A luglio boom di turisti tra Verona e il Garda


Luglio conferma la forza del turismo veronese e gardesano e offre già indicazioni incoraggianti in vista della seconda parte della stagione. Sul Garda Veneto il mese si è chiuso con un’occupazione media dell’85%, in crescita di 2,6 punti percentuali rispetto al 2025, mentre Verona ha mantenuto livelli molto elevati con l’83,1% sull’intera destinazione e l’85,6% nel Comune.

A questi numeri si aggiungono quelli sulla spesa: nel primo semestre del 2026 il transato attraverso Mastercard è cresciuto del 12% sul Garda Veneto e del 6% nel centro storico di Verona rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con il turismo internazionale che ha generato rispettivamente il 74% e il 64% della spesa. A rendere ancora più positivo il quadro sono le prenotazioni già acquisite per agosto, settembre e ottobre, in crescita rispetto allo scorso anno sia per la città sia per il lago.

È la fotografia scattata dall’Osservatorio turistico di Destination Verona & Garda Foundation attraverso i dati HBenchmark, ai quali si affiancano quelli Mastercard sui comportamenti di spesa dei visitatori.

«Questi numeri raccontano la solidità di una destinazione che riesce a essere competitiva lungo tutta la stagione e che oggi raccoglie anche i frutti di un lavoro costante di promozione e posizionamento sui mercati internazionali. Dietro a questi risultati ci sono le campagne realizzate all’estero, la presenza alle principali fiere, il dialogo continuo con tour operator, compagnie aeree, stampa e operatori del settore, oltre alla collaborazione quotidiana con gli enti e con gli imprenditori del territorio. Verona e il Garda sono sempre più percepite come un’unica grande destinazione, capace di offrire esperienze complementari e di attrarre visitatori con motivazioni di viaggio diverse durante tutto l’anno», commenta il presidente di Destination Verona & Garda Foundation Paolo Artelio.

Verona

«Verona archivia un mese di luglio caratterizzato da occupazioni elevate e da una domanda sostenuta dai grandi eventi. Il tasso medio di occupazione si attesta all’83,1%, mentre il Comune raggiunge l’85,6% e il centro storico sfiora l’87,5%», continua Artelio. A scandire i momenti di maggiore afflusso sono stati gli appuntamenti della stagione estiva, dai concerti dei Lumineers e dei Duran Duran allo spettacolo di Roberto Bolle, mentre la provincia, escluso il lago, ha mostrato una sostanziale tenuta, chiudendo in lieve crescita rispetto allo scorso anno.

Anche i mercati confermano il crescente profilo internazionale della destinazione. Dopo l’Italia, le provenienze più importanti sono Germania, Regno Unito e Stati Uniti, con americani e britannici che registrano la maggiore capacità di spesa. Sul fronte delle prenotazioni diminuisce inoltre il peso delle OTA, le grandi piattaforme di prenotazione online come Booking.com ed Expedia, a vantaggio delle prenotazioni dirette e dei rapporti consolidati con agenzie di viaggio e tour operator. Nel Comune le OTA scendono dal 53,4% al 51,4%, mentre in provincia passano dal 26% al 18,4%.

Intanto agosto, settembre e ottobre partono già da un’occupazione acquisita del 49,5%, superiore allo scorso anno, con una permanenza media che sale a 3,2 notti e il centro storico già oltre il 56% di occupazione. A trainare la seconda parte della stagione saranno ancora la stagione lirica in Arena, gli RTL Power Hits e i grandi appuntamenti di settembre.
A completare la fotografia di Verona sono i dati Mastercard sulla spesa effettuata sul territorio.

Nel primo semestre del 2026 il centro storico registra una crescita del transato del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025, con una componente internazionale particolarmente forte: il 64% della spesa è generato dai turisti stranieri. Tra le principali provenienze crescono il Regno Unito del 16%, la Germania del 10% e gli Stati Uniti del 9%. La ricaduta interessa direttamente anche l’economia cittadina: rispetto al primo semestre dello scorso anno aumenta del 7% la spesa nella ristorazione, del 5% nell’abbigliamento e del 4% nelle strutture ricettive. Nel solo mese di giugno, inoltre, il 27% dei visitatori rientra nella fascia degli alto spendenti.

Un dato interessante anche in vista delle prossime settimane arriva dal confronto con Ferragosto 2025. Nella settimana dall’11 al 17 agosto dello scorso anno, l’83% della spesa Mastercard registrata nel centro storico proveniva da visitatori internazionali. Nella sola giornata di Ferragosto la quota era salita addirittura all’85%, contro il 12% della componente nazionale e una quota residuale regionale.

