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Al telefono di un supermercato Famila a Caserta risponde una cassiera che dice «qui non arriva più niente». Si riferisce a prodotti freschi come frutta, verdura, carne e latticini. Il direttore del punto vendita conferma che da venerdì ci sono problemi con le forniture di vari prodotti. Alcuni vengono consegnati in ritardo, altri invece finiscono più rapidamente del solito perché le persone li comprano subito per il timore che non arrivino più, bloccati dalle proteste degli autotrasportatori in Campania e nel resto del Sud Italia.
Sui social network circolano da giorni fotografie e video di scaffali vuoti in vari supermercati. Sono soprattutto in città e comuni campani, siciliani, pugliesi e calabresi. Diversi rappresentanti del settore e delle associazioni di categoria definiscono la situazione «a macchia di leopardo», per dire che non è omogenea e ci sono differenze anche all’interno delle singole regioni.
La sintesi estrema è che per ora al Nord non vengono segnalate grosse carenze di prodotti freschi nei supermercati, ma ci sono alcune criticità. Da quanto raccontano alcuni operatori al Post, vari supermercati e imprese stanno compensando il calo delle consegne dal Sud comprando soprattutto frutta e verdura nei territori più vicini o da altri paesi, come la Spagna e la Tunisia.
In Campania ci sono grosse carenze di prodotti freschi nei supermercati di Napoli e di Caserta, con gli approvvigionamenti che scarseggiano perché i camion delle consegne non arrivano. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, insieme a quello di Bari Vito Leccese, ha sollecitato l’intervento del governo dicendo che gli scaffali dei supermercati «sono sempre più vuoti». La situazione è così critica che secondo i due sindaci con i blocchi dei mezzi iniziano a esserci problemi anche per la raccolta dei rifiuti e per il trasporto pubblico. A Napoli la prefettura ha elaborato un piano per garantire la circolazione dei mezzi che trasportano farmaci, cibo deperibile, rifiuti e mangime per gli animali.
Scaffali vuoti in un supermercato a Napoli, 20 ottobre 2026 (AP Photo/Alessandra Tarantino)
Confesercenti Caserta fa sapere che lì mancano soprattutto frutta e carne: sostiene che le scorte di prodotti freschi possano finire entro giovedì se le consegne non riprenderanno. È una preoccupazione che ha espresso nei giorni scorsi anche il presidente di Confagricoltura Campania Fabrizio Marzano: «Migliaia di prodotti rischiano di rimanere bloccati nelle aziende e andare perduti, mentre gli scaffali dei supermercati rischiano di restare vuoti», ha detto.
Secondo una ricostruzione dell’ANSA, in Calabria sta aumentando il numero di supermercati che segnalano scarsità di merci, a Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia. Mancano anche lì verdura, frutta, pesce e latte. Gli ultimi rifornimenti in alcuni supermercati sarebbero arrivati quattro giorni fa. Carlo Alberto Buttarelli, presidente di FederDistribuzione, ha detto in un’intervista all’emittente Giornale Radio che la situazione sta peggiorando sia in Calabria che in Sicilia, dove molti punti vendita stanno ormai attingendo alle scorte dei loro magazzini, che però sono limitate.
Scaffali vuoti in un supermercato di Catanzaro, 21 ottobre 2026 (ANSA/Alessandro Sgherri)
Anche in Puglia ci sono carenze, specie nelle province di Bari e di Foggia, dove si sono concentrate le proteste degli autotrasportatori in questi giorni. La Confcommercio di Foggia però fa sapere che la situazione nei supermercati sta migliorando proprio in queste ore perché sono arrivati nuovi rifornimenti di frutta, verdura e carne.
In Sicilia sempre la Confcommercio parla di una «situazione complessa»: dall’associazione spiegano di aver raccolto diverse segnalazioni di supermercati a corto di prodotti freschi e che i rifornimenti continuano a non arrivare, sebbene in teoria la gran parte dei camionisti dovrebbe aver ripreso il servizio.
Lo stallo è confermato anche da Tony Margiotta, presidente dell’associazione dei concessionari del mercato ortofrutticolo all’ingrosso di Vittoria, in provincia di Ragusa, il più importante del Sud per volumi di scambi. Da lì ogni giorno partono circa cento camion diretti in Campania, Lazio, Lombardia, e all’estero. Secondo Margiotta «il problema si sta allargando a macchia d’olio: i camion non partono ancora e ormai ci sono arrivate disdette di contratti fino a mercoledì prossimo». Succede perché i mercati del Nord stanno iniziando a rifornirsi da altri produttori, dal momento che non hanno la certezza che i prodotti acquistati al Sud arrivino nei tempi concordati.
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A Milano per esempio alcuni imprenditori dell’ortofrutticolo stanno cercando nuovi fornitori all’estero per far fronte alla diminuzione delle consegne dal Sud, dice il direttore del Mercato Alimentare Federico Zunino. Secondo Zunino la merce ha iniziato a scarseggiare in modo consistente da lunedì 19 ottobre. Circa la metà della frutta e della verdura che vengono poi distribuite e vendute al mercato ortofrutticolo di Milano arriva dalle regioni del Sud: Mohamed Hamam, amministratore delegato di una società di logistica che lavora allo smistamento dei prodotti al mercato ortofrutticolo, dice che in questi giorni è arrivato il 50 per cento di merce in meno.
Anche al mercato ortofrutticolo di Verona, dove circa la metà della merce arriva dal Sud, si è registrato un calo consistente degli approvvigionamenti in questi giorni: circa il 70 per cento in meno, su un totale di mille tonnellate di merci scaricate quotidianamente. Anche qui si è compensato in parte comprando prodotti locali o dalla Spagna. Nel resto del Veneto stanno diminuendo le consegne dei prodotti freschi dal Sud sia secondo Confcommercio che Fruitimprese, associazione che rappresenta gli imprenditori dell’ortofrutticolo. Non sanno però fare stime precise.
Stefano Pezzo, di Fruitimprese Veneto, dice che i camion dal Sud «non arrivano proprio: parliamo di pomodori, zucchine, melanzane, peperoni, insalate, arance, uva, limoni: i produttori locali dovranno buttare tutto se i camion non ripartono».
La situazione è però eterogenea. A Treviso e a Udine, per esempio, i rifornimenti stanno arrivando, secondo la sezione locale della Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione, perché i camion viaggiano lungo la costa adriatica. In ogni caso sia a Milano che a Verona che in altre città, come Brescia, si stanno rilevando aumenti significativi dei prezzi di alcuni ortaggi e frutti, come pomodori e uva
Anche nei supermercati le cose variano parecchio. Esselunga, che ha punti vendita al Nord e nel Centro, dice di non avere criticità particolari. Coop invece, che è presente in più regioni, definisce «potenzialmente critica ma non drammatica» la situazione di approvvigionamento di alcuni frutti come uva, clementine, limoni.
La società fa sapere che finora le proteste al Sud non avevano avuto effetti sulla distribuzione nei suoi supermercati al Centro e al Nord, ma che ora le cose stanno peggiorando: la merce per ora c’è, ma rischia di finire a breve perché le scorte nei magazzini dei negozi stanno terminando. Coop ha comunque deciso che non comprerà prodotti dall’estero come forma di solidarietà nei confronti dei produttori del Sud danneggiati dai blocchi.
Anche la società Despar segnala alcune carenze di prodotti dal Sud – soprattutto uva e clementine – nei supermercati del Trentino-Alto Adige e dell’Emilia-Romagna.
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