Gli effetti delle decisioni europee sull’economia agricola della Lessinia e sulla capacità delle imprese zootecniche di restare competitive saranno al centro del convegno “Gli effetti della politica europea sulle istituzioni locali e sull’agricoltura dei territori”, in programma venerdì 24 luglio 2026, alle ore 20, al Teatro di Sant’Anna d’Alfaedo.
L’incontro, aperto gratuitamente alla cittadinanza, si inserisce nel calendario della 165ª Fiera Agricola di Sant’Anna d’Alfaedo ed è promosso con il coinvolgimento del Comune, della Fiera Agricola, della Pro Loco e di A.R.A. Veneto. L’obiettivo è mettere a confronto rappresentanti delle istituzioni e operatori economici su questioni che incidono direttamente sulla redditività degli allevamenti, sulla tenuta delle filiere locali e sulla permanenza delle attività produttive nelle aree montane.
A presentare l’iniziativa è Fabio Giacopuzzi, ingegnere libero professionista, segretario della sezione della Lega di Sant’Anna d’Alfaedo e consigliere comunale con delega alle tematiche dell’allevamento, dell’agricoltura e delle politiche energetiche.
«L’economia del mio territorio si basa sull’allevamento di bovini, suini e avicoli – afferma –. Gli allevatori residenti sono molto intraprendenti e riconosciuti professionisti, che operano in due particolari filiere di mercato. Una è quella dell’allevamento di bovini, suini e avicoli per la produzione di eccellenze e importanti prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP). L’altra è quella della produzione – anche con specie a rischio estinzione – e della vendita diretta dei prodotti della tradizione, come salumi, formaggi, carni, lana e gnocchi di malga. Tutto questo valorizzando il territorio a beneficio dei cittadini residenti e dei turisti».
Il comparto agricolo e zootecnico rappresenta infatti una componente essenziale dell’economia di Sant’Anna d’Alfaedo e dell’intera Lessinia. Accanto alla produzione destinata alle principali filiere agroalimentari, negli ultimi anni si è rafforzato il ruolo delle aziende impegnate nella trasformazione e nella vendita diretta, capaci di collegare l’attività agricola alla promozione turistica, alla tutela del paesaggio e alla valorizzazione delle produzioni tipiche.
Resta però aperto il tema della distribuzione del valore lungo la filiera, con una quota della marginalità che spesso si concentra nelle fasi commerciali anziché presso le imprese agricole che sostengono i costi dell’allevamento e della produzione.
«Per continuare a garantire la redditività dei prodotti della filiera agricola – prosegue Giacopuzzi – sarebbe tuttavia auspicabile concentrare le forze presenti tra le categorie e i portatori di interesse, con l’obiettivo di accorciare la filiera e trasferire la marginalità dalla Grande distribuzione organizzata all’allevatore. Argomento, quest’ultimo, che ha dato spunto all’avvio, lo scorso anno, del progetto R.A.D.I.C.I. – Rete agroalimentare per le difese dell’identità, del cibo e dell’innovazione tra amministrazioni pubbliche, imprese agricole, categorie professionali e Pro Loco».
Il convegno è sostenuto dagli stessi allevatori e dalle aziende con cui collaborano, con l’intento dichiarato di garantire una comunicazione libera e indipendente. Il confronto partirà dalle principali questioni europee che possono produrre conseguenze dirette sulle aziende del territorio, a cominciare dall’accordo con il Mercosur, tema sul quale interverrà con un video saluto anche l’europarlamentare Paolo Borchia, membro della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con i Paesi dell’area sudamericana.

Tra gli argomenti figurano inoltre l’andamento del prezzo del latte, condizionato dall’improvviso aumento dell’offerta, e gli effetti di un mercato caratterizzato da una domanda relativamente rigida. Una situazione che può tradursi rapidamente in una riduzione dei compensi riconosciuti ai produttori, con conseguenze particolarmente rilevanti per le aziende di montagna, già chiamate a sostenere costi logistici e produttivi superiori rispetto a quelle di pianura.
«Le tematiche sono delicate – aggiunge il coordinatore dell’evento – e vanno trattate senza banalizzarle e senza cedere al politicamente corretto. In montagna abbiamo il problema dell’abbandono, collegato all’avanzamento della fauna selvatica e in particolare dei grandi predatori come il lupo, oltre alla questione dei nitrati e della PAC. Servono dunque interventi autorevoli per ragionare, tra l’altro, sulla ricaduta nel territorio delle politiche europee e di mode contingenti che condizionano il cambio generazionale».
La presenza stabile degli allevatori nelle aree montane viene considerata determinante non soltanto dal punto di vista produttivo, ma anche per la manutenzione dei pascoli, la gestione del territorio e la prevenzione del degrado ambientale. La difficoltà di garantire un reddito adeguato e di favorire l’ingresso dei giovani rischia invece di accelerare la chiusura delle aziende e l’abbandono delle zone più periferiche.
«Questo solo per accennare agli argomenti che saranno trattati. Temi che stanno a cuore alla Lessinia: se non saranno adottate le politiche più adatte, si andrà incontro a un progressivo abbandono di questa terra», conclude Giacopuzzi.
La serata si aprirà con il saluto istituzionale dell’europarlamentare Paolo Borchia, seguito dalla relazione introduttiva del Centro Europe Direct. Alla tavola rotonda interverranno il senatore Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della 9ª Commissione permanente del Senato, e Stefano Valdegamberi, consigliere regionale del Veneto e componente della Terza Commissione regionale.
Il mondo degli allevatori sarà rappresentato da Giacomo Gianluigi Beltrame, allevatore e vicepresidente di Coldiretti Verona, da Marino Pagiusco, allevatore con alpeggio sull’Altopiano di Asiago e socio di Latterie Vicentine, e da Marco Bortignon, allevatore e vicepresidente della Cooperativa Latte Verona. Pagiusco è conosciuto anche per condurre una delle più lunghe transumanze europee, esperienza che testimonia il legame tra allevamento, tradizione e presidio delle aree montane.
Al confronto parteciperanno inoltre realtà economiche e bancarie del territorio. A moderare l’incontro sarà il giornalista Matteo Scolari, direttore di Verona Network.

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