«I dati confermano una stagione positiva per il comparto alberghiero veronese. Allo stesso tempo dobbiamo continuare a lavorare per aumentare la permanenza media degli ospiti e rafforzare le prenotazioni dirette. Il dato che evidenzia la crescita delle OTA, le grandi piattaforme di prenotazione online, va inoltre letto in una determinata prospettiva: oggi anche molte agenzie di viaggio e numerosi tour operator utilizzano questi strumenti per prenotare le camere, grazie agli accordi commerciali di cui dispongono. È quindi cambiato il modo in cui vengono effettuate le prenotazioni, più che il ruolo degli intermediari», dice Maurizio Russo, presidente Federalberghi Confcommercio Verona.

Garda Veneto

«Sul Garda Veneto luglio conferma una stagione in ulteriore crescita. L’occupazione media raggiunge l’85%, in aumento di 2,6 punti percentuali rispetto al 2025, con il Basso Lago all’86% e l’Alto Lago oltre l’82%. A caratterizzare la destinazione continua a essere soprattutto la durata della vacanza: gli ospiti soggiornano mediamente oltre sei notti, mentre il mercato tedesco rappresenta quasi una presenza su due nell’Alto Lago (49,9%) e il Regno Unito consolida il proprio ruolo di secondo mercato nel Basso Lago, con il 18,8% delle presenze», conclude Artelio.

Anche i canali di vendita raccontano un’evoluzione della domanda. Sul Garda aumentano infatti le prenotazioni effettuate attraverso le OTA, le grandi piattaforme di prenotazione online come Booking.com ed Expedia, che diventano il principale canale di vendita sia nell’Alto sia nel Basso Lago, superando le prenotazioni offline. Un dato che conferma il forte orientamento internazionale della destinazione e il crescente utilizzo dei canali digitali per organizzare le vacanze sul lago.

Le prospettive per il finale di stagione restano molto positive. Le prenotazioni già acquisite tra agosto e ottobre raggiungono il 61,4%, in miglioramento rispetto allo scorso anno. Ancora più significativo è il ritmo con cui stanno crescendo: nelle ultime due settimane la domanda ha registrato un’accelerazione di 12,4 punti percentuali nell’Alto Lago e addirittura di 20 punti nel Basso Lago. Dopo il traino di Ferragosto saranno gli eventi di fine estate e dell’autunno a contribuire a mantenere elevata la domanda anche nei mesi di settembre e ottobre.

La solidità della stagione emerge anche dai dati Mastercard relativi alla spesa. Nel primo semestre del 2026 il transato sul Garda Veneto è cresciuto del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025 e ben il 74% della spesa è stato generato dal turismo internazionale. A crescere sono proprio alcuni dei mercati più importanti per il lago: Germania +15%, Austria +21% e Paesi Bassi +17%. La presenza turistica si traduce inoltre in una ricaduta diffusa sulle attività del territorio: la spesa nella ristorazione cresce del 15%, quella nei supermercati e nei negozi di specialità alimentari del 14% e quella nelle strutture ricettive del 10% rispetto al primo semestre dello scorso anno.

Nel solo mese di giugno, nonostante un calo del transato del 3% legato anche allo slittamento delle festività tedesche e al maltempo, rimane particolarmente significativa la presenza della clientela con maggiore capacità di spesa: gli alto spendenti rappresentano il 33% nell’Alto Lago e il 29% nel Basso Lago. Tra i mercati, alla flessione della Germania nel singolo mese (-11%) fanno da contraltare Austria (+10%) e Paesi Bassi (+9%).

«I dati ci fanno guardare con fiducia alla prosecuzione della stagione e ci portano a pensare che il Garda possa chiudere il 2026 con qualche punto percentuale in più rispetto allo scorso anno», dice Ivan De Beni, presidente Federalberghi Garda Veneto. «Credo che questo risultato sia anche il frutto delle scelte compiute dagli imprenditori negli ultimi anni. Come Federalberghi Garda Veneto abbiamo sempre invitato le strutture a mantenere una politica dei prezzi equilibrata, puntando sulla qualità dell’offerta e su un corretto rapporto tra servizio e tariffa, senza rincorrere aumenti eccessivi. Una strategia che oggi premia il territorio e rafforza la fiducia dei nostri ospiti. Voglio poi ringraziare tutte le amministrazioni comunali che, con un calendario ricco di eventi grandi e piccoli, contribuiscono a rendere il lago ancora più attrattivo: ogni manifestazione arricchisce l’esperienza di chi ci sceglie e rappresenta un investimento sul futuro della destinazione».

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