Energia e alimentari spingono il carovita. Il Pil si ferma, Mattarella richiama il governo al potere d’acquisto e Giorgetti chiede soldi alle banche.
L’inflazione sale al 5,4%, mentre gli stipendi crescono appena del 2,5%. Per milioni di italiani la busta paga vale sempre meno. I rincari dell’energia tornano a spingere il costo della vita, gli alimentari continuano ad aumentare e il Pil si ferma. In questa situazione il governo cerca risorse nella manovra economica, chiedendo un contributo di 5,8 miliardi a banche e assicurazioni.
L’inflazione torna ai livelli dell’estate 2023
La stima preliminare dell’Istat sull’inflazione fotografa un aumento dei prezzi del 5,4% rispetto all’anno precedente, contro il 4,2% registrato a settembre.
Su base mensile la crescita è dello 0,9%. Un’accelerazione che riporta il Paese ai livelli raggiunti durante la precedente crisi energetica.
A trascinare l’indice sono soprattutto le materie prime, già responsabili della precedente accelerazione di bollette e carburanti. Le nuove tensioni sui mercati internazionali fanno sentire i loro effetti anche sulla spesa quotidiana.
Energia più cara del 31,4%, alimentari freschi al 7,5%
I beni energetici registrano un aumento annuo del 31,4%, dopo il 22,6% precedente. Gli alimentari non lavorati arrivano al 7,5%, mentre i servizi di trasporto salgono del 3,1%.
Il prezzo del gas supera i 103 euro per megawattora. Una quotazione che alimenta le preoccupazioni per bollette, produzione industriale e trasporto delle merci.
In un Paese dove gran parte dei prodotti viaggia su camion, il costo dei carburanti finisce per incidere anche sui prezzi degli scaffali.
L’inflazione di fondo raggiunge il 2%, segnalando che gli aumenti cominciano a interessare pure comparti meno esposti direttamente alle oscillazioni energetiche.
I salari crescono meno della metà dei prezzi
Il dato che pesa maggiormente sulle famiglie riguarda le retribuzioni. Gli stipendi contrattuali aumentano del 2,5% su base annua, ma non riescono a recuperare il terreno perso con i rincari.
Secondo l’Istat, il potere d’acquisto delle retribuzioni resta inferiore di oltre il 9% rispetto al 2021. Il recupero avviato nei mesi precedenti si è così interrotto.
Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama l’attenzione sulla difficoltà dei cittadini.
«I conflitti geo-economici e geo-politici aggrediscono, con l’inflazione e una dinamica salariale inoperosa, il tenore di vita dei cittadini», afferma il Capo dello Stato nel messaggio per la Giornata mondiale del risparmio.
I contratti a prezzo fisso frenano il caro bollette
Una parte delle famiglie riesce a contenere almeno il costo dell’elettricità grazie alle tariffe bloccate.
Secondo Elettricità Futura, tra il 60 e il 65% delle utenze domestiche dispone di contratti a prezzo fisso, spesso della durata compresa tra dodici e trentasei mesi.
Il presidente Salvatore Pinto sostiene che queste formule abbiano garantito condizioni mediamente inferiori di circa il 40% alle attuali quotazioni all’ingrosso.
Il risparmio sull’elettricità rappresenta un sollievo, ma non basta a compensare gli aumenti di alimentari, trasporti e altri servizi.
Il Pil si ferma e i consumi natalizi sono a rischio
Mentre i prezzi accelerano, l’economia rallenta. Nel terzo trimestre il Pil registra una crescita congiunturale pari a zero, con un aumento dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La crescita acquisita per l’intero anno resta allo 0,8%, al di sotto dell’obiettivo governativo dell’1%.
Confesercenti teme un’ulteriore accelerazione dell’inflazione, che potrebbe superare il 6%, con una perdita potenziale di 1,4 miliardi di consumi nell’ultimo trimestre.
Una prospettiva che preoccupa commercianti e grande distribuzione, proprio mentre si avvicina la stagione degli acquisti natalizi.
Giorgetti chiede 5,8 miliardi a banche e assicurazioni
Il rallentamento economico complica anche il lavoro del governo sulla manovra. Tra le coperture individuate dal Tesoro figura un contributo complessivo di 5,8 miliardi a carico di banche e assicurazioni.
Il pacchetto comprende l’aumento dell’addizionale Ires, limitazioni alle deduzioni Irap e modifiche al trattamento delle attività fiscali differite.
Il braccio di ferro tra Giorgetti e il presidente dell’Abi Patuelli esplode pubblicamente durante la Giornata mondiale del risparmio, davanti ai principali rappresentanti del sistema finanziario italiano.
Le banche contestano la manovra, il ministro replica
Antonio Patuelli accusa il governo di voler aumentare ulteriormente la pressione fiscale sugli istituti di credito.
Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, chiede un trattamento più equilibrato rispetto agli altri comparti produttivi.
Giorgetti ricorda invece che lo Stato è intervenuto più volte a sostegno delle banche attraverso garanzie pubbliche e strumenti per la gestione dei crediti deteriorati.
«Lo Stato ha aiutato il sistema bancario con garanzie e Gacs, ora il sistema bancario ha il dovere di aiutare lo Stato nell’ultimo miglio decisivo», afferma il ministro.
Poi si rivolge direttamente a Patuelli: «Siamo sulla stessa barca».
Le fondazioni bancarie temono tagli ai progetti sociali
La protesta coinvolge anche le fondazioni. Il presidente dell’Acri Giovanni Azzone contesta il maggiore carico fiscale, stimato tra quaranta e settanta milioni di euro.
Secondo Azzone, la riduzione delle risorse potrebbe tradursi in meno interventi a favore di giovani e persone con disabilità.
Il presidente delle fondazioni cita programmi destinati a ventimila ragazzi che non studiano e non lavorano oppure a duemila disabili.
La pressione fiscale sul settore bancario rischia così di incidere anche sulle attività sociali sostenute nei territori.
Panetta mette in guardia dalla nuova stretta sui tassi
Nel suo intervento ufficiale alla Giornata del risparmio, il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta indica nel rincaro dell’energia il principale rischio per l’economia.
Se la crescita dei prezzi continuerà a mantenersi sopra il 2%, la Banca centrale europea potrebbe essere costretta ad aumentare nuovamente i tassi.
Panetta riconosce però che la prudenza nei conti pubblici ha rafforzato la credibilità finanziaria dell’Italia, contribuendo a contenere le tensioni sullo spread.
I giovani risparmiano meno, l’Europa deve investire di più
Il governatore richiama infine la difficoltà delle nuove generazioni ad accumulare risparmi. Redditi insufficienti e condizioni occupazionali poco favorevoli riducono la possibilità di costruire una sicurezza economica per il futuro.
Per Panetta servono investimenti produttivi, innovazione e un mercato europeo dei capitali capace di indirizzare maggiori risorse verso le imprese.
Ma il primo ostacolo resta quello fotografato dall’Istat. Quando i prezzi crescono più velocemente degli stipendi, anche mettere da parte qualche euro diventa una fatica.
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