai rischi e disclosure pubblica.

In questa prospettiva, l’aggiornamento delle competenze professionali delle funzioni Finance, Risk Management, Compliance e Internal Audit diventa un elemento essenziale per accompagnare l’evoluzione regolamentare.


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